VittimeMafia.it

10 Aprile 1998 Catania. Trovato il corpo di Annalisa Isaia, 20 anni. "La sua colpa era di andare a ballare con persone non gradite allo zio" PDF Stampa

Articolo da La Stampa del 19 Aprile 1998

Punita con la morte dai killer di Nico

di Fabio Albanese

Uccisa a 20 anni: frequentava i ragazzi del clan rivale
Presi gli uomini che hanno accecato il bimbo di Catania. La ragazza massacrata dallo zio con 2 colpi di pistola alla nuca


CATANIA Come i barbari, senza più regole. La terribile vicenda del piccolo Nico, rimasto cieco per un proiettile vagante e l'arresto ieri di quattro dei cinque presunti responsabili, è servita anche a svelare un'altra storia, se possibile ancora più orrenda: una ragazza di appena 20 anni, Annalisa Isaia, uccisa dallo zio con due colpi di pistola alla nuca, colpevole di andare in discoteca con ragazzi, figli di mafiosi della cosca avversaria. Un delitto avvenuto un mese fa, del quale erano all'oscuro tutti, perfino i famigliari della giovane. Il suo cadavere è stato trovato venerdì notte nelle campagne di Passo Martino, a Sud di Catania. Lo zio omicida, Luciano Daniele Trovato, 28 anni, è uno dei sicari che il 7 aprile hanno scatenato un inferno di fuoco in via Villanuova, nel degradato quartiere catanese di San Cristoforo, uccidendo il pregiudicato Angelo Castorina, ferendo un suo amico, Orazio Signorelli, e il piccolo Domenico Querulo, 5 anni, a cui un proiettile ha distrutto gli occhi. La polizia lo ha posto in stato di fermo insieme all'altro responsabile della sparatoria di 12 giorni fa, Giuseppe Gangemi, 33 anni, all'autista della Fiat Uno usata per l'agguato, Lorenzo Patanè, 37 anni, e a uno dei due mandanti Carmelo Ragusa, 40 anni. L'altro mandante, Giovanni Gennaio, 37 anni, è invece sfuggito alla cattura. Mentre il questore Giovanni Fi nazzo e il magistrato titolare del l'inchiesta, il sostituto Nicolò Mari no, ieri mattina raccontavano i det tagli dell'operazione, in un ufficio della squadra mobile gli agenti rive lavano alla madre di Annalisa, Ignazia Trovato, 44 anni, la terribi le verità: «Sua figlia è stata uccisa un mese fa; le ha sparato lo zio, suo fratello». In un primo momento la donna non voleva crederci: «Non è possibile, non ci credo - urlava mio fratello non può avere ucciso mia figlia». Poi è scoppiata in un pianto inconsolabile. Per un po' di tempo i famigliari non si erano preoccupati della scomparsa di Annalisa. Ogni tanto la ragazza faceva una scappatella di qualche giorno, poi tornava. Invece, dopo due settimane, hanno dovuto fare denuncia di scomparsa. Alle ricerche aveva partecipato perfino lui,' Luciano Trovato, lo zio assassino. Il padre della ragazza, Paolo Isaia, è stato ucciso nel'9 3 in un agguato di mafia ad Acireale. Stando all'inchiesta, Annalisa la sera prima di essere uccisa era andata in discoteca con un ragazzo, pare vicino ad una cosca avversa. Per ucciderla lo zio l'avrebbe avvicinata con una scusa, invitata a salire in auto e poi condotta nelle campagne di Passo Martino. Li le avrebbe sparato due colpi di pistola alla nuca e avrebbe quindi seppellito il cadavere. In questo modo avrebbe punito quella sua vita un po' troppo irrequieta, quelle sue frequentazioni pericolose con gente degli altri clan; ragazzi che Annalisa incontrava perché erano della sua età, perché facevano parte del suo stesso mondo, non certo perché mafiosi. Trovato avrebbe utilizzato la stessa pistola che ha ferito, due settimane fa, il piccolo Nico Querulo. A rivelare questo ennesimo, inutile quanto barbaro omicidio, è un uomo rimasto misterioso, un mafioso che ha visto in faccia gli uomini del commando entrati in azione il 7 aprile a San Cristoforo e che fanno parte della sua stessa cosca, quella degli «Sciuto-Tigna» impegnati in una sorta di sanguinoso «repulisti» interno. Il collaboratore si è presentato in questura due giorni dopo l'agguato e ha raccontato agli investigatori di avere deciso di parlare per timore di fare la stessa fine, perché aveva criticato il ferimento del bambino. Per farsi credere ha dapprima descritto l'auto usata per l'agguato, e che era già stata ritrovata dagli agenti nel centro storico di Catania, poi ha fatto ritrovare un arsenale di armi in una casa abbandonata di San Cristoforo, infine ha raccontato l'orrenda fine di Annalisa, facendone trovare il cadavere. I killer dovevano uccidere sia Angelo Castorina sia Orazio Signorelli, che avevano tenuto per loro denaro proveniente da estorsioni. Signorelli, rimasto ferito ed ora scomparso nel nulla dopo essere stato dimesso dall'ospedale, è stato salvato proprio dal bambino rimasto cieco. I due pregiudicati, assieme a Nico e ad altri bambini del quartiere, stavano portando un pony a bere ad una fontana quando sono arrivati i killer. Ai primi colpi di pistola, il cavallo si è imbizzarrito e Nico, che lo teneva per le redini, si è trovato in mezzo alle due vittime predestinate, facendo da scudo a Signorelli; questi è stato soccorso e nascosto in una stalla poco distante proprio dal pentito che ha poi svelato i retroscena. Solo per un caso nella sparatoria non sono rimasti coinvolti altri bambini. Sia il sindaco, Bianco, sia l'arcivescovo, Bommarito, sia il procuratore, Busacca, ieri hanno sottolineato come «il muro di omertà finalmente stia cominciando a sgretolarsi».

 

 

 

Articolo del Corriere della Sera del 19 Aprile '98

Presi i feritori di Nico, il bambino rimasto cieco.

di Alfio Sciacca

Un pentito: il boss della cosca ha ucciso anche la nipote che usciva coi nemici. I genitori del piccolo a Salisburgo: speriamo che possa vedere ancora.

CATANIA - "Queste cose non si fanno, i bambini no". Ci ha pensato per due giorni e alla fine ha deciso di dire basta. Il dramma del piccolo Nico lo ha spinto ad accusare gli amici di un tempo diventati troppo spietati anche per un mafioso. E ha fatto nomi e cognomi di uomini senza scrupoli capaci di sparare tra la folla e di uccidere per futili motivi. "Come un mese fa - ha raccontato - quando e' stata ammazzata Annalisa Isaia, aveva 20 anni e la sua colpa era di andare a ballare con persone non gradite allo zio". Un racconto inverosimile al quale gli inquirenti hanno stentato a credere. Banale il movente, mostruosi i particolari. Tanto da minare la credibilita' del pentito. Almeno fino a quando non ha guidato la polizia fino al luogo in cui si e' consumato l'assurdo delitto. Dunque due storie che s'intrecciano e sulle quali e' stata fatta luce contemporaneamente con il fermo di 5 persone (una sesta e' ricercata) accusate di omicidio e tentato omicidio. Secondo la polizia sarebbero mandanti ed esecutori materiali dell'agguato

del 7 aprile a San Cristoforo, dove venne ucciso il pregiudicato Angelo Castorina, e feriti il piccolo Domenico Querulo ed Orazio Signorelli. A sparare sarebbero stati Luciano Trovato, 28 anni, e Giuseppe Gangemi, 33. Lorenzo Patane' era invece alla guida dell'auto. Il tutto sotto la supervisione del boss Carmelo Ragusa, 40 anni, reggente del clan Sciuto e del suo luogotenente Giovanni Gennaio, 37 anni (latitante) in zona al momento dell'agguato. E qui s'inserisce la storia nella storia. Secondo il pentito uno dei sicari di San Cristoforo, Luciano Trovato, sarebbe anche l'assassino della nipote Annalisa Isaia. L'uomo l'avrebbe punita solo perche' frequentava dei coetanei legati a una cosca rivale. L'omicidio risale ad un mese fa. Lo zio l'avrebbe condotta in una zona di campagna ed uccisa con due colpi alla nuca sparati con la stessa pistola che ha successivamente accecato il povero Nico. Quindi Luciano Trovato ne avrebbe seppellito il cadavere nelle campagne di Contrada Passo Martino. Dopo giorni di ricerche, venerdi' sera e' stato recuperato il cadavere di Annalisa, sepolto sotto un metro di terra. Il ritrovamento della ragazza ha dato credibilita' a tutto il racconto del pentito che in precedenza aveva offerto altre due pezze d'appoggio indicando la vettura del commando e un piccolo arsenale della cosca. Con questi riscontri in mano si e' giunti alla cattura dei presunti sicari. "Ci sono state d'aiuto anche alcune segnalazioni anonime - ha detto il procuratore Mario Busacca -; cio' ci induce ad un cauto ottimismo per il futuro della citta". Gli arrestati sono tutti esponenti del clan Sciuto. Lo stesso clan di Castorina e Signorelli, puniti perche' avevano gestito in proprio alcune estorsioni. Il giorno dell'agguato anche il misterioso testimone era vicino al luogo della sparatoria. Sarebbe stato lui a soccorrere Signorelli ferito, trascinandolo dentro ad una stalla e poi accompagnandolo in ospedale. In un primo tempo l'uomo ha cercato di tenersi fuori. In seguito, scosso dal dramma di Nico e preoccupato per eventuali ritorsioni, ha iniziato a parlare. Ora e' sotto protezione con moglie e figli. "Tutti devono sapere - e' stato il commento del sindaco Enzo Bianco - che a Catania non c'e' piu' impunita'. Aspettiamo ora un altro miracolo: che il piccolo Nico possa parzialmente riacquistare la vista". "Ora possiamo veramente guardare al futuro con un pizzico di fiducia in piu'. Non e' vero che l'omerta' ha sempre il sopravvento su tutto", commenta soddisfatto l'arcivescovo di Catania, Luigi Bommarito. "I messaggi arrivano - dice il vescovo -. Non e' vero che la gente e' sempre omertosa. Questa e' una svolta importante, dobbiamo ringraziare quanti hanno raccolto i ripetuti appelli alla collaborazione". I genitori di Nico hanno saputo dell'arresto dalla televisione nella clinica di Vigaun, nei pressi di Salisburgo, dove si trovano da tre giorni con il loro piccolo. "Noi pensiamo solo al bambino. Questo e' il nostro unico, grande dolore. Non chiediamo vendetta, non chiediamo nulla. Ci interessa solo che Nico possa presto guarire e tornare a casa". Grazia Castiglia e Mario Querulo mostrano un grande distacco. Subito dopo l'agguato si erano lasciati andare ad ogni tipo di imprecazione, ma 10 giorni dopo sembrano solo alla ricerca di serenita', soprattutto per il figlio. "Nico - dice al telefono la mamma - compira' 5 anni il prossimo 15 maggio. Io spero che per quel giorno possa avere acquistato parzialmente la vista da un occhio. Spero tanto in questo miracolo: lo riporteremo a Catania e gli faremo una grande festa". In un'atmosfera quasi ovattata la donna sta tutto il giorno accanto al figlio. Al telefono si sente anche la voce di Nico che non vuole che la mamma si allontani: " + stato molto coraggioso ma ora e' nervoso, spesso non ha voglia di mangiare, non sopporta poi gli infermieri perche' sa che quando arrivano gli attaccano le flebo. Poi si addormenta e tutto passa". Mercoledi' il primario della Augenklinik Gerald Stiegler si pronuncera' sulle possibilita' di recupero dell'occhio sinistro solo parzialmente danneggiato dalla pallattola. "Proprio oggi (ieri, ndr) il professore e' venuto a togliergli la benda. Ha detto che non dovrebbero esserci problemi perche' la cornea appare abbastanza chiara e pulita. Lui e' ottimista, ma ci ha detto di aspettare ancora qualche giorno".

 

Share/Save/Bookmark
 

Menu

Sei  : Home Vittime 10 Aprile 1998 Catania. Trovato il corpo di Annalisa Isaia, 20 anni. "La sua colpa era di andare a ballare con persone non gradite allo zio"