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Articolo da: internapoli.it

SUICIDA A 13 ANNI: COMMOZIONE A PASQUA PER L'ULTIMO SALUTO A VITTORIO

VILLARICCA. Si è svolto domenica il funerale di Vittorio Maglione, il 13enne suicidatosi a Villaricca venerdì nel tardo pomeriggio, mentre tra le strade della città si svolgeva la via Crucis. La chiesa della Madonna dell’Arco di Villaricca, era gremita di parenti e amici che conoscevano la giovane vittima che frequentava la seconda media alla Siani di Villaricca. Forte è stata la commozione soprattutto dei ragazzi che con Vittorio hanno condiviso la giovane età, accorsi in tanti presso la sua abitazione venerdì, dopo che la notizia era iniziata ad arrivare per le strade e soprattutto sul web. Il computer di Vittorio, lo strumento su cui stanno lavorando gli investigatori, dove sono racchiusi tutti i suoi pensieri e in particolare il suo annuncio di morte in chat. Un biglietto per salutare tutti, una frase di rancore verso il padre camorrista, ''non voglio diventare come te''. Poi pero' un bacio al momento di dirgli addio. Questi gli elementi piu' forti che emergono dalla lettera lasciata da Vittorio ai genitori prima di salire su una sedia e impiccarsi a soli tredici anni. Il suicidio avvenuto venerdì a Villaricca, ha sconvolto l'intera comunita', come dice il sindaco Raffaele Topo: tutti ben sapevano quanto Vittorio fosse diverso da un contesto familiare che aveva scelto il crimine. Come riportato dall'agenzia Ansa, una diversita' che sarebbe alla base del suo gesto. Vittorio voleva abbandonare una strada che per lui sembrava segnata: quella della delinquenza, che aveva portato suo padre Francesco in prigione fin da giovane per un'accusa di omicidio - da cui venne assolto per insufficienza di prove - e poi a diventare un elemento di spicco del clan Ferrara, legato ai Mallardo e ai Casalesi. La stessa strada di suo fratello Sebastiano, trucidato a 14 anni da un branco di Mugnano per aver tentato di rubare il motorino alla persona sbagliata. Soprattutto la morte del fratello, nel 2005, aveva segnato la vita di Vittorio: all'epoca aveva appena 9 anni e da allora portava sempre in tasca una foto del fratello maggiore ucciso. Eppure Vittorio sembrava diverso, in paese raccontano che si era anche appassionato alla vicenda di Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra a cui e' intitolata la scuola media che il ragazzo frequentava. Vittorio era benvoluto da tutti e infatti la notizia del suicidio ha sconvolto il paese: si e' diffusa proprio mentre si stava svolgendo la processione della via Crucis, che avrebbe dovuto passare proprio davanti alla casa di Vittorio, ma e' stata deviata all'ultimo momento. ''E' veramente una tragedia - dice il sindaco Raffaele Topo, informato proprio mentre partecipava alla processione - che ha colpito tutti quanti noi. Non lo conoscevo bene ma mi dicono che era un bravo ragazzo. Un gesto davvero inconcepibile che colpisce tutta la nostra comunita' ma sono sconvolto, soprattutto come genitore''. Intanto i carabinieri di Giugliano stanno esaminando il computer di Vittorio che ha lasciato agli investigatori la password del Messenger, il programma di chat con cui aveva comunicato le sue intenzioni, dicendosi stanco, senza speranza per il futuro. Una speranza che ora la madre, sconvolta dal secondo dolore, vorrebbe avesse l'ultimo figlio rimastole, il fratello gemello di Vittorio.

 

 

16 Aprile 2009  serviziocivilemagazine.it

Vittorio Maglione. Storia di un figlio della camorra, suicida a 12 anni

di Anna Laudati

“Chiedo scusa a tutti, ma non a papà” (di Monica Scotti)

Il disagio, la paura e il dolore di crescere in un ambiente ostile; la decisione; una corda legata al soffitto di casa e la vita che si spegne nel  vuoto…troppo presto.  E’ morto così Vittorio Maglione, dodicenne di Villaricca, uno dei satelliti bui della periferia di Napoli.  E’ morto perché forse non voleva la vita che aveva tracciato per lui il padre, Francesco Maglione, affiliato al clan dei Casalesi.
“Addio a tutti quelli che mi hanno voluto bene”. Ha salutato i suoi cari e con un biglietto ha chiesto loro perdono per quel gesto estremo il piccolo Vittorio, ha nominato tutti, la madre, il fratello gemello, gli amici, ma non il padre “che non sopportava” . A lui ha lanciato un ultimo messaggio rabbioso scegliendo di usare non la carta, il web: “me ne vado, così non ti scoccio più”. Si legge sul suo profilo Messenger, il computer (ora al vaglio degli inquirenti) trovato acceso accanto al cadavere.

Era il primo giorno di vacanza da scuola per Pasqua. Secondo una prima ricostruzione Vittorio si era alzato tardi e aveva acceso il computer in cerca di chiacchiere “virtuali” con gli amici. Proprio lì, in quel mare fatto di parole e volti invisibili, avrebbe annunciato l’intenzione di uccidersi. Inutili i commenti sconcertati di chi era connesso in quel momento (i carabinieri stanno cercando di risalire all’identità dei ragazzi “presenti” in rete) ”Ma davvero ti vuoi ammazzare?”.  Vittorio faceva sul serio, il suo corpo l’ha trovato la madre al rientro dalla spesa quando ormai non c’era più nulla da fare.  A luglio avrebbe compiuto 13 anni.

Una famiglia difficile. Il padre di Vittorio era finito presto nel vortice del crimine organizzato: finito in galera per il primo omicidio a scopo di rapina a soli 18 anni nel ' 78, era stato nella Nuova Camorra Organizzata del noto boss Raffaele Cutolo per poi “passare” alla fine degli anni ottanta ai Casalesi, uno dei clan più feroci del mosaico camorristico campano. La morte era già entrata prepotentemente nella casa di Vittorio quando nel 2005 suo fratello maggiore Sebastiano, “Bastiano” per gli amici, era finito ammazzato a 14 anni per aver tentato di rubare il motorino alla persona sbagliata. Un raid punitivo di dieci ragazzi (tre minorenni) legati agli Scissionisti di Secondigliano l’aveva seguito a Mugnano per fargliela pagare, un colpo alla testa da distanza ravvicinata aveva messo fine alla sua adolescenza segnata precocemente dal crimine e dalle cattive frequentazioni.

Vittorio (che all’epoca aveva 9 anni) non era ancora guarito da quella ferita, non aveva seguito l’esempio del fratello, andava a scuola come ogni ragazzino della sua età, ma qualcosa dentro di lui evidentemente non ha retto. Non ha retto alla violenza. Non ha retto al peso di scelte non sue, i figli spesso pagano le colpe dei padri. E in un giorno come un altro ha scelto di morire.

Con la sua morte si riaccendono i riflettori su Napoli, sui suoi “guaglioni” a confronto col degrado sociale, la miseria e la delinquenza. Sui forum di discussione in rete sono tanti a non darsi pace e a chiedersi “perché?”, perché Vittorio è morto? Tra tutte le voci quelle incredule dei suoi amici: “ci manchi tanto Vittorio, eri il nostro angelo, il più bello”.

 

 

Articolo del 10 Aprile 2017 da  napolitan.it

Villaricca,10 Aprile 2009: il 13enne Vittorio Maglione, figlio di un camorrista, si suicida per “non diventare come il padre”

Villaricca (Na), 10 aprile 2009 -Vittorio Maglione è un ragazzo di Villaricca. Era il tardo pomeriggio del venerdì che precede la Pasqua, lungo le strade della cittadina si svolgeva la via Crucis. La chiesa della Madonna dell’Arco di Villaricca, era gremita.

Il 13enne che frequentava la seconda media alla Siani di Villaricca ha consegnato i suoi ultimi pensieri al mondo virtuale: ha pubblicato il suo annuncio di morte in chat e poi si è tolto la vita.

Un biglietto per salutare tutti, una frase di rancore verso il padre camorrista, ”non voglio diventare come te”.

Poi però gli ha mandato un bacio al momento di dirgli addio. Questi gli elementi più forti che emergono dalla lettera lasciata da Vittorio ai genitori prima di salire su una sedia e impiccarsi a soli tredici anni.

Tutti, amici e parenti, ben sapevano quanto Vittorio fosse diverso dal contesto familiare d’origine. Vittorio voleva abbandonare una strada che per lui sembrava segnata: quella della delinquenza, che aveva portato suo padre Francesco in prigione fin da giovane per un’accusa di omicidio – da cui venne assolto per insufficienza di prove – e poi a diventare un elemento di spicco del clan Ferrara, legato ai Mallardo e ai Casalesi. La stessa strada di suo fratello Sebastiano, trucidato a 14 anni da un branco di Mugnano per aver tentato di rubare il motorino alla persona sbagliata.

Soprattutto la morte del fratello, nel 2005, aveva segnato la vita di Vittorio: all’epoca aveva appena 9 anni e da allora portava sempre in tasca una foto del fratello maggiore ucciso. Eppure Vittorio sembrava diverso.

Si era anche appassionato alla vicenda di Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” ucciso dalla camorra a cui è intitolata la scuola media che il ragazzo frequentava.

Vittorio ha consegnato a Messenger, un programma di chat molto in voga tra i giovani prima dell’avvento dei social network, le sue intenzioni, dicendosi stanco, senza speranza per il futuro.



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