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29 Settembre 1994 Mileto (CZ). Resta ucciso Nicholas Green, bambino statunitense di 7 anni, in vacanza in Italia con la sua famiglia. PDF Stampa

Foto ed articolo del 28 Settembre 2008 da: altocasertano.wordpress.com

Caserta - Quattordici anni fa veniva ucciso il piccolo Nicholas Green. Intitolata in suo onore la scuola elementare di Viale Europa

di Nunzio De Pinto

San Nicola La Strada (CE). 29 Settembre 1994, Nicholas Green è un bambino statunitense di sette anni che viaggia con la sua famiglia sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria. È questa la storia di un errore fatale, quello di aver scelto di viaggiare su di un’autovettura una Autobianchi Y10, che un gruppo di rapinatori, a caccia di qualcosa da rapinare, scambia per la macchina di un gioielliere. La macchina è inseguita, quindi fatta oggetto di colpi d’arma da fuoco per costringere il conducente a fermarsi. Nicholas viene colpito a morte. Reg e Maggie Green decidono di donare gli organi del loro figlioletto, è un atto quasi “incredibile” per l’Italia di quegli anni. Cinque persone vengono trapiantate grazie a Nicholas, i cui organi serviranno per ben sette donazioni. I genitori ricevono la Medaglia d’oro al merito civile. In televisione la sventurata avventura è diventata un film “Il dono di Nicholas” con Jamee Lee Curtis e Alan Bates e il gesto della famiglia ha permesso uno slancio in avanti sulla donazione di organi e tessuti in Italia. Ecco il testo della motivazione della Medaglia d’Oro concessa alla famiglia Green: “Cittadini statunitensi, in Italia per una vacanza, con generoso slancio ed altissimo senso di solidarietà disponevano che gli organi del proprio figliolo, vittima di un barbaro agguato sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, venissero donati a giovani italiani in attesa di trapianto. Nobile esempio di umanità, di amore e di grande civiltà”. In suo onore il sindaco Angelo Antonio PASCARIELLO ha deliberato di intitolare la scuola elementare sita in viale Europa alla memoria della giovanissima vittima di una malavita sanguinaria e senza scrupoli.

 

Articolo del 27 Settembre 2010 dal Giornale di Sicilia.it

Condannato per omicidio: "Non uccisi Nicholas Green"

Michele Iannello, 41 anni, che ha avuto l'ergastolo per l'assassinio del piccolo americano parla a 16 anni dal delitto: "Ho commesso altri reati gravi, ma non questo"

CATANZARO. "Io non ho ammazzato Nicholas Green. Ho commesso altri gravi delitti, ma non questo". Michele Iannello, 41 anni, condannato all'ergastolo per l'uccisione del bimbo americano avvenuta la sera del 29 settembre del 1994, in un'intervista alla Gazzetta del Sud ribadisce la propria innocenza.   
Iannello, fuori dal carcere in permesso premio, prima di rientrare in cella, torna sull'omicidio del piccolo Nicholas avvenuto mentre il bambino era in viaggio insieme ai genitori Reginald e Margie e con a bordo anche la sorellina Eleanor, lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria.
La vettura dei Green venne scambiata per l'auto di un rappresentante di gioielli e i malviventi per compiere il colpo spararono contro il lunotto posteriore della Y10 noleggiata dai Green uccidendo il bambino. Iannello, dopo la sentenza di assoluzione in primo grado, venne condannato in appello all'ergastolo assieme ad un'altra persona, Francesco Mesiano, che ebbe 20 anni. La sentenza divenne definitiva nel 1999.     
Iannello, che dice di avere intrapreso un percorso di recupero fede all'interno del carcere, è ospite di una struttura religiosa.  "Facevo parte della 'ndrangheta di Mileto - ammette - ero componente di un clan legato ai Mancuso. Ho ammesso di essere responsabile di quattro omicidi, di rapine, danneggiamenti. Tutti fatti per i quali non ero indagato. L'unico delitto che non ho commesso è quello di Nicholas Green. Se l'avessi commesso per davvero l'avrei ammesso subito. Non ho e non avevo motivi per negare mie responsabilità in merito alla morte del bambino. In questi anni ho collaborato pienamente".    
Iannello, che è diventato collaboratore ma non gode del programma di protezione, ha rotto i ponti con la famiglia d'origine. "Non vedo mia madre - dice - da dieci anni e ho accusato mio fratello Giuseppe di essere l'autore dell'omicidio di Nicholas Green".    
Iannello, difeso dall'avvocato Claudia Conidi, ha tentato di ottenere la revisione del processo ma non ha avuto fortuna. "Sono diventato credente in carcere - dice - e mi sento diverso".

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