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8 Gennaio 1946 Partinico (PA). Il carabiniere Vincenzo Miserendino cade sotto il fuoco della banda Giuliano. PDF Stampa

Foto ed Articolo di:
Mediterraneo Online.it del 26/02/2010

PARTINICO (PA): CERIMONIA INTITOLAZIONE DI UNA STRADA AL CARABINIERE VINCENZO MISERENDINO.

di Bruna Italia Massara

Domani, 27 febbraio 2010, con inizio alle ore 10.30 circa, a Partinico, si terrà la cerimonia di intitolazione della attuale via Grata, al Carabiniere Vincenzo MISERENDINO, alla presenza: autorità civili militari dell’isola, una nutrita presenza di familiari e di scolaresche locali.

Il Carabiniere MISERENDINO, originario di Petralia Sottana, ucciso l’8 gennaio 1946 nel territorio di Partinico, va senza dubbio ricordato tra coloro che caddero sotto il fuoco della banda Giuliano.
Il giovane, appena 17enne, ultimati gli studi presso l’Istituto Magistrale “Domina”, aveva abbracciato la carriera militare arruolandosi nell’Arma dei Carabinieri.
Dopo aver frequentato la scuola allievi, era stato assegnato alla Caserma Pastrengo come Carabiniere a Cavallo; qui rimase in servizio fino all’8 settembre 1943, giorno in cui i tedeschi lo fecero prigioniero portandolo in Germania a Deufschland, dove rimase fino al 1945.

Liberato dagli Americani, rimpatriò il 4 maggio 1945, venne quindi assegnato alla stazione di Poggioreale in provincia di Trapani, dove prestò servizio per circa un anno.Essendosi però in quel periodo aggravate le condizioni di salute del padre ormai morente, chiese ed ottenne di essere trasferito in zona più vicina alla famiglia, fu quindi destinato alla Stazione di Partinico, dove si inserì senza difficoltà alcuna nel contesto lavorativo, riscuotendo la stima dei colleghi e la fiducia incondizionata dei superiori.
Purtroppo, nel corso di un servizio di pattuglia, cadde falciato dai colpi di mitraglia esplosi da gregari della banda Giuliano. Il giovane aveva appena 21anni.

Le sue spoglie riposano presso il cimitero di Petralia Sottana dove sulla sua lapide è impressa la seguente epigrafe: “Piombo di fuorilegge, in vile agguato, ne troncò la fiorente giovinezza che i campi di prigionia non avevano fiaccato”. Partinico 08 gennaio 1946.
Palermo, 26 febbraio 2010

 

Articolo da L'Unità del 10 Gennaio 1946

I banditi separatisti messi in fuga a Montedoro

PALERMO, 9. — ll combattimento fra banditi e forze regolari attorno alla collina di Montedoro si è concluso ieri. L'azione si è esaurita con la fuga completa dei ribelli.
Com'è noto, col sopraggiungere dell'oscurità, l'azione offensiva dei carabinieri, metropolitani e soldati dell' «Aosta.» si era dovuta limitare ad azioni di rastrellamento e di pattuglia. All'alba di ieri è stato dato l'ordine di avanzata, dalle falde v\erso la cresta della collina, dove ieri i ribelli si erano asserragliati. Mortai e carri armati sono entrati di nuovo in azione. Ma quando i carabinieri hanno raggiunto  la cresta della collina, i libelli erano scomparsi. Nella notte essi si erano dileguati a gruppi riuscendo a disperdersi attraverso le campagne di Carini e di Partinico.
Si apprendono intanto altre criminose azioni compiute dai banditi.
Un agguato contro una camionetta con a bordo tre carabinieri è stato teso nell'abitato di Partinico.
Una raffica dì mitragliatrice colpiva a morte uno di essi e feriva gravemente gli altri due.

La sera di lunedì, poi, un maresciallo dei carabinieri è stato gravemente ferito all'addome da due banditi presso Accamo.
Nel pomeriggio di ieri infine, una bomba è stata lanciata contro un treno misto dì passeggeri e merci, diretto da Termini Imerese a Palermo, in prossimità della stazione di Favara. La bomba scoppiava nel vagone del bagagliaio ferendo due ferrovieri.

 

 

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