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2 Luglio 1949 Palermo. Strage di Portella della Paglia (Monreale - PA): Perirono sotto i colpi della Banda Giuliano le guardie P.S.: Carmelo Agnone, Candeloro Catanese, Carmelo Lentini, Michele Marinaro e Quinto Reda. PDF Stampa

 

Foto e nota da: www.cadutipolizia.it

Erano in forza al Reparto Autonomo Guardie di P.S. presso l'ispettorato Generale di P.S. per la Sicilia e componenti del Nucleo Mobile di San Giuseppe Jato (PA), un avamposto istituito per la repressione del banditismo e la cattura della banda del famigerato Salvatore Giuliano.

Verso le 20,30 del 2 luglio, a bordo di una camionetta Fiat 1100 il Commissario dr. Mariano Lando, 35 anni, funzionario dell’Ispettorato e le Guardie Carmelo Gucciardo, 24 anni, autista, Carmelo Agnone, 28 anni, Carmelo Lentini, 23 anni, Michele Marinaro, 26 anni, Candeloro Catanese, 29 anni, Quinto Reda, 27 anni e Giovanni Biundo, 22 anni, partirono alla volta di Palermo, per recarsi all’Ispettorato, ove era stata convocata un’urgente riunione di servizio. Pochi chilometri dopo, allorchè il veicolo giunse in località Portella della Paglia, un gruppo di una decina di fuorilegge aprì il fuoco con raffiche di mitra, lanciando anche alcune bombe a mano. Le prime raffiche falciarono Agnone, Lentini e Reda, che morirono all’istante. Gli altri si precipitarono fuori dal mezzo e, facendosene scudo, risposero al fuoco con le armi automatiche. La sparatoria si protrasse per circa mezz’ora; i malviventi cercarono di accerchiare il veicolo per trucidare i poliziotti, che si difesero strenuamente, riuscendo a metterli in fuga e a chiamare i soccorsi. Purtroppo, quando questi arrivarono, trovarono sul terreno quattro feriti: Gucciardo e Biundo in modo serio, ma non mortale, mentre Marinaro e Catanese lo erano gravemente e versavano in evidente pericolo di vita. Immediatamente trasportati in ospedale, i quattro agenti furono sottoposti alle cure del caso, che però per due di essi furono disperate e vane: il Marinaro cessò di vivere poco dopo, mentre il Catanese si spense il 4 luglio, dopo due giorni di agonia.

Sul posto della sparatoria il giorno dopo confluirono diverse autoblindo della P.S. e dei Carabinieri e, durante il sopralluogo, furono rinvenute centinaia di bossoli e bombe a mano inesplose, che avrebbero potuto uccidere tutti i componenti della squadra.

Le indagini non accertarono se il gruppo dei banditi si fosse appostato lì diverse ore prima ovvero si trovasse in quel luogo per pura coincidenza, certo si fece strada il sospetto che essi sapessero della convocazione a Palermo ed avessero pianificato l’agguato con cura. Il grave sospetto che la banda potesse contare su strumenti di intercettazione telefonica o su delatori o, peggio, traditori spinse il Ministro Scelba a disporre una commissione d’inchiesta, che però non apportò alcun risultato.

Fonte: Quotidiani “Giornale di Sicilia” del 3.07.1949 e “L’Ora” del 5.07.1949, archivio ritagli stampa della Questura di Palermo

 

 

 

Articolo da L'Unità del 3 Luglio 1949

Nuova sanguinosa offensiva dei banditi in Sicilia

Quattro agenti di P. S. uccisi in una imboscata di Giuliano

Forte indignazione per l'atteggiamento dell'Ispettorato di P. S.

PALERMO, 2.  — Una nuova ondata di orrore e di indignazione Si è diffusa a Palermo: un camion ha trasportato stasera in città tre agenti di polizia uccisi e tre feriti. Un morto giace ancora presso Portella della Paglia. Sono le ultime vittime dei banditi di Giuliano.
I fatti si sono svolti fulminei, come al solito: un camion di agenti al comando di un commissario di P.S. aveva lasciato verso le ore 21 San Giuseppe Iato, diretto a Palermo. Improvvisamente, ad una curva l'agguato micidiale. Raffiche di mitra e scoppi di bombe a mano crepitavano attorno alla macchina, l'autista, ferito alla mano, perdeva il controllo ed era costretto a frenare per evitare il pauroso sbandamento.
Immediatamente gli agenti scendevano dall'auto e si apprestavano alla difesa. Cinque minuti è durato il fuoco, non più. Ma al termine di quei cinque minuti quattro cadaveri giacevano dietro l'autocarro mentre altre quattro persone grondavano sangue dalle ferite.
Sulle alture nemmeno una goccia di sangue, nemmeno una traccia degli assalitori: si erano dileguati col favore delle ombre crescenti.
Il commissario fermava un'auto che sopraggiungeva. Su di essa venivano composti tre dei quattro cadaveri. Il tragico automezzo giungeva a Palermo. I feriti venivamo immediatamente ricoverati all'ospedale Militare. Per uno di essi è stata emessa la prognosi riservata, ed a tarda notte doveva essere operato.
I morti sono: Carmelo Agnon, di Sebastiano di 28 anni, Carmelo Lentini, di 23 anni, Quinto Renda, di 27 anni, e Michele Marinaro. I feriti sono: Candeloro Catanese, da Villafranca, Giovanni Blundo e Carmelo Gucciardo.
La notizia della aggressione si è sparsa in un lampo per Palermo, ove la tensione e l'indignazione per l'atteggiamento delle massime autorità di polizia non è affatto diminuita. Òggi altri quattro nomi si aggiungono alla già troppo lunga lista dei morti. L'Ispettorato di P.S.  "mantiene il più assoluto riserbo" . Cercherà ancora di «minimizzare»?
G. S.


 

Articolo da La Stampa del 3 Luglio 1949

Agguato di banditi alle forze di polizia

Quattro agenti morti e tre feriti

Palermo, 2 Luglio. Una nuova grave aggressione di banditi alle forze di polizia è stata compiuta questa notte.
Una auto con a bordo un Commissario di P.S. e sette agenti avevano  lasciato verso le ore 21 San Giuseppe Jato diretta nella nostra città, quando, pervenuta in contrada Portella della Paglia, territorio di S. Giuseppe, e precisamente ad una curva, è stata fatta segno a raffiche di mitra e lancio di bombe a mano.
L'autista ferito all mano era costretto a fermare la macchina e quindi gli agenti si disponevano in posizione di contrattacco. Durante il conflitto durato pochi minuti rimanevano uccisi quattro agenti e feriti tre di cui uno giudicato guaribile con riserva. I banditi al termine della sparatoria si davano alla fuga riuscendo a dileguarsi favoriti dall'oscurità della notte. Nel frattempo sopraggiungeva un camion privato al quale il commissario chiedeva soccorso.
Morti e feriti sono stati così trasportati all'ospedale militare. Uno solo dei morti è rimasto piantonato sul posto.
I morti sono: Carmelo Agnone di Sebastiano di 28 anni da Scordia (Catania), guardia scelta; Carmelo Lentini di anni 23 da Agrigento; Quinto Renda, di anni 27 e il quarto morto, cioè quello rimasto piantonato, pare si chiami Michele Marinaro. I feriti sono: Candaloro Catanese, da Villafranca Tirrena, giudicato con prognosi riservata e più tardi operato; Giovanni Blundo e Carmelo Gucciardo.
L'Ispettorato Generale di P. S. mantiene sul fatto il massimo riserbo. Ci risulta che forze di polizia sono state inviate sul luogo dell'eccidio e che una vasta operazione di rastrellamento è in conrso.

 

 

Articolo da La Stampa del 4 Luglio 1949

Dopo la nuova sanguinosa Imboscata

Il vice-capo della polizia a Portella della Paglia

Un'inchiesta ordinata dal Ministro dell'Interno - E' in corso una vasta battuta delle forze dell'ordine: numerosi fermi

Palermo, lunedi sera. Sulla sanguinosa imboscata ad un camioncino della polizia, avvenuta l'altra sera a Portella della Paglia, si hanno questi altri particolari. I fuorilegge, in numero non superiore a sei, come è stato possibile accertare dai bossoli rinvenuti sul luogo dell'agguato, erano divisi e disposti ai margini della strada. Quando la macchina, costretta a rallentare dalla curva, giunse, i banditi, da un lato posti al disopra di un costone alto circa 10 metri e dall'altro su un muretto, alto pochi metri, lasciarono partire un fuoco infernale di mitra. Subito quattro agenti rimanevano uccisi; gli altri tre agentì benché  eriti, ed il commissario aggiunto, dott. Mariano Landò, rimasto miracolosamente illeso, si gettavano dalla vettura e rispondevano al fuoco degli aggressori. L'agente Candaloro Catanese, il più grave dei feriti, lanciava due bombe a mano da un lato della strada, mentre altrettanto faceva il dott. Landò dall'altro lato. Il lancio delle bombe era seguito da raffiche di mitra sparate dagli stessi e dagli altri due agenti feriti. I banditi, inerpicatisi sulla montagna, rispondevano debolmente al fuoco della polizia, e poi si dileguavano. E' stato confermato che il quarto agente morto, che era rimasto sul luogo piantonato perchè incastrato fra la macchina e il muro, risponda al nome di Michele Marinaro Di Giovanni di anni 26, da Cerignola. Sul luogo dell'aggressione sono subito affluite ingenti forze di polizia al comando dello stesso ispettore generale di F.S. per la Sicilia, comm. Verdiani. Per -tutta la notte e la mattinata — le operazioni sono tuttora in corso — è stata effettuata una battuta a largo raggio. Numerosi individui sospetti sono stati fermati, in attesa di precisi accertamenti, durante i rastrellamenti. Le condizioni del ferito più grave, l'agente Candaloro Catanese, che, come si è già detto, è stato operato, rimangono stazionarie. All'ospedale militare si sono recati a rendere omaggio alle salme dei caduti ed a confortare i feriti il presidente della Regione siciliana, l'ispettore generale di P.S.. Verdiani, il comandante la Legione dei Carabinieri, funzionari della polizia e alti ufficiali del carabinieri, nonché le Autorità cittadine. In seguito al luttuoso episodio di Portella della Paglia, il ministro dell'Interno ha disposto che si rechii sul posto, per un'inchiesta, il vice-capo della Polizia.

 

 

 

Articolo da L'Unità del 5 Luglio 1949

L'aggressione di Giuliano

Le vittime di Portella sono salite a cinque

Palermo, 4 Luglio. L'agente Candeloro Catanese, di anni 29, da Villafranca Tirrenia, è spirato oggi all'ospedale militare di Palermo, dove era stato ricoverato in condizioni disperate.
Il numero degli agenti caduti nella tragica imboscata di Portella della Paglia sale così a cinque.
L'agguato di Giuliano nella gola di Portella ha suscitato una profonda impressione nell'opinione pubblica, specie dopo le rosee previsioni avanzate in queste ultime settimane da parte dei giornali governativi. si tratta forse del più grave delitto di cui si sia macchiato Giuliano dopo la strage di Portella delle Ginestre.
Secondo voci, che circolano con insistenza e sono di pubblico dominio, sembra che l'agguato sia stato accuratamente studiato e preparato da Giuliano, venuto, non si sa come,  a conoscenza del fatto che la jeep partita da San giuseppe Iato alle ore 20 era diretta a Palermo con a bordo il capozona dei nuclei di San Giuseppe Jato, scortato da sette agenti. Avrà intercettato il bandito, che si dice sia fornito di un moderno apparecchio radio ricevente e trasmittente, qualche radiogramma alla polizia? Avrà funzionato la fitta rete di spie che Giuliano vanta in ambienti vicini alla polizia? L'arrivo, inoltre, a Palermo del vicecapo della polizia Caglitore, incaricato di condurre una inchiesta sull'imboscate, avvalorerebbe quese voci.



Articolo da L'Unità del 5 Luglio 1949

Mentre il Ministro della mafia sta a guardare

La caserma dei CC di Partinico attaccata in forze da Giuliano

Alcuni carabinieri feriti nello scontro a fuoco - E' salito a cinque il numero delle vittime dell'imboscata di sabato

PALERMO, 5 (mattina). I bataglioni di Polizia e di carabinieri che dopo la tragica imboscata dell'altra notte affluiscono da  Palermo verso la zona in cui Giuliano e la sua banda hanno scatenato la guerriglia, sono stati nuovamente attaccati in forze dai banditi. Dalle prime frammentarie notizie giunte nella, tarda nottata a Palermo, risulta che i fuorilegge sono penetrati nel cuore dell'abitato di Partinico dove le truppe bivaccano in gran numero ed hanno preso sotto il loro fuoco la caserma dei carabinieri dove ha sede il Quartiere generale delle forze di Polizia. I militi si sono difesi sparando dalle finestre della caserma, ma anche questa volta Giuliano si è dileguato senza subire perdite mentre alcuni carabinieri sono rimasti sul terreno feriti, uno dei quali gravemente.
L'Ispettorato Generale di P. S. mantiene il massimoe riserbo su questa nuova sanguinosa aggressione e sull'andamento delle operazioni contro i banditi che sembra si mantengano costantemente alla offensiva. Si sa soltanto che nella zona  della guerriglia stanno affluendo nuovi rinforzi.
Intanto un altro morto si è aggiunto ai quattro agenti che sabato sera caddero a Portella della Paglia - in una imboscata tesa dal bandito Giuliano: l'agente di P. S. Candeloro Catanese, di 29 anni, è infatti deceduto all'Ospedale Militare malgrado l'intervento operatorio cui era stato sottoposto di urgenza.
Palermo sta vivendo ore dì sgomento: è evidente a tutti che Giuliano ha sferrato una nuova offensiva, quasi a smentire il Ministro degli Interni, i Capi della Polizia e gli Ispettori Generali che si affannano a minimizzare la sua attività. La strage di Portella della Paglia è il terzo attacco alla polizia, la più grave azione di guerriglia del bandito negli ultimi tempi, dopo l'incoscente discorso di Scelba. Perchè proprio di guerriglia si tratta: guerriglia organizzata favorita dall'impotenza delle forze dello Stato.
La strage di Portella della Paglia ha proprio questo altro grande significato per l'opinione pubblica. Essa non fa che accreditare la voce della misteriosa organizzazione dei servizi del bandito e le vanterie sulla rete di informatori da lui posseduta fin nelle file stesse della polizia. Sembra infatti che il Commissario di S. Giuseppe Iato si stesse recando ad un convegno di funzionari di P.S. della zona indetto in grande segretezza dall'Ispettorato Generale.
Come ha fatto il bandito a conoscere la cosa? Come ha fatto a conoscere l'ora precisa del passaggio dell'autocarro e a disporre la micidiale imboscata?
Che le cose non siano molto chiare è confermato da una notizia venuta da Roma: dalla Capitale è partito il Vice Capo della Polizia Coglitore, il quale ha l'incarico di condurre una inchiesta.
E' opinione diffusa che L'Ispettore Generale Verdiani non abbia una posizione molto valida: è assai probabile cioè che i! Vice Capo della Polizia sia partito da Roma con la disposizione di trovare un capro espiatorio.
Domani avranno luogo i funerali delle vittime. Vi assisterà il sottosegretario Marazza.
G. S.

 

 

 

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