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7 Giugno 1945 Trabia (PA) ucciso il sindacalista Nunzio Passafiume, nell’ambito della lotta per l’occupazione delle terre contro la mafia. PDF Stampa

Fonte Liberanet.org

Nunzo Passafiume fu un sindacalista siciliano. Venne ucciso da Cosa Nostra il 7 giugno 1945 a Trabia (PA) nell’ambito della lotta per l’occupazione delle terre contro la mafia. Il delitto rimarrà impunito.

 

Fonte Centro Siciliano di Documentazione G. Impastato

A Trabia (Palermo) ucciso il sindacalista Nunzio Passafiume. La mafia della zona Trabia-Casteldaccia non tollera la crescita del movimento contadino e popolare ed è tra le prime a percorrere la strada della violenza omicida.

 

 

 

Articolo tratto da La Sicilia del 12 Agosto 2007

Contro i ritardi le occupazioni delle terre
di Dino Paternostro

Il movimento. I braccianti rivendicavano l’emanazione dei decreti prefettizi di concessione dei latifondi Fu per protestare contro questi ritardi che decisero di occupare simbolicamente le terre, rivendicando l’emanazione dei decreti prefettizi di concessione. Rapidamente, il movimento di occupazione delle terre incolte fu presente in tutte le province, ma si sviluppò più intensamente nella Sicilia centro-occidentale, a prevalente coltura latifondistica. Vi parteciparono anche tanti coltivatori, ma l’anima del movimento erano i braccianti senza terra e i contadini poveri, più combattivi e numerosi. Organizzatori di queste lotte furono i partiti democratici e i sindacati, che avevano ripreso le loro attività, dopo il ventennio fascista. In primo luogo, il Pci e il Psi, le Camere del lavoro della Cgil, la Federterra, ma in alcuni casi anche la Dc. E diedero vita alle famose «cavalcate». Il 10 ottobre 1945, per esempio, a Santa Caterina Villarmosa, circa 1.500 contadini organizzarono la «marcia su Caltanissetta», per attirare «l’attenzione delle autorità sull’opportunità e l’urgenza di concedere le terre incolte […], prima che passasse l’epoca della semina», scrisse Michele Pantaleone (Mafia e politica 1943-1962, Torino 1962). Un’iniziativa analoga fu organizzata, nell’autunno ’46, dai contadini di Piana degli Albanesi, che si recarono a cavallo e a piedi fino a Palermo, percorrendo un tragitto di circa venti chilometri. Si mobilitarono anche i contadini di Corleone, di San Giuseppe Jato e di San Cipirello. Dopo queste prime manifestazioni di lotta, le prefetture cominciarono ad emanare alcuni decreti di concessione di terre incolte, ma i latifondisti continuarono ad ostacolare in tutti i modi (legali ed extra-legali) le procedure di assegnazione. Nelle campagne siciliane, quindi, si respirava un clima tutt’altro che tranquillo. Di fronte all’ostruzionismo degli agrari, i contadini esasperati  promuovevano manifestazioni di protesta intensificando le occupazioni delle terre incolte. Ma gli agrari, spalleggiati dai campieri e dai gabelloti mafiosi, intrecciarono l’ostruzionismo legale col terrorismo extra-legale. E ritornarono a sparare. Il 7 giugno 1945, infatti, a Trabia, venne assassinato un sindacalista della Cgil, Nunzio Passafiume, perché - secondo il giornalista Marcello Cimino - «aveva diffuso in paese idee di uguaglianza e giustizia e in molti [avevano cominciato] a dargli ascolto». «Come dimostrano le successive cronache sindacali e i risultati elettorali - aggiunse il cronista - i mafiosi di Trabia, dopo quel delitto, vissero abbastanza tranquilli per diversi anni». L’11 settembre 1945, invece, nella stessa zona, fu assassinato Agostino D’Alessandro, segretario della Camera del lavoro di Ficarazzi, distante pochi chilometri da Trabia. «La sua azione sindacale e politica - sostiene Marcello Cimino - aveva toccato uno dei punti più sensibili del potere mafioso nella zona dei giardini: l’acqua di irrigazione. D’Alessandro era un guardiano di pozzi e conosceva dal di dentro l’ingranaggio della sopraffazione esercitata dai padroni dei pozzi a danno dei coltivatori. Quando cominciò a denunciare il sistema lo invitarono a lasciar perdere quel tasto, ma non se ne diede per inteso e continuò la sua campagna, riuscendo ad eliminare alcuni fra i più sfacciati abusi. Fu allora che gli spararono». Il 18 novembre, a Cattolica Eraclea, cadde in un agguato terroristico-mafioso Giuseppe Scalia, attivista della sinistra politica e sindacale.

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