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17 Febbraio 1989 Tradate (VA) Scompare Andrea Cortellezzi, 22enne figlio di un piccolo industriale. PDF Stampa

Tradate (VA), 22enne figlio di un piccolo industriale di laterizi, scomparso il 17/02/1989. Ritenuto un ragazzo strano gli inquirenti non credono al rapimento, polemiche dopo che l'anonima sequestri  ha fatto ritrovare il suo orecchio mozzato. Morì per un'infezione all'orecchio tagliato.


Foto da Archivio foto dell'Unità:

Articolo del Corriere della Sera del 27/07/93

Una ragazza attiro' in trappola Cortellezzi.
di Paolo Biondani

 

TRADATE (Varese) . Spunta una nuova verita' sul rapimento di Andrea Cortellezzi, fin dall' inizio etichettato come "caso anomalo". Quel mattino del 17 febbraio 1989 il ragazzo, allora ventiduenne, avrebbe simulato il sequestro per sparire invece assieme a una ragazza, una tossicodipendente fidanzata con un piccolo spacciatore. Insomma, una "vittima consenziente", che accetta di seguire i due amici fino a Parma. Partita la prima richiesta di riscatto (3 miliardi), pero' , la coppia viene assassinata dai complici: una banda locale che poi vende Cortellezzi all' Anonima calabrese. Quindi il tragico epilogo: il rapito, mutilato di un' orecchio, muore a causa dell' infezione. "Non ho ancora letto i giornali e non so se lo faro' . dice PierluigiCortellezzi, piccolo industriale di laterizi .. In 4 anni e mezzo, sul rapimento di mio figlio ne ho sentitedi tutti i colori. Dalla Procura di Varese non ho ricevuto alcuna comunicazione

ufficiale. Purtroppo penso che per loro il caso sia chiuso". Le nuove rivelazioni giungono da "Sos Impresa", l' associazione antiracket creata a Saronno nel 1991, dopo la morte di Libero Grassi, da Paolo Bocedi, 44 anni, e Angelo Langella, 42. Il primo aveva dovuto chiudere il suo negozio di mobili dopo aver fatto arrestare 9 taglieggiatori, il secondo si era visto distruggere il bar da un' attentato. In questi mesi i due difensori d' ufficio dei commercianti lombardi hanno condotto un' indagine privata e informale sul caso Cortellezzi, raccogliendo testimonianze anche in ambienti vicini alla malavita. E qualche giorno fa Bocedi si e' presentato a Palazzo di giustizia a Varese per una deposizione fiume e consegnare un dossier che ricostruisce la presunta fuga volontaria finita in tragedia. Il procuratore Giovanni Pierantozzi "non conferma ne' smentisce" che i carabinieri abbiano gia' trovato i primi riscontri alla "pista emiliana". "Ho l' obbligo tassativo di non violare il segreto istruttorio . si limita a dire Bocedi . e intendo rispettare l' impegno preso con il giudice. Posso solo aggiungere che i carabinieri hanno avviato accertamenti. La denuncia e' considerata attendibile". Di un "sequestro di consenziente", per Andrea Cortellezzi, si era parlato subito. Voci incontrollabili accusavano una banda della zona, piccoli delinquenti incapaci di gestire un rapimento, di aver venduto l' ostaggio ai carcerieri dell' Anonima. Prezzo: 50 milioni. Di nuovo c' e' il ruolo della ragazza che, stanca di prostituirsi per una dose, avrebbe convinto Andrea, d' accordo con il fidanzato tossicodipendente, a spillare soldi al padre ingegnere. Di fatto la prima lettera dei rapitori, recapitata a Tradate 20 giorni dopo la scomparsa del giovane, porta il timbro di Reggio Emilia. Ma sul fascicolo giudiziario la scritta "sequestro" compare solo a fine luglio, quando a casa Cortellezzi, dopo 24 telefonate e tre missive, da Locri arriva in una busta l' orecchio mozzato all' ostaggio. "Andrea . ricorda papa' Cortellezzi . e' scomparso tra le 6.15 e le 7.30 del mattino. Un' ora piu' tardi avevo gia' firmato la denuncia di sequestro di persona. Ma gli inquirenti erano scettici. Per sei mesi nessuno ha prelevato le impronte digitali dalla Renault 5 di mio figlio, abbandonata nel bosco. L' ultima telefonata dei rapitori risale al 25 agosto di quattro anni fa. Da allora piu' nulla, se non l' annuncio che secondo il capo della polizia, Vincenzo Parisi, per il mio Andrea non c' e' piu' speranza"

 

 

 

 

Articolo dal Corriere della Sera del 24 febbraio 1995

Cortellezzi, il pozzo dei misteri

di Andrea Biglia

I resti di un corpo 80 metri sotto terra. Il pm: " Recuperate le ossa "
Si riapre il caso del ragazzo di Tradate rapito, il padre: "Ormai ho perso ogni speranza"


VARESE . Nelle profondita' di questo pozzo artesiano colmo d' acqua fino al pelo, del diametro di 65 centimetri, lungo un muro della vecchia cartiera abbandonata nella brughiera di Cairate, i sequestratori di Andrea Cortellezzi (di lui finora e' tornato a casa solo un orecchio mozzato) potrebbero avere scritto l' ultimo degno capitolo della loro feroce storia. Ieri sera gli inquirenti, dopo che le telecamere avevano "visto" a 80 metri sotto terra qualcosa che potrebbe essere uno scheletro inchiodato a un blocco di cemento, hanno compiuto un sopralluogo. Un paesaggio da incubo, immerso nella nebbia: capannoni fatiscenti, calcinacci che continuano a cadere, vetri rotti, il gracchiare delle cornacchie a volo basso fra cumuli di rifiuti di ogni genere, la carcassa dell' auto chissa' quanto tempo fa data alle fiamme. Il p.m. di Busto Arsizio, Gianluigi Fontana: "La probabilita' sara' una su mille. Ma non possiamo lasciare nulla di intentato". Dunque si tentera' il recupero. Occorrera' trovare gli strumenti adeguati per ripescare dalle viscere della terra quel mucchietto di ossa. Possono davvero essere i resti di Andrea, scomparso il 17 febbraio di sei anni fa, sul quale i sequestratori, dopo una girandola di messaggi contraddittorii e il macabro plico postale, calarono la cappa del silenzio? Appena, l' altra sera, una tv locale aveva dato la notizia del presunto ritrovamento da parte di tecnici che controllano lo stato delle falde, papa' Cortellezzi, l' ingegner Pierluigi, villetta a Tradate, una piccola impresa di laterizi, si era precipitato alla ricerca della possibile ultima traccia di Andrea nel labirinto dei capannoni dismessi lungo l' Olona. Proprio pochi mesi dopo la scomparsa del giovane, una segnalazione aveva detto di cercare nella cartiera, a pochi chilometri dalla fornace dei Cortellezzi dove quella mattina Andrea doveva andare ad aprire l' azienda e invece non e' mai andato: trecento uomini, aiutati da elicotteri e cani poliziotto, avevano buttato all' aria tutto il vasto perimetro degli stabilimenti. Niente. Adesso, pochi giorni dopo che la madre Anna, nel sesto anniversario, ha lanciato un disperato appello ("Restituiteci almeno il corpo"), il riaprirsi della "pista" della cartiera si carica di angosciosa attesa. Papa' Cortellezzi pero' scuote la testa: "A questo punto non credo e non spero piu' in nulla. Ne ho passate tante in sei anni. E anche questa volta noi siamo gli ultimi a essere informati. Tutto quello che so l' ho letto sui giornali". Tragico bivio davanti ai genitori: da una parte poter almeno piangere sopra una tomba; dall' altra, se di nuovo la cartiera si rivelasse una pista falsa, l' obbligo di continuare ad alimentare una impossibile, folle speranza. A quale delle due ipotesi cercano di aggrapparsi in queste ore? No, non chiedetelo all' ingegner Cortellezzi. "E' meglio non pensarci neppure . dice .. Attorno a noi vedo solo un tremendo buio". Una cosa pero' il padre di Andrea la vuole ancora sottolineare: "Ma quale sequestro anomalo... In tutto questo tempo, oltre a sbattere la testa contro il muro degli inquirenti che verso di noi hanno fatto sempre le sfingi, ci siamo sentiti messi quasi dalla parte dei colpevoli: sequestro anomalo, come chissa' quali cose coprisse il rapimento... Io mezz' ora dopo avevo gia' denunciato la scomparsa di Andrea. "Mi hanno fregato il ragazzo" ero corso a dire ai carabinieri. C' e' scritto nei verbali. E invece mi sono sentito accusare di avere quasi cercato di tenerlo nascosto. Sono magari loro che, prima di muoversi, hanno lasciato perdere troppo tempo". "Ma quale anomalia . insiste .: tutti i sequestri sono diversi l' uno dall' altro, purtroppo mi sono dovuto fare una cultura. Anche quelli Casella e di Celadon, che pure sono stati compiuti dalla stessa organizzazione". Ora, dopo il sopralluogo del magistrato di Busto, il pozzo di Cairate e' stato sigillato e il mistero celato nel suo profondo e' piantonato in attesa dell' operazione di recupero che non si preannuncia facile. Gli inquirenti invitano alla prudenza. Non e' sicuro che siano resti umani. E poi il Varesotto conta altre vittime dell' Anonima mai restituite, da Emanuele Riboli (' 74) a Tullio De Micheli (1975). A un primo sommario controllo sembra comunque da scartare l' ipotesi che un uomo, o un animale, possa essere precipitato casualmente in fondo al budello. L' apertura e' troppo stretta, un corpo vivo, agitandosi, sarebbe riuscito facilmente a bloccare la caduta. Quel laccio a un piede e il blocco di cemento individuati, pare, dalla telecamera aiutano piuttosto a ricostruire il film di come ci si puo' liberare di un corpo morto, che non serve piu' . Se fosse proprio quello del giovane di Tradate, la girandola dei messaggi dell' Anonima, il plico con l' orecchio mozzato imbucato in una cassetta delle lettere di Locri (Reggio Calabria), capitale della ' ndrangheta, sarebbero solo un tragico gioco per deviare le indagini. Andrea nelle mani dei banditi non sarebbe andato molto lontano.

 

 

 

 

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