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25 Febbraio 1996 Terlizzi (BA). Assassinato Gioacchino Bisceglia, 25 anni, falegname. PDF Stampa

Articolo di La Repubblica del 27/02/96

ASSASSINATO PERCHE' NON PAGA PER RIAVERE L' AUTO

BARI - La vittima si rifiuta di pagare per riavere l' auto che gli era stata rubata e gli estorsori prima gli sparano alle gambe, poi lo centrano alle spalle con un colpo mortale. Punito perché aveva tentato di sottrarsi allo stillicidio delle estorsioni che stritola Terlizzi, 26 mila abitanti a trenta chilometri da Bari. I presunti autori dell'omicidio sono stati fermati nel pomeriggio di ieri. Gioacchino Bisceglia, falegname di 25 anni, è stato ferito a morte tra gli ulivi di contrada Padule dove i suoi assassini gli avevano dato appuntamento per riscuotere la mazzetta che avrebbe dovuto pagare per avere indietro l' automobile del fratello rubata il giorno prima. Aveva raggiunto le campagne tra Terlizzi e Mariotto poco dopo la mezzanotte di domenica in compagnia di suo fratello Pietro, diciannovenne, e di un amico Maurizio Baldassarre, vent' anni, rimasto ferito nella sparatoria. "Venite a Padule, portate i soldi e riavrete la Golf", questo il messaggio recapitato a Bisceglia. All' appuntamento sono arrivati in tre a bordo di una Mini 90 rossa. Della Golf di proprietà del fratello maggiore di Gioacchino, Marco, nemmeno l' ombra. Ad attenderli invece un gruppo di persone con le quali la vittima ha cominciato a parlare, probabilmente per accordarsi sulla cifra da pagare. Ma la conversazione è sfociata ben presto in una violenta lite. A questo punto un altro estortore ha estratto una pistola sparandogli alle gambe. Inutile la fuga: il gruppo di malviventi ha inseguito la Mini 90 ingaggiando un conflitto a fuoco: i proiettili hanno ferito a morte Bisceglia e più lievemente al braccio destro Baldassarre. Gioacchino Bisceglia, che sarà sottoposto oggi ad autopsia, è morto con ogni probabilità per dissanguamento: mentre agonizzava, sia il fratello Pietro che Maurizio Baldassarre hanno raggiunto a piedi la strada provinciale per chiedere aiuto. Ma nessun' auto di passaggio si è fermata. Il primo a soccorrerli dopo circa due ore è stato un conoscente. I carabinieri hanno raggiunto i presunti assassini al termine di controlli e perquisizioni cominciati all' alba di ieri e terminati solo nel primo pomeriggio. Cinque i fermati. - d c

 

 

Articolo del Corriere della Sera del 27 Febbraio 1996

Si rifiuta di pagare il riscatto dell' auto. I ladri lo uccidono

Bari, feriti fratello e amico
Lite sulla somma da versare. Fermati 5 giovani tre sono fratelli: due condannati per strage


TERLIZZI (Bari) . E' finito nel sangue un tentativo di estorsione da parte di una banda di ladri d' auto che chiedeva il riscatto per una Golf rubata: il padrone della vettura e' stato ammazzato, un fratello e un amico sono stati feriti. I 5 presunti responsabili, fra cui 3 fratelli, sono stati fermati. Due di essi sono appena stati condannati per strage. La vittima e' Gioacchino Bisceglia, 26 anni, falegname, mentre i feriti sono il fratello minore Pietro, 23 anni, e Maurizio Baldassarre, 22. E' stato proprio Pietro Bisceglia domenica mattina a dare l' allarme: "Ci hanno rubato la macchina". Si trattava della Golf Gti che uno dei quattro fratelli (tanti erano in famiglia) aveva parcheggiato nella solita piazza. Gioacchino, il maggiore, nel tentativo di recuperare la vettura ha avvicinato alcune persone legate a esponenti della "mala" locale, dichiarandosi disposto anche a pagare un "riscatto". Alla fine di vari abboccamenti, ha ottenuto un appuntamento per mezzanotte, in uno spiazzo fra due vigneti. Gioacchino Bisceglia e' andato accompagnato da Pietro e dall' amico. La banda dei ladri, cinque persone, li aspettava all' interno di due auto. Gioacchino, Pietro e Maurizio sono scesi dal loro automezzo per trattare. Ma la gang ha alzato il prezzo: "Due milioni, altrimenti ce la teniamo". I tre a quel punto hanno incominciato a protestare. E' scoppiata una rissa. Uno della banda ha estratto una pistola calibro 7,65 e ha fatto fuoco, ferendo Gioacchino a una gamba e costringendo tutti alla fuga. I malviventi li hanno inseguiti e uno ha sparato ancora: Gioacchino Bisceglia e' stato colpito al torace, Baldassarre a una spalla. Il falegname e' morto dissanguato, prima che potesse essere soccorso. Le forze dell' ordine nel pomeriggio di ieri hanno fermato i cinque presunti assassini. Si tratta di Felice, Giambattista e Gioacchino De Simine (27, 21, 19 anni), di Francesco Tatoli, 23, e Michele Piancone, 24. Sono accusati di concorso in omicidio volontario, tentativo di omicidio, porto e detenzione di armi, tentativo di estorsione. Tutti sono stati sottoposti all' esame "Stub". Felice e Giambattista De Simine l' 8 gennaio sono stati condannati dalla Corte d' assise d' appello a 6 anni di reclusione per il reato di strage, avendo collocato il 7 maggio ' 93, a scopo intimidatorio, una "Fiat Regata" carica di tritolo davanti al municipio di Terlizzi. L' ordigno scoppio' e feri' gravemente il vigile urbano Gioacchino De Serio.

 

 

Articolo di La Repubblica del 22/08/2002

Assassini e bombaroli, ma in libertà presi mentre riorganizzano la banda

Tre killer in permesso premio sono stati scoperti dai carabinieri a Molfetta, mentre, insieme con altri pregiudicati, stavano ricostituendo la banda, dopo anni di galera. Felice, Giambattista e Gioacchino De Simine, rispettivamente di 33, 27 e 25 anni, sono stati condannati - con pena definitiva - per l' omicidio del falegname Gioacchino Bisceglia, di 26 anni, avvenuto a Terlizzi nel febbraio del '96. I tre killer, detenuti nel carcere di Taranto, quest' estate avevano avuto un permesso premio. Il giudice gli aveva concesso di tornare a casa. Ma loro hanno visto questa "libera uscita" come l' occasione per dimostrare al paese, sia ai loro amici e che ai loro avversari, che erano tornati sulla piazza. Scoperti, sono stati rispediti in galera. I tre fratelli De Simine, sono stati condannati per omicidio volontario. Ammazzarono un falegname che non voleva pagare il riscatto per la sua "Golf Gti" rubata. Felice e Giambattista De Simine, tra l' altro, sono stati condannati anche dalla Corte d' assise d' appello di Bari a sei anni di reclusione per il reato di strage. Il 7 maggio '93 parcheggiarono una "Fiat Regata", carica di tritolo, dinanzi all' ingresso del municipio di Terlizzi. L' ordigno scoppiò ferendo gravemente il vigile urbano Gioacchino De Serio che, insospettito per la presenza della vettura, aprì lo sportello. (cri.z.)

 

 

 

 

 

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