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10 Giugno 1997 Taranto. Raffaella Lupoli, 11 anni, resta uccisa al posto del padre. PDF Stampa

Foto da iljournal.it   

Articolo di: La Repubblica del 12 Giugno 1997

'SARO' GIUDICE PER SALVARE PAPA'

di Domenico Castellaneta

TARANTO - Questa è la storia di una bambina di 11 anni di nome Raffaella che voleva fare il giudice per strappare suo padre alla droga e che è morta al posto del suo papà. Questa è la cronaca di un sogno assassinato proprio l' ultimo giorno di scuola, quando, dopo tanto tempo, Antonio Lupoli, 34 anni, separato, tossicodipendente, piccoli precedenti, un impiego precario a 800mila lire al mese coi lavori socialmente utili della Provincia di Taranto, era andato a trovare la figlia per farle fare un giro in macchina e festeggiare la fine delle lezioni. Questo è il racconto dell'omicidio di un'innocente: tre proiettili che un killer ha sparato al padre, forse per punirlo di uno sgarro. Uno le ha spezzato il cuore, mentre lui, atterrito, allungava una mano quasi per fermare i colpi e gridava "Raffaella, Raffaella...", e correva verso l'ospedale. Al Pronto soccorso la bambina che voleva indossare la toga ha chiuso gli occhi e il suo cuore ha smesso di battere. E la mano pietosa di un infermiere ha messo un fiore rosso su quella barella, mentre il padre urlava, e arrivava gente. Taranto s' è svegliata sotto choc dopo una notte di follìa e i parenti e gli amici oggi raccontano la storia di Raffaella, bambina sfortunata in una famiglia sfortunata, segnata da una crisi coniugale e dilaniata dalla droga che aveva inghiottito il padre. Quello dell' eroina per la bambina era diventato un incubo.
Invece di giocare con le bambole, pensava a quella toga che un giorno avrebbe voluto indossare...Forse pensava che se fosse diventata giudice, le avrebbero restituito il padre dal quale era sempre più lontana, dopo che i genitori avevano deciso di separarsi. Proprio ieri è arrivata la sentenza di divorzio da parte del Tribunale. Anche per questo Antonio Lupoli aveva voluto rivedere la figlia. E i parenti raccontano: "E' vero voleva fare il giudice. Diceva che doveva togliere di mezzo tutti quelli che avevano a che fare con la droga". Abbastanza alta per la sua età, biondina, occhi vivaci, anche se negli ultimi tempi erano un po' tristi, Raffaella passava ore a guardare la televisione, soprattutto i telegiornali, quando mostravano i processi e i magistrati. "Diceva che lei sarebbe diventata così..." raconta un amico della famiglia della madre. La mamma, Patrizia Turi, 32 anni, dipendente di una ditta di pulizie, è sotto choc: viveva con Raffaella in una casetta di Gandoli, 13 chilometri da Taranto, un luogo di villeggiatura. Ieri sera il marito dal quale era separata da sette anni, è passato da casa: "Raffaella vieni, facciamo un giro", ha detto. La bambina è uscita ed è salita sull' auto del padre che non vedeva da molti giorni. Lui abita a Statte, nei pressi della zona industriale di Taranto. Un giro, con la bambina, su quella "Tipo" bianca targata Brescia. Poi s' è diretto verso il rione Tamburi, adiacente al complesso del siderurgico. Una zona che conosce bene - anche perchè lì abitano parenti della sua nuova compagna - e che, secondo gli investigatori, batteva per motivi di droga. Forse aveva iniziato a spacciare. Forse aveva commesso uno sgarro. Di certo la macchina era seguita e il killer è entrato in azione quando padre e figlia si sono fermati in piazza. Erano passate le 21 e sul lato destro di piazza Gesù Divin Lavoratore, il cuore del rione Tamburi, ad alto rischio criminale, l' auto s' è bloccata. E' sbucato un motorino, due a bordo, uno è sceso e ha puntato una pistola calibro 9. Antonio Lupoli non ha fatto nemmeno in tempo a rendersi conto di quello che stava accadendo: il killer ha sparato quattro colpi, tre hanno raggiuto Raffaella che era sul sedile accanto al padre. La bambina è stata colpita al fianco destro, al braccio e l' ultimo proiettile, quello mortale, l' ha trafitta al cuore. Il padre, raggiunto di striscio da una pallottola alla mano destra, ha ingranato la marcia ed è partito verso l' ospedale più vicino, la casa di cura 'San Camillo' . Ha incontrato una volante e ha affidato Raffaella agonizzante agli agenti. Di corsa verso l' ospedale 'SS. Annunziata' , ma non c' è stato nulla da fare: Raffaella era già morta. Antonio Lupoli, sotto choc, ha parlato: ha detto d' essere stato affiancato da due giovani a volto scoperto e d' aver tentato di proteggere Raffaella quando ha sentito partire i colpi. Il sostituto procuratore Maurizio Carbone l' ha interrogato ieri, mentre la Polizia sta setacciando il mondo del traffico di stupefacenti, un tunnel dal quale il padre di Raffaella non era mai uscito, visto che in casa gli sono state trovate due siringhe.
Distrutti dal dolore anche i compagni di classe di Raffaella che frequentava la quinta elementare del tredicesimo circolo al rione Paolo VI. In mattinata avevano festeggiato la fine delle lezioni: merendine, Coca-Cola e aranciata e c' era anche chi scherzava su Raffaella che sarebbe diventata un "giudice di ferro". "A scuola andava bene, nessun problema", raccontano. Dopo la festa, Raffaella era tornata a casa, dalla madre. Nel pomeriggio, era uscita con uno zio. Forse per un tragico scherzo del destino l' aveva accompagnato nell' ospedale nel quale sarebbe stata trasportata morente qualche ora dopo.

 

 

Articolo di La Repubblica del 13 Giugno 1997

ARRESTATO IL KILLER DI RAFFAELLA

di Domenico Castellaneta

TARANTO - Doveva essere ucciso perchè aveva infastidito la moglie del boss del quartiere. Doveva pagare col sangue l'affronto d'aver insidiato la donna di un pregiudicato mentre questi era in galera. Ecco perchè Antonio Lupoli, 34 anni, tossicodipendente, doveva morire. E invece un killer di appena 20 anni, forse al battesimo del fuoco, ha fallito la mira e ha ucciso sua figlia Raffaella, 11 anni. In meno di 48 ore il pm Maurizio Carbone e la polizia hanno risolto il "giallo" dell'esecuzione di martedì sera, quando una bambina è stata uccisa per errore mentre era in auto col padre, il vero obiettivo dei killer. E il killer ha solo 20 anni, si chiama Francesco Pulpo, è incensurato.
Ha confessato d' aver premuto per quattro volte il grilletto su ordine di Rodolfo Caforio, 26 anni, precedenti per traffico d' armi e spaccio di stupefacenti. E' lui, secondo la squadra mobile che ha eseguito gli arresti, il mandante dell'assassinio. E' lui che, appena uscito dal carcere e sottoposto al regime di sorveglianza speciale, avrebbe organizzato l' agguato. Alle cinque della sera il questore di Taranto, Raffaele Valla annuncia la svolta nelle indagini, mentre, poco distante dagli uffici della Polizia, centinaia di persone assistono ai funerali di Raffaella nella chiesa di Sant' Egidio. Ci sono tutti i compagni di classe della quinta elementare B, dove la bambina andava a scuola. Ma ci sono anche tante persone di una città sotto choc per un omicidio nelle cui modalità la realtà ha superato la fantasia. Da qualche settimana Caforio era uscito di prigione dove aveva scontato una condanna a quattro anni per traffico di stupefacenti. Quando era in carcere aveva saputo di una presunta relazione tra sua moglie e Antonio Lupoli, il padre di Raffaella. Già in cella aveva giurato di vendicarsi. E lo ha fatto. Secondo la Polizia, l' uomo ha assoldato Francesco Pulpo, giovane incensurato. E martedì sera è scattato il piano. Caforio e Pulpo a bordo di un motorino hanno seguito Lupoli mentre andava a prendere la figlia. Poi l'hanno pedinato. Quando la "Tipo" bianca ha rallentato, nei pressi di un incrocio, il killer è entrato in azione. Ai poliziotti Pulpo ha raccontato d' aver fatto fuoco per timore di essere a sua volta ucciso se non avesse ubbidito a Caforio. E poi ha aggiunto di non aver visto che accanto a Lupoli c' era la bambina. Sono partiti i colpi. Cinque, secondo la Polizia. Solo un proiettile ha sfiorato il braccio di Angelo Lupoli. Altri tre, invece, hanno colpito Raffaella, che mentre si accasciava, ha detto al padre: "Guarda, c' è tanto sangue...". I sicari sono fuggiti, Lupoli ha ingranato la marcia ed è corso in ospedale. Ma qualcuno è riuscito a riconoscere la motocicletta utilizzata nell agguato. E così la Polizia è risalita ai due killer.

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