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20 Marzo 1991 Casarano (Lecce) Scompare la piccola Angelica Pirtoli di 2 anni.. Il suo corpo verrà ritrovato il 5 Maggio 1999 nelle campagne di Matino, a pochi chilometri da quello della madre, Paola Rizzello, ritrovato due anni prima. PDF Stampa

Foto da corriere.it

Articolo da:  ricerca.gelocal.it

Lecce, spietata vendetta del boss e della moglie Fa uccidere l'amante e la figlia di due anni

05 maggio 1999 —   pagina -1   sezione: Altro

LECCE. E' stato ritrovato dai carabinieri nelle campagne di Matino, in provincia di Lecce, il corpo di Angelica Pirtoli, figlia di Paola Rizzello, entrambe vittime della criminalità mafiosa. Madre e figlia (che all'epoca avevano 27 e due anni) erano scomparse nel marzo del 1991 da Casarano: per quella vicenda è in corso un processo a Lecce. Il corpo della madre fu ritrovato due anni fa nella stessa zona, all'interno di una cisterna. Il duplice omicidio, secondo quanto accertarono gli investigatori, maturò nell'ambito di una storia nella quale si intrecciarono vicende passionali e malavitose. Secondo quanto fu accertato dalle indagini, mandanti del duplice omicidio furono Luigi Giannelli, di 41 anni, e sua moglie Anna De Matteis, di 37, entrambi di Parabita (Lecce), come l presunto esecutore, Donato Mercuri, di 36 anni. I tre, appartenenti alla Sacra corona unita, erano già  in carcere quando furono raggiunti nel '97 dalle ordinanze di custodia cautelare per quella vicenda. Di Paola Rizzello e della figlia Angelica Pirtoli non si avevano notizie dal giorno della loro scomparsa, avvenuta il 20 marzo del '91. I resti della donna, strangolata, furono trovati il 19 febbraio del '97. Giannelli, secondo gli investigatori, avrebbe deciso di far uccidere Paola Rizzello, temendo di essere denunciato da lei per l'uccisione del suo convivente, Luigi Calzolaro, compiuta nell'85. Dal carcere, nel quale all'epoca era già rinchiuso per altri reati,avrebbe ordinato il delitto a Mercuri. Ma una ragione per liberarsi di Paola Rizzello l'avrebbe avuta anche Anna De Matteis, la quale si sarebbe così vendicata della storia sentimentale nata tra il marito, prima che nell'89 venisse arrestato, e la vittima. Dopo l'arresto di Giannelli, Paola Rizzello aveva avuto una relazione amorosa anche con Mercuri, che l'avrebbe poi strangolata. I resti del corpicino di Angelica sono stati trovati ieri mattina in un terreno di proprietà comunale nel territorio di Matino, sepolti a una profondità di circa due metrie avvolti in un sacco di juta. La zona del ritrovamento è a tre-quattro chilometri dalla cisterna nella quale fu trovato il corpo della madre. Circostanza questa, secondo gli investigatori, che lascia supporre che madre e figlioletta siano state uccise in momenti diversi. Se sulle cause dell'uccisione della donna gli investigatori non avrebbero ormai alcun dubbio, non è invece ben chiara la ragione per la quale oltre a lei sia stata uccisa anche una bambina di appena due anni, che non poteva certo rappresentare un rischio per i sicari. Pare certo che nel momento in cui il sicario entrò in azione madre e figlia fossero insieme, ma non sarebbe solo questa la ragione di un delitto così efferato: gli investigatori sarebbero certi che i mandanti avessero già stabilito che a sparire dovessero essere madre e figlia, insieme.

 

 

Foto da  amicidilibera.blogspot.it


Articolo del Corriere della sera del 5.05.99

Bimba di due anni uccisa dalla mafia

di Fulvio Bufi

LECCE - La tomba di Angelica Pirtoli e' stata per otto anni una anonima collinetta rocciosa spersa nelle campagne in un posto che si chiama Matino, dove non c' e' un' anima e si vedono soltanto i ripetitori delle tv. La tomba era ai piedi di un pino: un buco profondo due metri e ricoperto di terreno indurito dal tempo. La bara un sacco di juta, un fagotto in cui mani feroci avvolsero il corpo di questa bambina morta ad appena due anni e mezzo, sparita insieme con la mamma nel marzo 1991 da Casarano (nel Leccese), e insieme alla mamma uccisa da chi, dopo averla rapita, non sapeva che cosa farne. L' hanno ritrovata ieri all' alba i carabinieri, e non e' il caso di descrivere cio' che hanno visto dopo aver scavato. L' hanno trovata a un paio di chilometri da una vecchia cisterna dove, nel febbraio ' 97, recuperarono il corpo della mamma di Angelica, Paola Rizzello, che quando scomparve aveva 27 anni e una storia di sbandata, tra droga e uomini finiti in carcere o ammazzati. C' e' di mezzo anche la Sacra Corona Unita in questa vicenda, ma solo perche' chi oggi e' accusato per la morte della donna e di sua figlia e' gente che ha a che fare con le cosche del Salento. Ma qui non c' entrano traffici loschi, la gelosia piuttosto. La gelosia di un capozona che non perdono' alla sua amante di essersi messa con un altro, e soprattutto la gelosia della moglie del boss, che dopo aver scoperto il tradimento diede l' ordine di eliminare la rivale.Nessuno voleva che Paola Rizzello continuasse a vivere. E che ci fosse di mezzo una bambina contava meno di zero, per il boss, per sua moglie e per l' uomo che dall' uno e dall' altra ebbe l' incarico di fare quel "lavoro". Marito e moglie si chiamano Luigi Giannelli e Anna De Matteis, 41 e 37 anni, il killer Donato Mercuri (36 anni), che pure ebbe una storia con la Rizzello, ma questo non gli impedi' poi di strangolarla. Stanno tutti in carcere, e, recentemente, sono alla sbarra. Paola comincio' a essere la donna segreta di Giannelli nella prima meta' degli anni Ottanta, ma dopo qualche tempo si lego' a un altro uomo, uno del suo paese, Luigi Calzolari. Non duro' a lungo, perche' nell' 85 Calzolari fu ucciso. Su ordine di Giannelli (finito nel frattempo in carcere per altre vicende), fu il sospetto di Paola. E comincio' a far domande in giro, a cercare di incastrare l' ex amante. Che pero' venne a saperlo in fretta, e da dietro le sbarre fece sapere a uno dei suoi che a quella ragazza bisognava chiudere la bocca. Intanto la Rizzello aveva avuto altre storie e da una di questa era nata Angelica. La piccola cresceva senza padre e con una madre che faceva la vita che faceva, ma alla bambina cercava di badare al meglio. Su di lei, pero' , c' era ormai la condanna dell' ex amante, e poi anche quella della moglie del boss, che quando venne a sapere del tradimento, prima affronto' la ragazza, la insulto' e la minaccio' , quindi disse che voleva vederla morta. Ma davvero, non per dire. Le circostanze in cui Paola e Angelica sparirono, il 20 marzo ' 91, non hanno granche' di particolare. Paola era uscita con Angelica e da qualche parte del paese incontro' Mercuri. Si conoscevano, non ci fu bisogno di azioni di forza per portar via la donna e la bambina. Quello che successe dopo, invece, e' ancora da chiarire fino in fondo, e forse ora che e' stato ritrovato anche il corpo di Angelica, lo si potra' capire durante il processo in corso. Perche' ci sono cose che non quadrano in tutta questa truce vicenda: Angelica era piccolissima, non poteva raccontare niente a nessuno, non rappresentava un pericolo. Eppure la uccisero. E poi: se il corpo di Paola Rizzello fu gettato in un pozzo, perche' mettersi a scavare una buca per seppellire Angelica, anziche' lasciarla li' dove avevano lasciato sua madre, ritrovata due anni fa? "Probabilmente l' hanno uccisa successivamente, quando si sono resi conto che non sapevano cosa farne", dice un investigatore. E con quel "non sapevano cosa farne" spiega in quattro parole che gente e' quella che ha deciso il destino di questa bambina.

 

 

Articolo da La Stampa del 26 Maggio 1999

MAFIA PUGLIESE
Il boss ordinò: ammazzate la bambina


LECCE. Venne uccisa a 2 anni dalla mafia salentina : a ordinare la sua morte e quella della madre fu un boss che decise di non risparmiare la piccola, rimasta ferita, e fece tornare indietro i due sicari per finirla. E' il racconto della morte di Angelica, figlia di Paola Rizzello, la cui fine - secondo un pentito - fu decisa dalla moglie di un boss di Parabita, Luigi Giannelli, che dal carcere sentenziò la condanna nonostante avesse avuto una relazione con la Rizzello. I particolari del duplice omicidio sono stati resi noti, nell'udienza alla corte di Assise, da uno dei killer, Luigi De Matteis, ora collaboratore di giustizia. De Matteis e Biagio Toma la sera del 20 marzo '91 incontrano la donna che ha in braccio Angelica. Portano Paola Rizzello e la figlia in una casa nelle campagne di Matino dove era stato nascosto un fucile. De Matteis prende l'arma e spara: il primo colpo raggiunge Paola Rizzello al ventre, ferendo Angelica a un piede, il secondo colpo centra al petto la donna. I due assassini si allontanano con Angelica, ma Mercuri ordina che sia ammazzata anche lei. Dopo 2 ore tornano sul luogo del delitto e Toma scaraventa contro un muro Angelica, uccidendola: poi, bruciati i cadaveri, li gettano in una cisterna. I resti della piccola - secondo gli investigatori - potrebbero essere quelli ritrovati una quindicina di giorni fa dai carabinieri, [s. t.)

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