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21 Maggio 1971 Delianuova (RC) Ferito gravemente, durante un tentativo di rapimento l'imprenditore Domenico Ietto morirà in ospedale dopo 52 giorni. PDF Stampa

Articolo della Stampa del 22 Maggio 1971

Impresario edile ferito sull'Aspromonte da tre banditi che tentavano di rapirlo

Nuovo episodio di banditismo sui monti della Calabria Impresario edile ferito sull'Aspromonte da tre banditi che tentavano di rapirlo Le sue condizioni sono gravi - Un proiettile gli ha leso la spina dorsale - E' stato trasportato a Roma in aereo per essere sottoposto ad un'operazione - L'agguato mentre si trovava in auto con il fratello .

Roma 21 maggio. Un imprenditore edile ferito stamane in Aspromonte da tre banditi che tentavano di rapirlo, è stato trasportato a Roma in aereo per essere ricoverato all'ospedale San Camillo. Domenico Ietto, 40 anni, originario d Delianova, in provincia d Reggio Calabria, è stato immediatamente trasferito in  sala operatoria. Le sue condizioni sono gravi: i proiettili sparati dai suoi mancati rapitori gli hanno leso la spina dorsale, provocandogli la paralisi degli arti inferiori.

I medici lottano contro il tempo per intervenire prima che sia troppo tardi.

Domenico Ietto viaggiava a bordo della propria automobile, in compagnia del fratello Eugenio, lungo la strada che da Reggio Calabria conduce a Gambarie, un centro turistico montano dell'Aspromonte. La vettura — una Volkswagen targata Reggio Calabria — si era da poco immessa in un tratto montano e solitario quando quattro  uomini sono sbucati da una siepe che costeggia la strada. Gli sconosciuti avevano  tutti il viso coperto con  fazzoletti ed impugnavano pistole; alla loro vista, Domenico Ietto ha accelerato la marcia per infrangere il blocco ma i banditi hanno sparato numerosi colpi mandando in frantumi il tergicristallo ed il vetro di un finestrino. Domenico letto, ferito al torace, ha avuto ancora la forza di estrarre la pistola e di sparare contro i banditi i quali, per ripararsi, si sono rifugiati attorno all'auto. Dopo che il costruttore aveva esaurito tutti i proiettili, gli aggressori si sono avvicinati alla Volkswagen ed hanno tentato di portare via Domenico Ietto. Quest'ultimo li ha dissuasi dicendo con voce molto bassa: « Sto morendo, non mi rapite perchè sarei per voi più un peso che altro ». Poiché anche il fratello dello Ietto simulava di essere stato ferito, i banditi si sono allontanati. Eugenio Ietto ha allora ripreso la guida dirigendosi verso il vicino ospedale di Oppido Mamertina dove il ferito ha ricevuto le prime cure. Appena vedute le sue condizioni, però, i sanitari dell'Ospedale ne consigliavano il trasferimento all'ospedale civile di Reggio, quindi a  Roma dove veniva portato con un aereo che è atterrato a Ciampino alle 17,05. Quella degli Ietto è una nota famiglia di costruttori del Reggino. Non è la prima volta che i banditi tentano di rapirne uno dei componenti: lo scorso anno, il fratello di Domenico, Vittorio mentre tornava a Delianova trovò un gruppo di uomini armati che avrebbe voluto rapirlo. Vittorio Ietto, come ha fatto oggi Domenico, accelerò l'andatura ed i banditi lo lasciarono passare: nessuno di essi sparó.

 

 

Tratto dal libro "Dimenticati - Vittime della 'ndrangheta" di Danilo Chirico e Alessio Magro pag. 87

[...]

E' il 21 maggio del '71 e l'imprenditore edile viaggia in auto in compagnia del fratello Emilio. Ietto ha già subito qualche settimana prima un tentativo di sequestro e ha preso precauzioni: nel cruscotto dell'auto tiene una pistola. Quando i quattro banditi lo bloccano al bivio Brandano, all'altezza di Delianuova, compie il gesto fatale. E' una provocazione quella pistola impugnata dal bersaglio, già sfuggito una volta alla banda. Lo feriscono gravemente. Morirà dopo qualche mese in una clinica romana. Saranno indagati uomini del clan Raso di Cittanova.

 

 

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