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14 Novembre 1948 Palermo. Gli agenti Aldo Archenti e Vittorio Baldari restano uccisi in uno scontro a fuoco contro dei banditi PDF Stampa

Aldo Archenti, Vicebrigadiere Pubblica Sicurezza
Vittorio Baldari, Guardia Pubblica Sicurezza
Palermo, 14 Novembre 1948

Foto e Fonte:
cadutipolizia.it
cadutipolizia.it

Il vicebrigadiere Archenti e le guardie Baldari e Iannotti, insieme ad un quarto agente, stavano facendo rientro alla propria caserma dopo essersi recati a Palermo per servizio, quando la loro jeep venne investita da raffiche di mitra sparate da alcuni banditi nascosti dietro i cespugli. Gli agenti si gettarono al riparo della vettura per potere rispondere al fuoco ma vennero colpiti alle spalle da altri banditi nascosti dietro ad altri cespugli. Il vicebrigadiere Archenti e la guardia Baldari rimasero uccisi sul colpo, mentre di Iannotti non è certo il decesso. Il quarto agente rimase illeso.

La Banda di Salvatore Giuliano, tra il 1943 ed il 1950 , si rese responsabile della morte di centinaia di persone e tra questi decine di appartenenti alle Forze dell’Ordine.

 

 

Articolo da La Stampa del 15 Novembre 1948

Due agenti uccisi in una imboscata

Appostati dietro un masso i fuori legge hanno anche ferito gravemente un terzo militare

Palermo, lunedi sera.
Ancora una volta la cronaca deve registrare una vile aggressione contro le forze dell'ordine, avvenuta nel pomeriggio di ieri domenica verso le 17 sullo stradale tra Cinisi e Partinico, dove un gruppo di fuorilegge che stava in agguato ha sparato contro gli agenti, due dei quali sono caduti nell'adempimento del proprio dovere.
Il vice-brigadiere di P. S. Aldo Archenti e gli agenti di P. S. Emilio Di Paola, Vittorio Baldari e Luigi Jannotti, appartenenti al distaccamento di polizia stradale di Alcamo, erano venuti a Palermo a prelevare una camionetta che si trovava presso l'officina per essere riparata. Prelevata la camionetta, gli agenti partivano per Alcamo, ma giunti in un tratto dello stradale che da Cinisi conduce a Partinico, improvvisamente, venivano fatti segno a numerose raffiche di mitra. Gli agenti balzavano subito a terra per reagire contro i fuorilegge che, appostati dietro un grosso masso sovrastante lo stradale, avevano aperto il fuoco. I militari non avevano però il tempo di porsi sulla difensiva poiché altre raffiche di mitra uccidevano il vice-brigadiere Aldo Archenti e l'agente di P. S. Baldari, della classe 1923, da S. Giovanni a Teduccio, e ferivano gravemente l'agente Luigi Jannotti che disperatamente invocava soccorso.
Cessata la sparatoria, l'agente Di Paola, rimasto miracolosamente illeso, andava in cerca di soccorsi. Sopraggiungevano intanto, ad intervalli, alcune automobili, ma nessuno dei conducenti osava fermarsi per portare soccorso all'agente, forse nel timore di correre pericoli.
Il Dott Mineo, da Castellammare del Colfo, che per caso percorreva lo stradale, soccorreva il ferito apprestandogli le prime cure. L'agente Jannotti a mezzo di auto veniva trasportato all'ospedale di Palermo ove i sanitari gli riscontravano ferita da arma da fuoco al petto penetrante in cavità, altra della stessa natura alla gamba destra e altra ancora all'addome, giudicandolo in pericolo di vita. Il ferito è stato sottoposto ad atto operatorio da un ufficiale medico che ha dovuto praticargli anche una trasfusione di sangue.
Del vile agguato è stato informato il Comando di polizia di Palermo. Sul posto si sono portate forze di polizia e nuclei mobili dislocati nelle zone di Cinisi, Terrasini e Partinico, che hanno effettuato alcune batture protrattesi fino a tarda ora con esito infruttuoso.
I cadaveri del vice-brigadiere e dell'agente, a mezzo di autombulanza della polizia, scortata da un reparto della Celere chiamato telefonicamente, sono stati trasportati all'ospedale militare di Palermo, ove si sono recati ufficiali della polizia stradale, il colonnello ispettore generale della polizia, il comandante del battaglione di polizia e altri ufficiali del corpo di polizia.

 

 

 

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