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18 Febbraio 1998 - Napoli - Giovanni Gargiulo, 14 anni, un'esecuzione capitale. PDF Stampa

Articolo di La Repubblica del 18 Febbraio 1998

Napoli, la camorra lo uccide a 14 anni

NAPOLI - Quattro colpi di pistola, per strada, tra la gente. Alla testa, al torace, alle gambe. Un'esecuzione. Un agguato di camorra. Uno dei tanti, verrebbe da dire. Ma questa volta l'orrore è ancora più profondo. Perché la vittima è poco più di un bambino.

Giovanni Gargiulo aveva 14 anni. I killer lo hanno assassinato alla periferia orientale di Napoli, in via delle Repubbliche Marinare. Probabilmente la sua unica colpa è il suo cognome, le sue parentele. Gli investigatori, infatti, hanno subito imboccato la pista della faida. Quella che contrappone i clan Contini e Mazzarella. Uno scontro "storico", che non conosce fine. E che in questo mese di febbraio è diventata una vera e propria guerra, che ha lasciato sul terreno 10 morti in 10 giorni.

Giovanni Gargiulo, questa mattina intorno alle 8,30, si trovava nei pressi di un supermercato. Camminava tranquillo, a poco più di di 200 metri da una caserma dei Carabinieri e dagli uffici del commissariato di San Giovanni-Barra. Camminava tranquillo, quando gli si sono avvicinati due sicari a volto coperto, a bordo di una motocicletta, che hanno cominciato a sparargli addosso all'impazzata.

Giovanni ha tentato la fuga cercando di ripararsi all'interno del vicino supermercato "A&O" che proprio in quel momento stava per essere aperto ai clienti. Un tentativo disperato, finito dinanzi al cancello che conduce al parcheggio del negozio. Lì i killer lo hanno raggiunto. E freddato.

Sul posto è rimasta una larga chiazza di sangue coperta con segatura ed alcune buste di plastica e poco distante un berretto di lana di colore bianco che il ragazzo indossava al momento dell'uccisione. Il cadavere è stato trasferito all'obitorio.

L'esecuzione di Giovanni è l'ennesima conferma che la camorra ha ormai dimenticato la "legge d'onore", che per decenni aveva protetto i bambini e le donne dalla violenza. Anzi i minori non diventano più vittime casuali di una sparatoria o di un agguato, ma ora si trasformano in vero e proprio obiettivo di una faida esasperata. Come nel maggio del 1990 allorchè nel popoloso quartiere della Sanità i sicari di un clan ammazzarono Nunzio Pandolfi, un bambino di due anni mentre era in braccio al padre.

Soltanto un anno dopo al Rione Traiano, periferia occidentale di Napoli, una pallottola vagante colpisce mortalmente un ragazzo, Fabio De Pandi, mentre passeggiava con i genitori. Nel 1996 un altro bimbo di due anni

è vittima della violenza camorristica: Gioacchino Costanzo, ucciso a San Giuseppe Vesuviano. Era in auto con lo zio, Giuseppe Averaimo, un piccolo pregiudicato che la camorra aveva deciso di eliminare. E ancora nei mesi scorsi i clan del vesuviano, feriti a morte dalle rivelazioni del collaboratori di giustizia, si vendicano con l'omicidio del figlio sedicenne del "pentito" Leonardo Zirpoli, Ciro.

Andando ancora più indietro nel tempo l'elenco dei bambini morti di camorra annovera l'omicidio nel 1982 a Cava dei Tirreni della piccola Simonetta Lamberti, figlia del magistrato Alfonso Lamberti, all'epoca procuratore di Sala Consilina.

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