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11 Giugno 1997 Napoli. Silvia Ruotolo, 39 anni, viene colpita alla tempia da un proiettile destinato ad un camorrista, mentre rientrava nella propria abitazione. PDF Stampa

Fonte e foto da: it.wikipedia.org

Silvia Ruotolo (Napoli, 1958 – Napoli, 11 giugno 1997) è stata una donna italiana vittima innocente della Camorra.
Silvia Ruotolo, 39 anni, è stata assassinata l’11 giugno del 1997 a Napoli, mentre stava tornando nella sua casa di salita Arenella, nel quartiere Vomero, dopo essere andata a prendere a scuola suo figlio Francesco di 5 anni. A guardarla dal balcone c’era Alessandra, la figlia di 10 anni.

Il commando di camorra che sparò all’impazzata aveva come obiettivo Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino, avversario del clan Alfieri. Furono sparati quaranta proiettili che oltre ad uccidere Salvatore Raimondi e ferire Luigi Filippini, la cui collaborazione con la polizia risultò decisiva per l'individuazione del gruppo di fuoco, uccisero sul colpo Silvia Ruotolo, colpita da una pallottola alla tempia.

Uno degli assassini, Rosario Privato, fu arrestato il 24 luglio dello stesso anno mentre era in vacanza al mare in Calabria.

L'assassinio di Silvia Ruotolo ebbe grande risalto mediatico e contribuì alla crescita della consapevolezza sulla gravità del fenomeno camorristico.

Silvia Ruotolo era cugina di Sandro Ruotolo, giornalista della RAI.

L’11 febbraio 2001 la quattordicesima sezione della Corte d’Assise di Napoli ha condannato all’ergastolo i responsabili della strage: il boss Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, Raffaele Rescigno (l'autista del commando) e Rosario Privato (successivamente pentitosi dopo l'omicidio)

Il Comitato Silvia Ruotolo
L'11 luglio 2007, la dodicesima sezione del Tribunale Civile di Napoli decretò un "significativo risarcimento" per i familiari di Silvia Ruotolo, che nelle volontà del comitato Silvia Ruotolo e dell'associazioni Libera, servirà per finanziare la costituzione di una fondazione intitolata a Silvia Ruotolo, dedicata ai ragazzi a rischio.

Il Comitato Silvia Ruotolo, presieduto da Lorenzo Clemente, marito di Silvia, è estremamente attivo nell’impegno per la legalità e contro la Camorra. A Piazza Medaglie D’Oro a Napoli, su una lapide nei giardinetti c’è una targa intitolata a Silvia Ruotolo, dove ogni 11 giugno i familiari e la società civile si riuniscono e depongono i fiori per commemorare Silvia Ruotolo, innocente vittima della camorra.

 

 

Video Youtube

Caricato da CDRCampania in data 11/giu/2010

Era l'11 giugno del 1997, quando Silvia Ruotolo, 39 anni, è stata assassinata a Napoli, mentre stava tornando nella sua casa di salita Arenella, nel quartiere Vomero, dopo essere andata a prendere a scuola suo figlio Francesco di 5 anni. A guardarla dal balcone c'era Alessandra, la figlia di 10 anni, che vide la madre cadere sotto i colpi di un gruppo di fuoco della camorra. Un proiettile vagante le strappò la vita colpendola alla tempia. Ad un innocente venne negato il futuro, sotto gli occhi di altri due innocenti, di due bambini.
Sono passati tredici anni da quel giorno e come ogni anno da allora, Lorenzo Clemente, marito di Silvia, accompagnato dai due figli, è tornato a piazza Medaglie D'oro, nei giardinetti "Silvia Ruotolo", dove una targa consegna un ricordo a chi passa e rinnova un dolore a chi ci resta lì, in quel punto, armato di dignità e coraggio, la stessa dignità e lo stesso coraggio che Lorenzo Clemente è riuscito a trasmettere ad Alessandra e Francesco, diventati ormai adulti. Sono presenti Tano Grasso, Geppino Fiorenza di Libera Campania, l'assessore alla legalità del comune di Napoli Scotti, l'assessore Regionale Pasquale Sommese, il consigliere regionale Daniela Nugnes, il presidente della municipalità Vomero-Arenella Coppeto, i consoli di Inghilterra, Stati Uniti e Germania, rappresentanti delle forze dell'ordine ed una delegazione del comitato campano dei familiari delle vittime della criminalità. Un mazzo di fiori per ricordare, una preghiera, poi ci si sposta nella sede della municipalità, nella sala consiliare,  intitolata proprio a Silvia Ruotolo, dove si tiene il Convegno "non solo per Silvia", cui partecipano, oltre ai già citati Geppino Fiorenza e Lorenzo
Clemente, anche il preside della facoltà di Giurisprudenza della Federico II, il professor De Giovanni, il professori Sestito e Moccia e Gianluca Guida, direttore del penitenziario minorile di Nisida. Ci si incontra anche per parlare della costituenda Fondazione Silvia Ruotolo, una fondazione che si pone l'obiettivo di aiutare i ragazzi. Perchè il ricordo da solo non basta, ci vuole anche l'impegno, l'impegno di tutti. Dopo l'intervista Alessandra resta seduta ed ascolta gli altri parlare, ma in fondo oggi sarebbe bastato anche il silenzio, perchè parlavano già tanto i suoi occhi.
Un giorno di 13 anni fa una figlia ha visto la madre morire dall'alto di un balcone, con gli occhi pieni di paura. Oggi, 13 anni dopo, una madre ha visto la figlia combattere per la vita, con gli occhi pieni di orgoglio.

 

 

Articolo dell' 11 Giugno 2012 da ilfattoquotidiano.it

Quindici anni dopo. In memoria di Silvia Ruotolo

di Andrea Gentile

Questa è una storia che alcuni conoscono e altri no, alcuni ricordano e altri no, e invece sarebbe meglio se la ricordassimo tutti.
È la storia di una famiglia: di una madre, Silvia, di un padre, Lorenzo, e di due bambini, Francesco (5 anni), e Alessandra (10 anni).
È l’11 giugno del 1997. Silvia e Francesco stanno tornando a casa dalla scuola materna. Sono all’Arenella, nel quartiere Vomero.
Alessandra li guarda dal balcone: saluta sua madre, saluta suo fratello.
Proprio lì, a pochi metri, è in corso una faida. I sicari del boss Giovanni Alfano affrontano un commando di una cosca rivale. Si inseguono.
Una pallottola vagante finisce su Silvia. Muore.

L’11 febbraio del 2001 verranno condannati all’ergastolo Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, Raffaele Rescigno e Rosario Privato.
Quest’ultimo si pentirà. In un’intervista  a la Repubblica a Elio Scribani dichiarerà: «La camorra è come il miele. Ma chi ci è passato lo sa, è una strada che non porta a nulla: o moriranno o andranno in galera e non usciranno più».

Sono passati 15 anni.
Nel 2011 la famiglia ha aperto la fondazione Silvia Ruotolo.

Oggi per ricordare è in corso a Napoli la manifestazione «Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce». (qui il programma)
«Siamo ora nei giardini Silvia Ruotolo, è una giornata bellissima» ci dice la figlia Alessandra Clemente, raggiunta al telefono. «Molti napoletani si stanno fermando incuriositi, stanno vivendo questa giornata con emozione. Tutti stanno capendo che fare memoria non è retorica. È l’unica strada».

 

 

 

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