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18 Aprile 1991 Villa Literno (CE). Uccisi Salvatore Richiello, 12 anni, il padre Michele e Pellegrino De Micco, non erano loro le vittime predestinate. PDF Stampa

Articolo da: Il blog di Prospero Cecere

venerdì 15 gennaio 2010

CASTELVOLTURNO . STRAGE DI VIA PONTORNO ERGASTOLO A ZAGARIA , 30 ANNI AD APICELLA E 15 ANNI A DIANA

Villa Literno. Triplice omicidio a Castelvolturno, nel giorno della perquisizione c’è la conferma dell’ergastolo per Michele Zagaria. Cancellato invece la massima pena dell’ergastolo a Pasquale Apicella ridotta a 30 anni di reclusione , mentre vien confermata la pena di 15 anni di reclusione a Luigi Diana. Questa la sentenza della Corte di Assise di Appello di Napoli emessa ieri pomeriggio.

C’era una guerra fra clan al momento della strage in via Pontorno. Lo avevano dichiarato nel corso del processo davanti alla corte di assise di Santa Maria Capua Vetere personale del commissariato di polizia che all’epoca dei fatti svolgevano l’attività investigativa a Castelvolturno.

Michele Richiello , suo figlio Salvatore di 12 anni e il genero Pellegrino De Micco furono uccisi per dare una risposta ad un altro omicidio avvenuto l’8 aprile 1991. Proprio in quel giorno avevano ucciso Antonio Coppola di Castelvolturno che era un affiliato al clan degli Zagaria. Ma l’operazione, avvenuta il 18 aprile 1991 a Castelvolturno, doveva fare un’altra vittima che si salvò per puro caso, tale Mauro Castaldo che quel giorno si era recato in un mobilificio ed aveva lasciato nell’auto i tre che furono uccisi a sangue freddo. C’è stato un nuovo movente oltre a quello già conosciuto. Il tutto è venuto fuori durante l’interrogatorio. I racconti degli operatori del commissariato di polizia hanno fatto luce anche sulla guerra che si era scatenata dopo la morte di Enzo De falco e i tentati omicidi di Giuseppe Falco e Dionigi Pacifico, e di tanti altri che venivano eseguiti per dare un segno di supremazia del clan sul litorale domizio. Gli stessi che sono stati contestati nell’ordinanza di Spartacus , processo che è alla battute finali.

 

Il triplice omicidio avvenuto a Castelvolturno fu ritenuto un grande errore da parte dei massimi esponenti del clan dei casalesi e liternesi perché Pasquale Apicella, Luigi Diana e Michele Zagaria dovevano uccidere, secondo alcune dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, Mauro Castaldo perché ospitava presso la sua abitazione Claudio Di Costanzo ritenuto legato al gruppo Caterino – De Falco. Dopo il triplice omicidio però sia Luigi Diana , Vincenzo Zagaria che Pasquale Apicella furono arrestati perché trovati in possesso di numerose armi, ma le stesse attraverso una perizia balistica segnalavano la compatibilità che poi fu esclusa dalla consulenza tecnica . Per questi motivi fu aperto un procedimento penale al tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel 1992 ma fu archiviato in data 29 maggio 1997.

 

Nominati nella lista del Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato"

 

 

Articolo da L'Unità del 21 Aprile 1991

In Campania è strage continua - In tre giorni sette morti ammazzati

di Vito Faenza

Fra le vittime anche un bambino di 12 anni colpevole di aver visto «troppo»
Sette morti ammazzati in 72 ore in Campania. Fra le vittime ci sono un ragazzino di 12 anni, ucciso a sangue freddo perché scomodo testimone di un agguato nel quale hanno perso la vita il padre e il fidanzato della sorella. Una guardia giurata «freddata» da tre rapinatori perché aveva sbarrato loro il passo impedendogli di svaligiare la banca che sorvegliava. Sparatoria con due feriti a Casal di Principe.

CASTELVOLTURNO (Caserta). Rabbia, disperazione, indignazione. Ieri pomeriggio a Castelvolturno, un grosso centro balneare del litorale casertano, si sono svolti i funerali delle tre vittime dell'ultima strage della camorra. La piccola bara bianca di Salvatore Richiello, 12 anni, ucciso con inaudita ferocia da uno dei killer che avevano assassinato qualche istante prima il padre, Michele, e il fidanzato della sorella quindicenne, Pellegrino De Micco, è stata portata a spalla fuori dalla chiesa, fra la commozione generale.
L'agguato è avvenuto giovedì scorso, alle 19,45, in una stradina poderale nei pressi di un parco residenziale: Pellegrino De Micco, 23 anni pluripregiudicato che da qualche mese convive con la fidanzata quindicenne incinta, era uscito poco prima da casa assieme al suocero Michele Richiello, 34 anni, netturbino a Pozzuoli, ed al piccolo Salvatore. I killer li hanno sopresi mentre erano fermi a bordo dell'auto, forse in attesa di qualcuno. Quaranta i colpi sparati dai sicari, con pistole calibro nove e con fucili a pompa. Primo a cadere sotto i colpi il netturbino, poi Pellegrino De Micco, falciato mentre tentava la fuga. Poi uno dei killer ha infilato la mano nell'abitacolo della «Y10» ed ha sparato contro il ragazzino quattro o cinque colpi. «La cosa più grave - ha affermato il vescovo di Acerra don Antonio Riboldi commentando l'ennesima uccisione di un innocente - è che casi come questi non creano più neanche indignazione tra la gente ormai abituata a convivere con questa follia dell'olocausto. Mentre il Parlamento dibatte sulla criminalità organizzata si spara e si uccide: non è più ammissibile sopportare un tale punto di irrisione». «Nessun dubbio, i killer lo hanno ucciso per eliminare un testimone scomodo», affermano gli investigatori, che cercano due personaggi scampati all'agguato. Uno di loro, Mauro Castaldo, potrebbe fornire importanti dettagli per individuare i tre o quattro assassini che hanno agito a Castetvolturno.
La spirale di violenza che ha investito la Campania registra, però, anche altri quattro omicidi, tre a Napoli ed uno a Sarno, in provincia di Salerno. Davanti all'agenzia della banca Popolare di Napoli di via Epomeno, nel quartiere partenopeo di Pianura, è stata uccisa la guardia giurata Luigi Vigorito, 36 anni, ex carabiniere che ha sbarrato il passo a tre balordi che volevano rapinare l'istituto di credito. Uno dei tre gli ha sparato due colpi alla testa.
I colleghi della guardia giurata hanno affisso manifesti di protesta. «Cosi non si può andare avanti», affermano tra rabbia e scoramento.
Gli altri due omicidi nel napoletano sono avvenuti ad Afragola (il corpo di un pregiudicato, Michele Castaldo, è stato trovato crivellato di proiettili nella discarica comunale) e a Castellamare di Stabia (uno spacciatore, Antonio Esposito, è stato assasinato ed il suo cadavere è stato incendiato in una «Fiat uno» risultata rubata).
A Casal di Principe sparatoria fra sicari e vìttime: l'intervento di una pattuglia del carabinieri ha impedito che avvenisse un'altra strage. Due pregiudicati feriti (ad uno sarà amputato un braccio spappolato dai proiettili) uno incolume il bilancio dello scontro. I tre sono stati arrestati. Ultimo delitto a Sarno, in provincia di Salerno dove è stato assassinato un pregiudicato.

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