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30 Giugno 1983 Figline Vegliaturo (CS). Ucciso il ristoratore Attilio Aceti. Non aveva sottostato a ricatti e aveva fatto arrestare gli estorsori PDF Stampa

Articolo di La Stampa del 1 Luglio 1983

E' rapito per vendetta

COSENZA — Il proprietario di un ristorante di Figline Vegliaturo (Cosenza), Attilio Aceti, di 62 anni, è scomparso da ieri mattina. I carabinieri non escludono che possa essere stato rapito per vendetta. A denunciare la scomparsa di Aceti sono stati, ieri pomeriggio, i familiari allarmati perché il loro congiunto non aveva fatto ritorno a casa per pranzare. Aceti, alle sette, era uscito di casa per recarsi in un terreno di sua proprietà, in località «San Nicola» di Aprigliano. Qui i carabinieri hanno trovato il suo furgone, con le chiavi ancora inserite nel cruscotto, le portiere aperte

 

Articolo di La Stampa del 3 Luglio 1983

Trovato morto in un campo il commerciante (62 anni) scomparso nel Cosentino

COSENZA — Attilio Aceti, il commerciante di 62 anni di Figline Vegliaturo (Cosenza) scomparso giovedì scorso, è stato trovato morto ieri sera poco dopo le 18. Il cadavere era su un terreno di sua proprietà in località «San Nicola» di Aprigllano nel quale, la mattina di giovedì, si era recato con il suo furgone. Secondo quanto ha detto la polizia, il corpo di Aceti non presenta alcuna ferita. Vicino al cadavere, che è stato trovato nascosto tra cespugli di rovi a ridosso di un pollaio e a pochi metri dal furgone, gli agenti della polizia di Stato hanno trovato una pistola di quelle usate per macellare gli animali, con l'unico proiettile in canna, e una bottiglia di brandy vuota. E' stato il fratello di Aceti, Pasquale, che ha trovato il cadavere ed ha avvisato la polizia che, nel pomeriggio, aveva ripreso le ricerche nelle campagne circostanti. Le cause della morte di Attilio Aceti potranno essere chiarite solo domani dall'autopsia Anche se polizia e carabinieri non fanno dichiarazioni, si affievolisce l'ipotesi del sequestro. Rimane inspiegabile comunque la presenza della speciale pistola vicino al cadavere: i familiari avrebbero escluso che l'Aceti ne possedesse una. Le indagini, nel caso di un delitto, non si annunciano facili. Nella zona, infatti, operano diverse bande, collegate spesso alla 'ndrangheta e alla mafia calabrese. I sequestri sono sempre stati particolarmente numerosi, sia per la facilità di trovare nascondigli sicuri che per il velo d'omertà su cui i banditi sanno di poter contare.

 

Tratto da "Dimenticati - Vittime della 'ndrangheta" di Danilo Chirico e Alessio Magro pag. 98

[...]

La pista subito imboccata è quella del sequestro per vendetta. Aceti, infatti, aveva subito alcuni mesi prima delle pressanti richieste estorsive, condite con l'incendio di due auto. Volevano venti milioni dal ristoratore, per "proteggerlo" dai pericoli. Dpaccordo coi carabinieri, Aceti aveva messo in scena un'imboscata. Fingendo di accettare l'estorsione, aveva fissato la consegna di un prima rata di cinque milioni, un pacchetto lasciato nei pressi di una fontana in una strada di provincia. al ritiro assistono i militari, che arrestano subito la banda di estorsori: [...].

E' uno smacco al quale, forse, la banda ha reagito con una punizione esemplare.

[...]

Le indagini finiranno in un nulla di fatto.

 

 

 

 

 

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