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13 novembre 2009 Ercolano (NA). Ucciso Salvatore Barbaro, cantante di 29 anni, per errore. Viaggiava su un'auto dello stesso modello del destinatario dell'agguato. Vittima innocente di una guerra tra clan. PDF Stampa

Foto e Articolo del 24 Febbraio 2016 da napolitan.it

Salvatore Barbaro, in arte “Salvio”: storia di un delitto di camorra scoperto dopo 7 anni

Un’incredibile retroscena è quello celato dietro l’omicidio di Salvatore Barbaro, avvenuto il 13 novembre 2009 a via Mare, poco distante dagli Scavi di Ercolano, ucciso per errore, perché a bordo di un’auto simile a quella di proprietà del reale bersaglio dell’agguato.

È morto per questa ragione Salvatore, vittima inconsapevole di una assurda faida di camorra tra gli Ascione-Papale ed i Birra-Icomino.

Dopo sette anni gli inquirenti sono riusciti a conferire un senso a quella morte che, in virtù di quanto emerso, appare ancora più assurda. Un omicidio efferato che per anni ha tormentato la famiglia Barbaro che non ha mai smesso di invocare la verità. Stamattina, quel tanto atteso giorno è giunto: i carabinieri della compagnia di Torre del Greco, col maggiore Michele De Rosa, hanno eseguito quattro ordinanze cautelari emesse dal Gip del tribunale di Napoli nei confronti di altrettanti esponenti della cosca Ascione -Papale, ritenuti responsabili dell’agguato, in un’indagine della Dda coordinata dal pm Pierpaolo Filippelli.  La sera del 13 novembre 2009 i carabinieri si trovarono di fronte una scena terribile in via Mare: il cadavere del 29enne devastato da undici colpi di pistola sparati da distanza ravvicinata. Una esecuzione che non poteva lascare scampo alla vittima, seppur celasse quel clamoroso errore: quei proiettili non erano destinati a Salvatore. Un agguato di chiaro stampo camorristico, ma quel giovane con gli ambienti criminali non aveva nulla da spartire. La sua passione era il canto e per sbarcare il lunario si esibiva nelle feste dei neomelodici col nome d’arte di Salvio. Fu per questa ragione che le prime indagini si indirizzarono subito nell’ambiente dei neomelodici e si cercò di approfondire le frequentazioni del cantante. Aspetto, quest’ultimo, che ha sempre concorso ad avvolgere il delitto in una fitta ombra di dubbi da parte degli inquirenti. Una morte innocente che a distanza di sette anni trova riscattato pienamente il suo desiderio di verità e giustizia.




Articolo del 24 Febbraio 2016 da  leggo.it

Salvatore, ucciso per errore dalla camorra: al killer che sbagliò, 800 euro anziché tremila

Fu ucciso come un boss di camorra ma lui con la camorra non c'entrava nulla: Salvatore Barbaro, vittima innocente, incensurato e del tutto estraneo a dinamiche criminali, fu ferito a morte il pomeriggio del 13 novembre 2009 da 5 colpi esplosi da una semiautomatica calibro 9, di marca sconosciuta e mai sequestrata, mentre era alla guida di una «Suzuki Swift», un'auto dello stesso tipo di quella usata dal vero obiettivo del commando, il boss Ciro Savino. Per questo errore, al killer venne ridotto il compenso: 800 euro invece di tremila. Fu comunque pagato perché venne ritenuto responsabile del tragico errore lo «specchiettista», cioè colui incaricato di indicare il target. Sulla sorte di quest'ultimo, i collaboratori di giustizia sono stati vaghi e, al momento, non è stata fatta luce sulla sorte che gli è toccata. Anche dalle intercettazioni telefonica emerse che qualcosa era andato storto: la fidanzata del mandate chiese al suo uomo se fosse stato avessero festeggiato l'omicidio. Il boss, seccato dalla domanda, risposte che era meglio lasciar cadere l'argomento.  Oggi, dopo sette anni, sono state arrestate 4 persone e si è accertato che Salvatore fu ammazzato per sbaglio. La sua unica 'colpa' fu quella avere un'automobile dello stesso modello di un affiliato al clan. E così fu scambiato per un boss ed ucciso come un boss. Oggi i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco (Napoli) hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea a carico di quattro persone, già detenute: Natale Dantese (41bis), Antonio Sannino, Vincenzo Spagnuolo (colui che sparò), Pasquale Spronello.  Sono ritenuti dagli inquirenti esponenti del clan Ascione ? Papale da anni in lotta con i rivali Birra? Iacomino per il controllo di affari illeciti a Ercolano (Napoli). Salvatore Barbaro era detto 'il cantante' perché amava esibirsi in locali del Vesuviano con canzoni neomelodiche. Era conosciuto dagli amici come una brava persona, solare e sempre disponibile. Aveva un figlio, allora di tre anni e, come raccontarono alcuni amici, avrebbe dovuto sposarsi un mese dopo l'agguato. Quel pomeriggio di sette anni fa percorreva via Mare a bordo della Suzuki Swift con accanto un'altra persona. All'altezza dell'ingresso secondario degli Scavi archeologici, fu raggiunto dai proiettili alla zona cervicale, alcuni dei quali danneggiarono la carrozzeria dell'auto, e morì all'istante. Le indagini hanno appurato che in realtà Barbaro era stato scambiato per un affiliato al clan rivale con il quale aveva in comune solo lo stesso modello di auto. L'episodio è stato ricostruito grazie ad intercettazioni telefoniche e al contributo di collaboratori di giustizia. I provvedimenti eseguiti stamane sono un ulteriore sviluppo delle indagini che hanno permesso di fare luce sulla lotta durata anni tra i due clan rivali nella città di Ercolano.

 

Foto e Articolo del 6 Dicembre 2016 da  radiosiani.com

Condannato il killer di Salvatore Barbaro

di  Giulio Incoronato

In questo momento il Gip della 31esima sezione del Tribunale di Napoli, dott.ssa Rosa de Ruggiero nell’ ambito del processo con rito abbreviato per l’omicidio di Salvatore Barbaro (vittima innocente di camorra) ha condannato a 30 anni di reclusione Vincenzo Spagnulo affiliato al clan Ascione- Papale .
Salvatore fu ucciso a via Mare ad Ercolano il 13 novembre 2009, colpevole solo di guidare un auto dello stesso modello della vittima predestinata.
Una vittima innocente dell’assurda faida di camorra che ha insanguinato le strade della città degli Scavi tra gli Ascione – Papale e i Birra - Iacomino.
Grazie alle indagini dei Carabinieri della compagnia di Torre del Greco e della Tenenza di Ercolano, coordinati dai Pm della Dda di Napoli Filippelli (oggi Procuratore aggiunto di Torre Annunziata) e Ferrigno, si è riusciti a far luce su una delle peggiori pagine della storia di Ercolano.
Oggi è finalmente tempo di Giustizia.

 

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