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Volete vedere che è tutta colpa dei Maya e delle loro previsioni sbagliate (Rino Giacalone) PDF Stampa E-mail

Fonte nomafia.laperfettaletizia.com
Articolo del 7 Gennaio 2013

Accade a Trapani. Perché è possibile dire di “no” alla mafia ma nessuno però lo può far sapere in giro?

Perché è possibile essere tacciati di “professionisti dell’antimafia”, quasi fosse una frase d’offesa o che comunque prefiguri una attività in qualche modo remunerativa, facendo finta di non sapere che fare i mafiosi lo è molto di più redditizio? Si è “professionisti” magari solo perché si raccontano fatti e cronache giudiziarie, il contenuto delle sentenze, le malefatte della nuova mafia che spesso vanno assieme a quelle della politica e della burocrazia e quel professionisti non è il riconoscimento di abilità professionali, ma semmai un dispregiativo per smontare quello che viene scritto. Perché tutto questo? Perché oggi la mafia è buona, ma lo era anche prima per tanti, perchè non spara e sa gestire imprese e appalti, emette false fatture, ottiene finanziamenti pubblici, compie reati che secondo il codice non sono così gravi e una turbativa d’asta viene punita meno del furto di una bottiglia di alcolici in un supermercato. Capite allora perché non si può parlare di mafia soprattutto di quella che viene sconfitta e di quella che viene rinnegata? Perché non va messa in dubbia la forza che la mafia continua ad avere, è forte, si è parecchio infiltrata, la mafia serve, serve ancora a tante cose, altro che otto criminali al giorno assicurati alle patrie galere dal Governo, come un giorno si e l’altro pure vanno dicendo i ministri del vecchio e nuovo governo.

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QUELL' ORA FATALE SUL TRENO DEL SUD di Enzo Biagi PDF Stampa E-mail

Articolo da La Repubblica del 25 Dicembre  1984

CONOSCO quei posti. Ci sono stato durante la guerra. Ricordo il capostazione di Ca' di Landino, che costruiva treni in miniatura, il velluto rosso nei sedili delle prime classi, e la locomotiva fischiava cupa imboccando la galleria. So com' è il paesaggio di questi giorni: la galaverna imbianca gli alberi, l' aria tersa odora di legna bruciata, nella notte di Natale si usa accendere i falò: e c' è quasi sempre la luna sui monti. Sono paesi dell' Appennino emiliano, e quella che si ritrova in piazza o all' osteria è la mia gente: di là dal crinale, la Toscana. Immagino quel rapido che corre sulla Direttissima; è domenica 23 dicembre, quando già la sera è calata, e il convoglio fugge su binari lucidi di brina, lasciandosi dietro festoni di lampadine, la campagna assorta in queste ore di presagio, e i viaggiatori tacciono, inseguendo pensieri nascosti: una donna, i vecchi mobili di una vecchia casa, altri giorni, profumi, immagini e rumori che si perdono nella confusa ricerca della memoria. IL 904, così lo chiamano i ferrovieri, è partito dal Sud, da Napoli: e come nei racconti di Vittorini, si porta dietro sentore di bucce d' arancia e di corpi accaldati. Il monotono andare concilia la sonnolenza e i ricordi. Non so che cosa è accaduto alle 19,15: c' è sempre, nella storia della mia terra, un' ora fatale.

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QUANDO GLI ANGELI CANTANO ... CIAO GABRIELE di Christian Abbondanza PDF Stampa E-mail

Foto ed Articolo del 1 Novembre 2012 da casadellalegalita.info


Gabriele era un ragazzo d'oro. Amava la semplicità e la gioia che viene dalla vita. Da una vita che è anche e soprattutto fatica quotidiana. Che è condivisione con chi ha accanto, delle gioie e dei dolori, delle ansie e delle speranze. Che è il rispetto e l'educazione. Dignità. Questo era Gabriele. E così bisogna ricordarlo. Questo è ciò che basterebbe per far capire chi è stato questo ragazzo, nonostante ciò che di devastante ha accompagnato, giorno dopo giorno, la sua famiglia. Una famiglia che ha amato e che lo ha amato. Rolando, Mari ed Eleonora, da oggi hanno un angelo che li accompagna. Quel Gabriele che troppo presto, per una tragedia devastante, oggi, ha chiuso gli occhi.

In diversi mi hanno chiesto di scrivere. Di raccontare. Di ricordare. Non è facile. Non lo è perché il dolore e la rabbia accompagnano questi istanti. Dal momento della notizia. Non svaniscono, come tenace è lo sconforto. Non è facile, ma ci provo. Ci devo riuscire. Lo devo fare per quell'angelo. Lo devo alla sua mamma, al suo papà, a sua sorella, alla loro straordinaria umanità. Lo devo agli occhi bagnati di chi lo conosceva, di chi gli era amico.

Ed allora ecco. I pensieri che si sovrappongono. Si cerca di razionalizzare... di metterli in fila, dargli un ordine. Non si possono tacere le emozioni. Non si possono nemmeno tacere i pensieri...

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Trovati i resti di Lea Garofalo testimoniò contro la ’ndrangheta PDF Stampa E-mail

Nella foto Lea Garofalo a Milano insieme alla figlia piccola Denise

Foto e Articolo del 21 Novembre 2012 da  lastampa.it

La donna uccisa a Milano non era stata sciolta nell’acido

di Michele Brambilla

MILANO.  Ci sono storie così drammatiche che anche la scoperta del cadavere carbonizzato della propria madre può diventare, se non certamente un lieto fine, un inizio di pacificazione con la vita, un’occasione per girare pagina e cominciare a guardare al futuro. Questa che raccontiamo è la storia di Denise, una ragazza calabrese che compirà 21 anni in dicembre e che, da poche ore, ha saputo che potrà finalmente avere un funerale per la mamma - che sapeva uccisa da suo padre tre anni fa - e una tomba sulla quale portare un fiore. È una storia che merita di essere raccontata anche perché pochi sanno veramente a quale punto di ferocia arrivi la criminalità organizzata. La ’ndrangheta, in questo caso.

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A Firenze XVIII giornata della Memoria in ricordo delle Vittime delle mafie. PDF Stampa E-mail

 

Foto ed articolo da liberanet.org

 

Si terra' il 16 marzo, marcia cittadina e incontro familiari

Sono oltre 500 i familiari delle vittime delle mafie, che si ritroveranno a Firenze in occasione della diciottesima 'Giornata della memoria e dell'impegno', intitolata quest'anno 'Semi di giustizia, fiori di corresponsabilita'.
Promossa da Libera e Avviso Pubblico in ricordo delle vittime delle mafie', l'iniziativa e' sostenuta da Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze e si svolgera' nel capoluogo toscano il 16 marzo 2013. I familiari delle vittime si incontreranno a Firenze gia' il giorno precedente all'iniziativa, mentre il 16 marzo si terra' una marcia per le strade cittadine al termine della quale da un palco saranno letti i nomi delle 900 vittime delle mafie.
'Un terribile elenco incompleto - e' stato detto – perche' mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare'.
Nello stesso giorno si terranno seminari che affronteranno diversi temi: dalla corruzione al gioco d'azzardo, dall'intreccio mafia-politica alle ecomafie, dall'educazione ai beni confiscati, dall'informazione allo sport pulito.

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