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4 Luglio 1990 Strongoli (CZ). Resta ucciso in una sparatoria, il giovane Arturo Caputo, 16 anni, mentre era in pizzeria con gli amici. PDF Stampa

Tratto da Dimenticati - Vittime della 'ndrangheta di Danilo Chirico ed Alessio Magro

Cap. XIX Troppo piccoli per morire pag. 431

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Sembra che il destino si accanisca coi sedicenni in quel 1990. Il 4 luglio il giorno della semifinale Inghilterra-Germania e a Strongoli, nell'alto Cotronese, la pizzeria piena di gente. Sul grande televisore piazzato a un lato della sala vanno in onda le prodesse di "Gazza" Gascoigne, inutili contro gli imbattibili tedeschi. Arturo Caputo mangia una pizza con gli amici e beve tranquillamente una birra. Il killer comincia a sparare appena messo piede nel locale. Ha un grosso fucile a pompa, e lo fa vibrare a ripetizione. Sei colpi per uccidere il bersaglio, il pregiudicato Salvatore Scalise. Si gettano tutti a terra, per scampare il pericolo e per non vedere. L'uomo col fucile insegue la sua vittima fino all'ingresso del bagno e l pone fine alla sua fuga disperata. Poi scappa insieme al complice che gli copre le spalle fuori dalla pizzeria.

La scena raccapricciante. La gente che affolla il locale si ritrova in una confusione di tavoli e sedie, stoviglie e posate. Non si rialzano da terra tre sedicenni. I pallettoni sono volati in ogni direzione e hanno colpito in tre tavoli diversi. Due ragazzi sono solo feriti, ma per Arturo non c' niente da fare.

E' la guerra tra i Dima e i Castiglione e delle venti persone che hanno assistito all'agguato nessuno sar disposto a testimoniare.

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