VittimeMafia.it

21 Dicembre 1989 Bianco (RC). Rapito il florovivaista Vincenzo Medici, 64 anni. Il suo corpo non sarà mai ritrovato. PDF Stampa

Tratto da "Dimenticati Vittime della 'ndrangheta" di Danilo chirico e Alessio Magro

[...]  Non ce la fa Vincenzo Medici a sopravvivere alla segregazione, nascosto chissà dove nel gelo dell'Aspromonte, e sepolto per sempre in un luogo rimasto misterioso. Morto prima che la grande stagione della solidarietà spontanea contro i sequestri spingesse lo Stato a trovare, in qualche modo, le soluzioni per bloccare l'Anonima. [...]


Foto e nota seguente da:  memorialmusolino.com

Vincenzo Medici nacque a Reggio Calabria il 25 aprile del 1924. Dopo aver conseguito a Bologna la laurea in Scienze Agrarie il 6 luglio 1954, si trasferì a Bianco per occuparsi dell’azienda di famiglia.
Negli anni 60 avviò, unitamente al fratello Filippo, una delle prime Aziende Florovivaistiche della zona, considerata all’avanguardia. L’azienda diede lavoro a 35 persone e in alcuni periodi dell’anno il personale si triplicava, fino a raggiungere le cento unità lavorative. I prodotti venivano commercializzati sia in Italia, che all’estero.

Il suo impegno e la sua professionalità gli fecero ottenere numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Oltre alla grande capacità imprenditoriale, Vincenzo Medici si distingueva per le sue doti umane: dal particolare affetto che riversava a giovani e bambini, affetto puntualmente e palesemente ricambiato, all’essere sempre pronto e solidale con chi ne avesse bisogno.
Il suo carisma e la sua personalità lo hanno reso il punto di riferimento di tutta la sua famiglia.
Il 21 dicembre 1989 fu brutalmente sequestrato presso l’ufficio della propria azienda mentre stava lavorando e mai restituito alla famiglia.
Dopo pochi anni l’Azienda fu chiusa.
Sono trascorsi ormai vent’anni e a tutt’oggi il suo corpo non è stato ritrovato, ma la sua figura è ancora viva in tutti coloro che lo hanno conosciuto ed amato.

 

 

 

Articolo di La Stampa del 16 Dicembre 1991

Nuove accuse dalla Calabria

di Diego Minuti

Il fratello di Vincenzo Medici «Lo Stato non lo ha salvato»

LOCRI  La polemica contro lo Stato, accusato di mobilitarsi soltanto per i rapiti del Nord, non si spegne. Dal Sud, dopo quella del procuratore della Repubblica di Locri, Rocco Lombardo, si leva un'altra voce per sottolineare la presunta differenza di impegno di polizia e carabinieri a seconda dell'origine del sequestrato. E' quella di Giulio Medici, uno dei fratelli di Vincenzo, l'imprenditore agricolo di 64 anni, sequestrato l'inverno di due anni fa a Bianco, centro della Locride, e mai tornato a casa: «Ho visto le istituzioni assenti. E anche la linea decisa dalla Stato per combattere la piaga dei sequestri mi lascia perplesso, contrariato: è disomogenea». In altre parole: i nostri rapiti valgono meno. E aggiunge: «C'era e ci saranno sempre sequestri di persona fino a quando le istituzioni si comporteranno come stanno facendo in questo mo- mento. L'unico risultato è che si è arricchita la gamma dei sequestri. Ormai ci sono quelli lampo e quelli lunghi». Giulio Medici, avvocato, ha seguito da vicino l'odissea del fratello, conducendo la trattativa con i rapitori. «Non mi illudo più: Vincenzo è morto, la sua, purtroppo, è una storia ormai chiusa». Non lo dice apertamente, ma accusa lo Stato anche perché proprio con loro ha «inaugurato» la linea dura, bloccando tutti i beni della famiglia, per impedire il pagamento del riscatto ai banditi. Accadde il 16 febbraio dello scorso anno quando, all'uscita di una banca di Roma, Giulio Medici venne bloccato dai carabinieri che gli sequestrarono il miliardo di lire che aveva appena prelevato e che doveva servire per il pagamento della prima rata del riscatto. Sequestro poi confermato dal tribunale della libertà di Reggio Calabria (a emettere il provvedimento erano stati i giudici di Locri) davanti al quale i Medici avevano pre^ sentato ricorso. Un intervento che forse ha chiuso l'ultimo spiraglio di trattativa. E di Vincenzo Medici, laureato in Agraria, sequestrato il 21 dicembre 1989 nella sua azienda florovivaistica da quattro uomini armati e mascherati, dopo aver immobilizzato i custodi, non si hanno più notizie. La moglie, Giovanna Ielasi, ormai rassegnata ad aver perso per sempre il marito, ha lanciato poche settimane fa un appello ai rapitori: «Vi imploro, fatemi sapere almeno dove possiamo recuperare i resti del povero Vincenzo». La pensano così anche i fratelli della vittima. «Non mi faccio certo illusioni - conclude Giulio Medici -. Oggi in Calabria ci sono solo due sequestrati, il dottor Pasquale Malgeri ed il dottor Giancarlo Conocchiella punto e basta. Quella di mio fratello è ormai una storia chiusa. E' morto. Hanno "perso" l'ostaggio».

 

 

Share/Save/Bookmark
 

Menu

Sei  : Home Vittime 21 Dicembre 1989 Bianco (RC). Rapito il florovivaista Vincenzo Medici, 64 anni. Il suo corpo non sarà mai ritrovato.