VittimeMafia.it

28 Aprile 1983 Domenico Celiento, Brigadiere dei Carabinieri, viene ucciso in un agguato sulla circonvallazione esterna di Napoli. PDF Stampa

Foto da Dedicato Alle Vittime Delle Mafie    

Articolo da La Stampa del 29 Aprile 1983

Killer camorristi contro Serpico Gli sparano alla testa: è morente

Napoli, il sottufficiale dei carabinieri aveva inferto duri colpi al racket

NAPOLI — Un giovane sottufficiale dei carabinieri, Domenico Celiento, 32 anni, è rimasto vittima di un agguato camorrista, ieri mattina, mentre sulla sua auto — una Golf diesel di color giallo — stava raggiungendo Napoli per prendere servizio. L'attentato è avvenuto sulla strada di circonvallazione a poche decine di metri dall'Euromercato di Casoria, Comune dove abita la famiglia del brigadiere: la moglie, Gaetana Fusco, di 26 anni, e due bambine, Maria, di 4 anni, e Lucia, di uno appena. Domenico Celiento, raggiunto da tre colpi di pistola, è ricoverato in stato di coma. Un proiettile lo ha raggiunto all'arcata sopracciliare destra trapassandogli il cervello. Altri colpi al petto e al braccio destro. Malgrado all'ora in cui si fa risalire l'agguato — le 8,30 — nella zona si registri un notevole movimento di veicoli, non vi sono testimoni. Chi avrebbe potuto vedere e riferire particolari utili alle indagini dice di non avere visto, di non avere notato alcunché di sospetto. L'omertà e la paura di finire nel mirino della delinquenza organizzata chiudono la bocca. Una ricostruzione, comunque, è stata possibile dai rilievi tecnici. L'auto del sottufficiale è stata violentemente tamponata da quella dei killer. Una volta bloccata la Golf, da uno dei finestrini hanno cominciato a sparare contro Domenico Celiento, che era in abiti borghesi. Il lunotto posteriore della vettura è andato in frantumi, il brigadiere è riuscito a schivare i primi colpi forse chinandosi in avanti sul sedile, ma quando ha tentato di uscire dall'abitacolo, probabilmente per poter usare la pistola d'ordinanza e difendersi, uno del killer, precipitatosi fuori, gli ha sparato ripetutamente con una P 38 da distanza ravvicinata. Il sottufficiale è caduto riverso, il capo e le braccia sul selciato, le gambe ancora nella vettura. Prima del soccorsi è trascorso del tempo. Gli automobilisti in transito hanno tirato dritto per la loro strada temendo di incappare in «qualche guaio». Infine, qualcuno ha avvisato un vigile urbano ed è scattato l'allarme. Perché l'agguato camorristico? Domenico Celiento fino a sei mesi fa era addetto al servizio radiomobile del gruppo «Napoli 1». Poi era stato trasferito alla compagnia «Stella» della squadra investigativa di polizia giudiziaria. Non risulta che fosse stato minacciato, ma ha dato del filo da torcere alla delinquenza organizzata del quartiere, facendo paura ai boss del racket delle estorsioni. Uno in particolare, Gennaro Cinquegranella, legato alla «Nuova famiglia», che aveva dato appoggio alle Br nel mortale attentato al vicequestore Ammaturo e che dal carcere di Poggioreale continuerebbe a dirigere traffici illeciti. a.l.

 

 

 

Nota dal Blog di lucascialo.splinder.com

del 14.09.2007

Un posto al Sole

Come previsto dalla legge n.407/1998 recante «nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata», che prevede la possibilità per le amministrazioni pubbliche di assunzioni dirette alle categorie delle vittime del dovere ovvero i familiari supersititi, a seguito di una istanza delle parti, sono state assunte oggi dalla Provincia di Napoli, Lucia Celiento e Squitty Sequino.

La prima è la figlia di Domenico, brigadiere dei carabinieri ucciso in un agguato avvenuto sulla Circumvallazione esterna il 28 aprile del 1983. Il giovane carabiniere lasciava la moglie e i due figli, Maria di 4 anni e Lucia appunto di appena 12 mesi. Il militare, che prestava servizio presso la compagnia Stella, era da tempo impegnato in una serie di indagini sulle estorsioni ai commercianti.

La seconda è la sorella di Gigi che, insieme a Paolo Castaldi, venne ucciso il 10 agosto del 2000. I due ragazzi erano fermi nella loro auto sotto casa nel quartiere di Pianura. Nei pressi abitava un boss. I sicari, scambiandoli per guardiaspalle del clan opposto gli sparano uccidendoli.

Mi sembra una bella iniziativa, anche se resta l'amaro in bocca sul fatto che certe morti andrebbero prevenute, anzichè ripagare dopo anni, un familiare di una vittima con un, comunque raro nel napoletano, posto statale (addirittura nel caso di Lucia Celiento dopo ben 24 anni).

La ratio di rimborsare il familiare di una vittima che prestava il proprio servizio è giusta.

E i familiari delle vittime civili? E coloro che convivono col terrore tutti i giorni, lo Stato non li rimborsa? Almeno li tuteli!

 

 

 

Share/Save/Bookmark
 

Menu

Sei  : Home Vittime 28 Aprile 1983 Domenico Celiento, Brigadiere dei Carabinieri, viene ucciso in un agguato sulla circonvallazione esterna di Napoli.