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21 Marzo 2005 Posillipo (NA), ucciso Nunzio Giuliano, appartenente alla storica famiglia malavitosa, dissociatosi nel 1988. PDF Stampa

Foto da: simonedimeo.blogspot.com 

Fonte: wikipedia.org

Nunzio Giuliano (Napoli, 9 febbraio 1948 – Napoli, 21 marzo 2005) è uno dei fratelli Giuliano di Forcella, storica famiglia malavitosa del quartiere di Napoli.

Si dissociò dalla camorra, comunque, negli anni ottanta in seguito alla morte di un suo figlio diciassettenne per droga.

Durante gli anni ha combattuto per tenere i giovani lontano dalla camorra ed è stato sul punto di pubblicare un libro. Numerose sono le interviste e gli appelli che ha lanciato alla gente.

Fu ucciso il 21 marzo 2005 in un agguato in via Tasso a Napoli[1]. Si pensa che il suo omicidio sia stato una vendetta trasversale causata dalle numerose dichiarazioni rese dal fratello Luigi, collaboratore di giustizia da qualche anno.

 

Fonte: tulliopironti.it

C'è qualcuno che ancora diffida della «conversione» di Nunzio Giuliano.

Io, se mai, sarei tentato di dubitare che in questo nostro cinico tempo un individuo, che rifiutando la violenza del suo ambiente originario guarda alla tenerezza come supremo bene dell'umanità, e da questo intimo sguardo trae la forza per scegliersi la libertà morale, e decidere di se, e insomma vivere una vita da uomo, sia una persona reale e non il personaggio di una potente invenzione letteraria. Ma Nunzio Giuliano è esistito. Tanto è vero che è morto, la sera del 21 marzo del 2005, ammazzato sul lastrico di una via dei "quartieri alti".

Aldo Masullo

 

Fonte:simonedimeo.blogspot.com

La morte di Nunzio Giuliano

Aver assistito alla morte del figlio di diciassette anni appena, Pio Vittorio jr, lo aveva profondamente cambiato, tanto che il Tribunale il 26 gennaio 1988, poche settimane dopo la tragedia, aveva sospeso il confino in un Comune della provincia di Verona nei suoi confronti, in quanto aveva «manifestato sinceri segni di dissociazione dalla camorra».

Da quel giorno, la vita di Nunzio Giuliano era cambiata totalmente ed era stata tutta incentrata sull’educazione dei valori della legalità ai più giovani. Aveva iniziato a partecipare a dibattiti pubblici e mosso le prime, pesanti accuse al mondo della criminalità organizzata che «distrugge le vite di molti, per arricchire soltanto quelle di pochi».

Abbandonate le attività illecite, si dava da fare nel mondo del volontariato e come gestore prima di un garage e poi di un ristorante, nella zona della riviera di Chiaia.

Prima di essere ammazzato, aveva voluto lasciare testimonianza della propria conversione e delle proprie sofferenze in una lettera: «La denuncia e la ribellione dei cittadini di Forcella contro i clan e i boss non rappresentano soltanto un gesto di coraggio, ma un atto d’amore verso la vita, se stessi, gli altri, i propri figli, la propria famiglia, la libertà, la civiltà, il benessere e verso Dio».

Nunzio Giuliano paga con la vita il coraggio delle proprie convinzioni: a un tornante di via Tasso, a Posillipo, mentre si trova in sella allo scooter, in compagnia della compagna, viene intercettato da un commando di killer e inseguito e ammazzato a colpi di pistola. Ancora oggi, l’ipotesi più accreditata è la vendetta per i pentimenti dei fratelli e di Loigino, in particolare.

Una settimana prima dell’agguato, aveva pubblicamente dichiarato di temere per la propria vita.

 

Altra fonte: faidadiscampia.blogspot.com

 

 

 

">Video Youtube

Nunzio Giuliano parla a gli studenti del liceo Mercalli

14-12 04 La cultura del lavoro per sconfiggere i clan.

 

 

 

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