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12 Luglio 1992 Villa di Briano (CE). Restano uccisi Luigi Sapio e Egidio Campaniello, due pensionati, in un raid contro un boss di camorra. PDF Stampa

Articolo del Corriere della Sera del 13 Luglio 1992

Due vecchietti vittime dell' agguato al boss

di Enzo D'Errico

dal regolamento di conti alla strage, spari tra la folla che torna dalla messa; nell' agguato a Cecoro Nicola restano colpiti a morte anche Sapio Luigi 88 anni e Campaniello Egidio, 67 anni

VILLA DI BRIANO (Caserta) . Camminava a fatica, don Luigi Sapio, trascinando il peso dei suoi 88 anni consumati fra la polvere dei cantieri e la terra dei campi. Camminava accanto all' unico amico che gli era rimasto dopo la morte della moglie, il solo con cui dividesse le interminabili giornate di un paesino di provincia soffocato dal cemento e ingoiato ormai dalle fauci della camorra casertana. Egidio Campaniello, con i suoi 67 anni, sembrava quasi un ragazzino in confronto a don Luigi, ma era vedovo e pensionato come lui. E cio' bastava a tenere in piedi un' amicizia fatta di chiacchiere al bar, qualche partita a carte e messa ogni domenica. Ieri mattina, un commando di killer a caccia di un boss ha cancellato quel poco di vita che rimaneva da spendere a due vecchi innocenti. Il solito agguato tra la folla, le solite pallottole sibilanti nell' aria e una macchina bersagliata dai proiettili che piomba sulla gente appena uscita dalla chiesa di Sant' Agata, a Villa di Briano, un comune di tremila anime perso nell' agro aversano. Obiettivo del raid, Nicola Cecoro, 46 anni, uno fra gli ultimi "sopravvissuti" della camorra perdente, quella che aveva osato sfidare Francesco Schiavone, detto "Sandokan", l' erede dell' impero malavitoso costruito anni fa da Antonio Bardellino. Gli assassini lo hanno freddato mentre era al volante della sua Fiat Regata. Solo come un boss decaduto. Fra i tanti proiettili esplosi, uno ha colpito Luigi Sapio nell' occhio sinistro attraversandogli il cervello. Un altro ha raggiunto Egidio Campaniello al ginocchio. Ma non e' questo che l' ha ucciso. Il povero pensionato, infatti, e' stato travolto dall' auto di Nicola Cecoro, che tentava inutilmente di sfuggire alla pioggia di piombo: il corpo dell' anziano passante e' stato trascinato per qualche metro ed e' poi rimasto schiacciato fra il muso della vettura e un palo della luce.

Le ultime munizioni i killer le hanno impiegate per finire il boss nemico, gia' accasciato sul volante della Regata schiantatasi contro un muro. Sull' ennesima sparatoria che ha insanguinato la Terra di Lavoro indagano i carabinieri di Caserta e della compagnia di Aversa. Ma basteranno poche ore per catalogare ufficialmente anche questo delitto nel voluminoso fascicolo che riguarda la faida di Casal di Principe, il paese.fortezza della mala casertana. Qui, fino a tre mesi fa, Francesco Schiavone trascorreva le sue giornate in soggiorno obbligato nella sua villa.bunker. E sempre qui viveva, con la moglie e tre figli, Nicola Cecoro. Ma la sua, ormai, era una vita da animale braccato: da quindici giorni se ne stava barricato in casa. Gli assassini, pero' , hanno saputo aspettare. E ieri mattina sono entrati in azione. L' orologio della chiesetta di Sant' Agata scandisce il mezzogiorno, quando l' auto di Nicola Cecoro compare nella piazzetta. Poco oltre il sagrato, due vecchietti avanzano lentamente. Egidio Campaniello sorregge Luigi Sapio, che trascina a fatica i piedi coperti da un paio di pantofole. Entrambi hanno appena finito di assistere alla messa. Sono usciti un po' prima degli altri per evitare di rimanere stretti nella calca, giusto il tempo di guadagnare un centinaio di metri sulla folla che ora abbandona la chiesa. All' improvviso, pero' , nella piccola piazza si scatena l' inferno. Una vettura e una moto affiancano la Regata di Nicola Cecoro e la stringono in una morsa di fuoco: i proiettili volano ovunque, la gente scappa terrorizzata, gli unici che non riescono a mettersi in salvo sono i due pensionati. Muoiono accanto a un uomo che nemmeno conoscono.

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