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21 Marzo 1976 Melito Porto Salvo (RC). Muore in ospedale Caterina Liberti. Le avevano sparato 2 giorni prima nel suo paese, Bruzzano. Uccisa perché aveva infranto la «legge dell'omertà»? PDF Stampa

 

Si ringrazia Libera Presidio Nino Marino per la documentazione inviataci.

 

Articolo del 20 Marzo 1976

Due donne ferite a Bruzzano e Cardeto

Misteriose Sparatorie

Reggio Calabria, 19 - Due misteriose sparatorie si sono verificate questa seraq in contrada Motticella di Bruzzano Seffirio ed a Dardeto. In entrambi i casi sono rimaste ferite due donne.

Il primo episodio delittuoso si è verificato a Motticella, dove la contadina Caterina Liberti, 36 anni, mentre si trovava nei pressi della propria abitazione, è stata raggiunta al torace ed alle spalle da due colpi di fucile, Uno sconosciuto appostato dietro un cespuglio ha sparato contro la Liberti attingendola in parti vitali.
Soccorsa dai familiari, la donna è stata trasportata d'urgenza all'ospedale civile di Melito Porto Salvo, dove è sta ricoverata con prognosi riservata. Le sue condizioni sono molto gravi.

La seconda sparatoria ha avuto conseguenze meno gravi, si è verificata verso le ore 22,30 nel centro abitato di Cardeto. Giovanna Nocera, 43 anni, sposata Fortuzio, mentre si apprestava a rincasare in compagnia della figlia e del fidanzato di quest'ultima, dopo essere stata in casa di una congiunta, è stata raggiunta, per fortuna di striscio, da un colpo di fucile caricato a pallini. La donna è stata accompagnata agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria con un'autovettura e medicata per ferita da pallini con ritenzione al bbraccio sinistro ed alla testa, guaribile in una settimana.

Sono in corso indagini da parte dei carabinieri della tenenza di Melito e della Compagnia di Reggio Calabria per fare luce sulle due misteriose sparatorie.

 

 

 

 

Articolo del 22 Marzo 1976

Morta la donna di Bruzzano

Vano il tentativo dei sanitari dell'ospedale di Melito di salvarla - Uccisa perché aveva infranto la «legge dell'omertà»? - Avrebbe denunciato ai carabinieri le persone che le avevano rubato quattro capre.l


E' deceduta ieri mattina all'ospedale civile di Melito Porto Salvo la contadina Caterina Liberti, 38 anni, ferita gravemente con due fucilate, venerdì sera nella piazzetta di Motticella di Bruzzano Zeffirio. Le condizioni della donna si erano ulteriormente aggravate domenica sera, ed i sanitari avevano proceduto ad un delicato intervento chirurgico amputandole il braccio sinistro, martoriato dal piombo e che era andato in cancrena. Ma tutto è stato vano in quanto Caterina Liberti è morta, poco prima delle ore 7 di ieri.

Il killer che le aveva teso il mortale agguato non ha fallito la mira, le due fucilate splose dallo sconosciuto da distanza ravvicinata avevano centrato in pieno il bersaglio umano. Caterina Liberti, che non era spostata, pur avendo una figlia di 14 anni, nata da una relazione con un uomo del luogo, è stata molto probabilmente uccisa - secondo gli inquirenti - in quanto aveva infranto «la ferrea legge dell'omertà» che purtroppo vige ancora in alcune contrade.

Il 2 febbraio scorso la Liberti aveva subito il furto di quattro capre che si trovavano rinchiuse in una sua proprietà alla periferia del paese. Era questa una grave perdita per la contadina che, con sacrifici e stenti, mandava da sola avanti la sua famiglia e manteneva anche agli studi la figlia che frequenta attualmente la terza media.

La Liberti, si era data da fare per ottenere la sostituzione delle quattro capre ed avrebbe intavolato anche delle trattative con determinati «personaggi». trattative che non erano andate a buon fine. La donna si era decisa allora a rivelare tutto ai carabinieri ed avrebbe fatto anche i nomi dei presunti responsabili dell'abigeato. La donna avrebbe segnato così la propria condanna.

Se la pista che stanno seguendo i carabinieri al comando del maresciallo Pale, comandante interinale della tenenza di Melito Porto Salvo e del maresciallo Marcianò, è quella giusta, le ipotesi che si possono formulare sono due: la donna sarebbe stata messa fuori strada dalle sue indagini sull'abigeato da personaggi interessati a non dirle la verità e che sono stati presi in contropiede

quando la Liberti ha parlato con i carabinieri; oppure la donna avrebbe messo in difficoltà qualcuno che sapeva molto sull'abigeato e che si è deciso a chiuderle la bocca per sempre.

I carabinieri cercano di stabilire in primo luogo, se c'è un aggancio tra l'abigeato ed il delitto non trascurando però di indagare sul passato della donna e sui contatti che la stessa ha avuto in questi ultimi giorni con persone del posto. E' stato, infatti, accertato dai carabinieri che chi ha ucciso la Liberti doveva conoscere molto bene le sue abitudini. Il killer sapeva quando la donna rincasava in compagnia della madre Maria Antonia Tedesco, 79 anni, dalla campagna e l'ha attesa alvarco. Caterina Liberti è stata, infatti, anche quella sera puntuale a rientrare a casa dopo una dura giornata trascorsa nei campi. La vittima designata era in compagnia della madre che la precedeva di alcuni passi. Erano le ore 19 allorquanto le due donne hanno fatto la loro apparizione nel centro abitato di Motticella. Caterina Liberti è stata chiamata per nome e si è voltata. L'oscurità è stata rotta dalla fiammata di due colpi di fucile in rapida successione, colpita al torace dalla rosa di piombo la donna è stramazzata a terra in una pozza di sangue. Alle disperate invocazioni di aiuto della madre della ferita, sono intervenuti alcuni passanti che hanno trasposrtato la Liberti all'ospedale di Melito Porto Salvo, dove ieri mattina è deceduta dopo una lunga agonia.

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