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8 Luglio 1949 Alcamo (TP). Assassinato Leonardo Renda, contadino, segretario DC e assessore al comune. PDF Stampa

Fonte:senzamemoria.wordpress.com

Il delitto Leonardo Renda

di Roberto Scurto

 

Fra i tanti episodi di violenza verificatasi nel secondo dopoguerra, l’omicidio di Leonardo Renda fu quello che destò più scalpore tra gli alcamesi del tempo, per modalità di esecuzione e per la stima di cui godeva fra la gente. Leonardo Renda era un contadino colto rispetto alla media e con doti politiche innate; era nato nel 1902 e dopo aver compiuto sei anni di scuola elementare, un record per quei tempi, aveva trascorso le sue giornate tra lavoro nei campi e attivismo politico. Renda era stato anche un uomo fortunato: data la profonda amicizia con Bernardo Mattarella, conosciuto in età giovanile quando quest’ultimo si era trasferito da Castellammare del Golfo ad Alcamo per motivi di studio, era riuscito a stabilire dei forti legami  con i maggiori esponenti locali della Democrazia Cristiana. Poté esprimere le sue qualità e le sue doti anche politiche nei dieci anni di presidenza dell’Azione Cattolica alcamese e, dopo la caduta di Mussolini e del fascismo, tramite le sue cariche di segretario DC e di assessore comunale.

Purtroppo per Renda, all’epoca i legami tra mafia e DC non erano ancora molto chiari e saldi e la sera dell’8 luglio 1949 fu ucciso in circostanze ancora oggi misteriose. Dopo una dura giornata di lavoro nei campi quattro uomini, identificatisi come carabinieri, pregarono il segretario e assessore alcamese di seguirli in una caserma vicina per alcune comunicazioni che lo riguardavano. Purtroppo questi uomini non erano affatto dei carabinieri e verso le undici di sera si udirono dei colpi di mitragliatrice squarciare la quiete notturna delle campagne. Il cadavere di Renda fu rinvenuto l’indomani da una pattuglia, questa volta composta da veri carabinieri, del nucleo mobile di Partinico. L’uomo era stato ucciso senza alcuna pietà: cinque pugnalate, una sassata alla nuca e svariati colpi di mitra avevano ucciso una delle personalità di spicco di Alcamo. Sul corpo senza vita del politico alcamese, gli assassini vi avevano posto la carta d’identità in bella vista. Il giorno del funerale si vide una partecipazione straordinaria della popolazione alcamese e una seduta straordinaria del consiglio comunale con discorso commemorativo finale del sindaco Salvatore Benenati in onore del collega.  Bernardo Mattarella scrisse sulla “Sicilia del Popolo” del 12 luglio 1949 che Alcamo aveva perso uno dei suoi cittadini migliori data anche la sua militanza fedele al partito perfino durante gli anni difficili della dittatura fascista.

All’epoca fu ritenuto dagli investigatori che la causa dell’omicidio fosse una vendetta da parte di vicini proprietari terrieri. Questi erano sarebbero stati desiderosi di estendere le proprie terre annettendo il feudo di Renda, di cui però il politico alcamese era soltanto un modesto affittuario e non il proprietario. Chiaramente la magistratura proscioglierà presto tutti gli imputati data l’assurdità del movente ipotizzato, ad eccezione di Giuseppe Cucinella (l’esecutore materiale dell’omicidio). Purtroppo non si indagò mai sui legami, all’epoca nascenti, tra DC e mafia o sulle relazioni politiche tra banditismo e politica.

 

fonti: (Sicilia del Popolo, 12 luglio 1949 - Giornale di Sicilia, 10 luglio 1965)

 

 

Articolo del 23 Aprile 2014 da alqamah.it

Leonardo Renda Cittadino da rivalutare:lo chiede la famiglia

Di Flavia Sannasardo

ALCAMO. Succede che per tanti decenni la figura di un uomo venga ricordata solo in ambito familiare, come è giusto che sia, ma dimenticando il ruolo pubblico che questo ha avuto nella sua città. Leonardo Renda nasce ad Alcamo nel 1906, frequenta la scuola per 6 anni, cosa che per i tempi equivale ad un livello quasi superiore rapportato ad oggi; ebbe modo di partecipare alla vita politica del tempo anche grazie alla sua amicizia con Bernardo Mattarella. Fu segretario DC e consigliere comunale e  probabilmente pagò con la sua vita le connessioni tra mafia e  politica del tempo. Era conosciuto in paese per la sua rettitudine e per le sue innate doti di politico serio al servizio dei cittadini. La sera dell’otto luglio del 1949, dopo una giornata di duro lavoro in campagna, quattro  uomini , qualificatisi come Carabinieri, lo identificano e lo invitano  a seguirli alla più vicina caserma, ben presto si rivelano essere assassini. Nei giorni seguenti al funerale , a cui partecipò una folla immane,  il consiglio comunale gli tributerà gli onori dovuti mentre  l’inchiesta viene archiviata come omicidio per motivi di confini.

Oggi la famiglia alla luce di conoscenze storiche che fanno pensare a motivi mafiosi vuole rivalutare la figura di questo cittadino alcamese. Inserire il suo nome tra le vittime di mafia sarebbe un primo tributo alla memoria e poi  sarebbe importante chiarire i motivi che portarono al suo assassinio: lo storico Casarubea avanza l’ipotesi , nei suoi scritti, che Renda pagò con la sua vita la mancanza del  rispetto di   accordi, presi da altri a sua insaputa. Come dire, un uomo troppo probo alla mercè di gente senza scrupoli. La nipote ha scritto al consiglio comunale perchè si faccia luce sulla sua storia, anche consultando gli archivi comunali rendendoli pubblici, e si possa far conoscere la sua figura agli alcamesi.Il consiglio comunale del 23 aprile dovrebbe portare all’ordine del giorno anche questa richiesta. Vi terremo informati sull’esito.

 

 

 


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