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16 Aprile 1972 Polistena (RC). Domenico Cannata ucciso "per errore" PDF Stampa

Fonte e foto da: Dimenticati - Vittime della 'ndrangheta - di Danilo Chirico ed Alessio Magro.

Domenico Cannata ucciso "per errore"
16 Aprile 1972 Polistena (RC).

Domenico Cannata di mestiere faceva l'elettricista. Era padre di quattro figli.

Nella notte sente uno scoppio, si alza dal letto , controlla che moglie e figli siano tranquilli, si avvicina all'interruttore centrale, prova a staccarlo per evitare un incendio. Un altro scoppio, un ordigno.

La famiglia trova il suo corpo dilaniato.

Viene riconosciuto vittima innocente della 'ndrangheta solo nel 2005.

 

 

 

 

Articolo da L'Unità del 17 Aprile 1972

Un marmista ucciso in attentato mafioso

Due bombe fatte esplodere a Gioia Tauro

POLISTENA, 16 aprile
Due attentati dinamitardi di pretta marca mafiosa sono avvenuti questa notte a Polistena, un grosso centro della piana di Gioia Tauro, distante circa 75 chilometri da Reggio Calabria. Le due esplosioni, oltre agli ingenti danni causati agli edifici, hanno provocato la morte di un marmista di 47 anni, Domenico Cannata, nato e residente a Polistena, in via Matrice 26.
La prima esplosione è avvenuta alle ore 1,30. Una bomba ad alto potenziale è esplosa nella centralissima piazza della Repubblica presso la saracinesca di un bar di proprietà dei fratelli Andriello, un'agiata famiglia del luogo. L'esplosione ha mandato in frantumi tutta l'attrezzatura del bar.
Cinque minuti dopo scoppiava una seconda bomba sul davanzale di una finestra della casa in cui viveva Domenico Cannata. La deflagrazione investiva in pieno il Cannata che decedeva alle 4.39 all'ospedale Santa Maria degli ungheresi dove era stato ricoverato. I fratelli Andriello e Espedito, quest'ultimo suocero del Cannata, tempo addietro avevano ricevuto delle lettere con la richiesta di trenta milioni che avrebbero dovuto pagare per essere
«protetti».
La giunta di Polistena, convocata in seduta straordinaria dal sindaco, compagno Tripodi, ha deciso di assumere a proprio carico le spese per il funerale del Cannata e, indire il lutto cittadino per il giorno in cui si svolgeranno le esequie.

 

 

 

Articolo da La Stampa del 17 Aprile 1972

S'affaccia dopo uno scoppio e un'altra esplosione l'uccide

Misterioso attentato di notte in Calabria
Le due cariche di tritolo poste una sotto l'abitazione e l'altra sul balcone della vittima: un marmista di quarantasette anni.


Reggio Calabria, lunedi mattina.
All'alba di ieri, due cariche di tritolo sono state fatte esplodere a Polistena, in uno stabile di piazza della Repubblica. La seconda ha ferito gravemente Domenico Cannata, un marmista di 47 anni, che poche ore dopo è deceduto all'ospedale. Il Cannata si trovava a letto quando è esplosa la prima carica davanti alla porta d'ingresso del bar Andriello, proprio sotto la sua abitazione. Si è alzato e ha aperto la finestra per chiamare aiuto, ma una seconda carica esplosiva, che era stata collocata sul davanzale, lo ha colpito in pieno, Il Cannata è stato subito soccorso ed accompagnato all'ospedale, Il suo corpo era orribilmente straziato. E' morto alle 5 di ieri mattina.
Degli attentatori nessuna traccia. Secondo gli inquirenti, la prima carica di tritolo è stata un tranello per far uscire il Cannata che abitava al primo piano dello stabile. Appena il marmista si è affacciato alla finestra, infatti, è esplosa la seconda carica, alla quale era stata attaccata una mioccia più lunga. Gli attentatori hanno collocato i tempi delle due esplosioni con la massima precisione. Molto probabilmente si è trattato di un regolamento di conti.
Polistena è il paese nel quale il 5 luglio 1971 la banda di Giuseppe Scriva, il mafioso evaso la sera di mercoledi scorso dal carcere di Messina ed ora nuovamente latitante nella zona di Rosarno-Gioia Tauro, compì la tragica rapina alla Banca Popolare. I banditi uccisero l'anziano direttore dell'istituto di credito, Valenzise, che riuscì a disarmarne uno ed affrontò i rapinatori alla maniera di uno sceriffo del vecchio West.
Gli inquirenti stanno indagando nel passato di Domenico Cannata: tra l'attentato del quale è rimasto vittima ieri ed alcuni episodi, criminosi avvenuti in questa zona negli ultimi tempi potrebbe esservi una relazione, ma può anche darsi che il Cannata sia stato ucciso da una banda di taglieggiatori ai quali forse non aveva voluto versare una eventuale "tangente".


 

 

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