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14 Novembre 2010 Palmi (RC). Ucciso per errore Martino Luverà, operaio di 33 anni, mentre stava rincasando. Era sulla linea di fuoco del vero obiettivo. PDF Stampa

Foto e articolo del 16 novembre 2010 da Mediterraneonline.it

"L’unica colpa di Martino (se colpa possiamo definirla) è stata essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. 33 anni, una vita di fronte, una famiglia umile e dedita al lavoro distrutta per mano dell’uomo."

SIAMO TUTTI MARTINO LUVERÀ…

di Luigi Palamara

Taurianova (Reggio Calabria) 16 novembre 2010. L’unica colpa di Martino (se colpa possiamo definirla) è stata essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. 33 anni, una vita di fronte, una famiglia umile e dedita al lavoro distrutta per mano dell’uomo.

Al posto di Martino ci sarebbe potuto essere chiunque di noi, un nostro parente, un nostro amico ecco il perché dello striscione ” Siamo tutti Martino Luverà” perché vogliamo gridare il nostro sdegno e la nostra rabbia verso coloro che si sono resi protagonisti di una simile barbarie che ha colpito l’intera comunità Palmese e le famiglie delle due vittime.

Purtroppo la storia non si cambia e nessuno restituirà Martino alla sua famiglia, ma essere vicino ai suoi familiari in questo momento è un dovere di TUTTE le persone che si definiscono civili proprio perché come già detto: SIAMO TUTTI MARTINO LUVERA’.

É per questi motivi che il giorno delle esequie saremo presso la Chiesa di San Martino di Taurianova, in silenzio ma con tanta tristezza rabbia e indignazione dentro. Sentimenti che dovrebbero gridare vendetta, ma che speriamo si tramutino momenti di riflessione e pentimento per gli autori di tale gesto.

 

Invitiamo anche te ad essere assieme a noi il giorno 17 Novembre alle ore 15 presso la Chiesa di San Martino di Taurianova.

Associazione Città di Palmi ONLUS

 


Articolo della Gazzetta del Sud del 18.11.2010

L'ultimo saluto a Martino Luverà: grazie per il candore dei tuoi occhi

Sabato una fiaccolata per non dimenticare il giovane ucciso a Palmi

di Domenico Zito
TAURIANOVA. Ieri l'ultimo saluto a Martino Luverà, il giovane ucciso casualmente a Palmi dai killer che avevano preso di mira un'altra persona. I funerali sono stati celebrati nella chiesa dove si venera la statua di San Martino, quel santo cui lo stesso era molto devoto e per il quale era sceso nei giorni scorsi dalla Liguria (dove ultimamente risiedeva con la famiglia) in Calabria per i relativi festeggiamenti. Proprio per questo solido legame tra la vittima, il santo da cui prendeva il nome e la sua terra, tutte le associazioni culturali ed i gruppi parrocchiali della comunità hanno dedicato a questo povero ragazzo un toccante pensiero: "Con orgoglio e dignità hai portato il nome del nostro grande Patrono, che pur lontano dalla tua terra hai sempre tenuto nel cuore e che sei accorso a festeggiare con noi. E lui, il grande Martino in quella fatidica sera, ti ha stretto al suo cuore e ti ha presentato all'Altissimo come suo figlio prediletto".
Questa la conclusione del messaggio che la comunità sanmartinese, a dimostrazione della grande commozione che questa tragedia ha suscitato, ha voluto dedicare a Martino: "Grazie per l'amore che hai nutrito per il nostro paese, per il candore dei tuoi occhi che non hanno mai conosciuto l'odio ed il rancore, ma hanno sempre rispecchiato l'innocenza del tuo cuore".
Tutta la popolosa frazione di San Martino si è stretta attorno ai familiari del giovane, il padre Antonio, la madre Nicoletta e la sorella Maria in particolare, con sincera e commossa partecipazione per questa giovane vita spezzata in un modo tanto barbaro quanto incomprensibile. È stato don Antonio Iamundo, il parroco di Maria SS. Della Colomba a presiedere il rito religioso, al termine del quale il feretro ha preso la via della Liguria dove la salma di Martino Luverà sarà sepolta, dopo un'altra funzione nel comune di sua ultima residenza, Isolabona in provincia di Imperia.
Don Antonio ha invitato tutti a pregare «sia per Martino e sia per coloro che operano nelle tenebre». Il parroco, che ha celebrato con il diacono Cecè Alampi, ha salutato la rappresentanza del Comune di Taurianova, presente col gonfalone, guidata dal difensore civico avv. Michele Ferraro, ed ha ricordato il messaggio d'affetto rivolto da don Mesiti.
A testimonianza della bontà d'animo di questo sfortunato giovane, dalla Liguria, sono giunte molte attestazioni d'affetto. Il sindaco di Isolabona, Maurizio Veziano, così si è espresso in un messaggio diffuso alla stampa: «Era un ragazzo troppo buono. Sono certo che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato». «Viveva nel suo mondo – ha ricordato il primo cittadino – non è mai rimasto coinvolto in fatti sgradevoli ed apparteneva a una famiglia meridionale davvero di brava gente». L'associazione "Libera" ha espresso tutto il proprio cordoglio alla famiglia Luverà, così come ha fatto pure il Consiglio comunale di Palmi. L'associazione "Città di Palmi" ha portato a San Martino il grande striscione con lo slogan "Siamo tutti Martino Luverà".
La comunità di San Martino ha organizzato una fiaccolata silenziosa in memoria del giovane per sabato pomeriggio, con inizio alle 16.45.
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Foto e articolo del 25 Ottobre 2012 da  lastampa.it

Arrestato  il presunto autore dell’omicidio di Martino Luverà

di Carlo Giordano

L'operaio del Comune di Isolabona, ucciso per errore il 13 novembre del 2010 a Palmi

ISOLABONA. I carabinieri della Compagnia di Palmi (Reggio Calabria) hanno arrestato il presunto autore dell’omicidio di Martino Luverà, l'operaio del Comune di Isolabona, ucciso per errore il 13 novembre del 2010 nel città calabrese. Nel corso dell'agguato  era stato ferito l'avvocato Francesco Nizzari, che secondo gli inquirenti era l'obiettivo del killer. L’identità nell’arrestato non è stata ancora resa nota. I particolari saranno forniti dal procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, che insieme al pm Andrea Papalia ha coordinato le indagini. Sin dalle prime indagini, i carabinieri hanno accertato che l’obiettivo dell’agguato era l’avvocato Nizzari, rimasto gravemente ferito. L’assassino, infatti, sparò quattro colpi di fucile caricato a pallettoni, mentre Luverà, incensurato, fu raggiunto da un colpo mentre era intento a rincasare solo perchè si trovava sulla linea di fuoco dei colpi sparati contro Nizzari ed è quindi morto per caso. L’avv. Nizzari si occupava, prevalentemente, di cause civili ma faceva anche il penalista. Il legale era impegnato anche in politica, visto che era il responsabile della sezione di Palmi della Lista Scopelliti Presidente. Le indagini non si sono fermate con l’arresto. Gli investigatori, infatti, vogliono chiarire ulteriori eventuali responsabilità.
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Articolo del 5 Maggio 2013 da  gazzettadelsud.it

Avvocato ferito, subito il giudizio

di Ivan Pugliese

Paolo Chiappalone, barbiere, 49 anni, dovrà rispondere dell’imboscata al legale Francesco Nizzari. Nell’agguato la tragedia di Martino Luverà colpito a morte dalle fucilate.

È stato disposto il giudizio immediato dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Palmi per il barbiere Paolo Chiappalone. Il 49enne originario di Palmi dovrà rispondere del tentato omicidio dell’avvocato Francesco Nizzari, tentativo nel corso del quale provocò la morte del 33enne Martino Luverà, finito tragicamente sulla traiettoria di tiro del fucile impugnato dal Chiappalone. Tra le accuse che la Procura della Repubblica di Palmi muove nei confronti di Paolo Chiappolone, c’è anche il porto e detenzione di arma da fuoco (fucile calibro 12 caricato a pallettoni) in luogo pubblico senza giustificato motivo e le minacce che l’uomo avrebbe rivolto nei confronti di un dentista di Palmi, nel cui studio lavorava la compagna del Chiappalone, che nel frattempo aveva avviato le pratiche di separazione assistita proprio dall’avvocato Nizzari. Compagna che, secondo la ricostruzione d’accusa, avrebbe dovuto essere licenziata dal professionista per evitare conseguenze alla sua persona. Il barbiere finito agli arresti lo scorso 26 ottobre del 2012, dopo lunghe indagini, comparirà in giudizio nel prossimo mese di giugno come stabilito dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palmi, Fulvio Accurso. In aula sarà assistito dagli avvocati di fiducia Guido Contestabile e Girolamo Curti. Era una tragica sera di autunno, il 13 novembre del 2010, quando Martino Luverà, operaio 33enne originario di San Martino di Taurianova, ma da tempo residente in provincia di Imperia, andò incontro, suo malgrado, all’appuntamento con la morte. Un destino baro e assassino lo attendeva mentre stava rincasando nell’abitazione di alcuni parenti presso i quali stava trascorrendo un periodo di vacanza. Quella stessa sera, secondo l’ipotesi accusatoria, Paolo Chiappalone, stava invece per portare a compimento i suoi propositi punitivi nei confronti dell’avvocato Francesco Nizzari, reo di seguire per la moglie la causa di separazione. Secondo gli inquirenti, Luverà avrebbe trovato la morte poiché si trovava sulla linea di fuoco, a circa 20 metri di distanza dal Nizzari, che era il reale obiettivo dell’agguato consumatosi in via Antonino Fondacaro. Luverà sarebbe morto quindi solo per uno sfortunatissimo caso. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo e seguite dal pubblico ministero Andrea Papalia, sono state svolte dalla Compagnia dei Carabinieri di Palmi, retta dal capitano Maurizio De Angelis. Francesco Nizzari, gravemente ferito, finì ricoverato in prognosi riservata per diverso tempo anche fuori Regione, prima di poter riprendere, seppur con i segni di quel tragico giorno, la sua attività professionale. Per Martino Luverà non ci fu nulla da fare, colpito da due pallettoni, uno dei quali gli perforò la cassa toracica con gravi conseguenze al cuore ed a un polmone, morì in poco tempo per arresto cardiocircolatorio.
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Articolo del 24 Giugno 2013 da gazzettadelsud.it

Agguato a un avvocato, operaio morì per errore

E' iniziato il processo nei confronti di Paolo Chiappalone

È stato incardinato nella giornata di ieri, dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Palmi (Silvia Capone presidente con a latere la togata De Liguori), il procedimento a carico di Paolo Chiappalone. Il 49enne originario di Palmi è chiamato a rispondere del tentato omicidio dell’avvocato Francesco Nizzari, tentativo nel corso del quale cagionò la morte del 33enne Martino Luverà, finito tragicamente sulla traiettoria di tiro del fucile impugnato dal Chiappalone.
Tra le accuse che la Procura della Repubblica di Palmi muove nei confronti di Paolo Chiappolone, c’è anche il porto e detenzione di arma da fuoco (fucile calibro 12 caricato a pallettoni) in luogo pubblico senza giustificato motivo e le minacce che l’uomo avrebbe rivolto nei confronti di un dentista di Palmi, nel cui studio lavorava la compagna del Chiappalone, che nel frattempo aveva avviato le pratiche di separazione assistita proprio dall’avvocato Nizzari. Compagna che, secondo la ricostruzione d’accusa, avrebbe dovuto essere licenziata dal professionista per evitare conseguenze alla sua persona.
È stato incardinato nella giornata di ieri, dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Palmi (Silvia Capone presidente con a latere la togata De Liguori), il procedimento a carico di Paolo Chiappalone. Il 49enne originario di Palmi è chiamato a rispondere del tentato omicidio dell’avvocato Francesco Nizzari, tentativo nel corso del quale cagionò la morte del 33enne Martino Luverà, finito tragicamente sulla traiettoria di tiro del fucile impugnato dal Chiappalone. Tra le accuse che la Procura della Repubblica di Palmi muove nei confronti di Paolo Chiappolone, c’è anche il porto e detenzione di arma da fuoco (fucile calibro 12 caricato a pallettoni) in luogo pubblico senza giustificato motivo e le minacce che l’uomo avrebbe rivolto nei confronti di un dentista di Palmi, nel cui studio lavorava la compagna del Chiappalone, che nel frattempo aveva avviato le pratiche di separazione assistita proprio dall’avvocato Nizzari. Compagna che, secondo la ricostruzione d’accusa, avrebbe dovuto essere licenziata dal professionista per evitare conseguenze alla sua persona.
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