VittimeMafia.it

20 Luglio 1996 San Giorgio a Cremano (NA). Ucciso Davide Sannino, 19 anni, il giorno del suo diploma, per uno sguardo. PDF Stampa

Foto da dallascuola.direscuola.it/giornale_studenti

Articolo del Corriere della Sera del 21 Luglio 1996

Colpo alla tempia per il motorino

Il rapinatore infastidito dal suo sguardo gli spara: e' in coma. " Devono trovare gli assassini e arrestarli "
Napoli, il ragazzo aveva festeggiato in pizzeria con gli amici l' esame da odontotecnico. L' aggressore temeva di essere stato riconosciuto

MASSA DI SOMMA (Napoli) . Pensava che se ne sarebbero andati. Che si sarebbero presi il motorino e la Vespa e sarebbero spariti. Con i pochi spiccioli e gli orologi che li avevano costretti a consegnare. Davide pensava che adesso potevano essere contenti quei quattro delinquenti che si erano avvicinati a lui e a tre suoi amici e li avevano minacciati con la pistola e pure picchiati. Lui li aveva visti bene, era riuscito a non abbassare lo sguardo. Anzi, a tenerlo puntato proprio negli occhi di quello armato. Non aveva detto una parola: guardava. Guardava soltanto. E forse per questo l' altro ha avuto paura. Avra' temuto di essere stato riconosciuto, si e' sentito minacciato dagli occhi fissi di quel ragazzo come lui, che pero' improvvisamente era diventato un nemico. Da odiare fino a premere il grilletto. Quel grilletto premuto proprio quando Davide pensava che, ormai, quel ragazzo se ne sarebbe andato davvero. Quando si era preso tutto, anche il motorino. E invece quello e' tornato indietro, si e' avvicinato, gli ha puntato l' arma alla tempia, e ha sparato. Ecco perche' sta morendo Davide Sannino, 19 anni, un diploma di odontotecnico e un altro per insegnare a suonare il pianoforte, conseguiti appena quest' anno. Ecco perche' questo ragazzo che il motorino non lo aveva nemmeno, e non si era neppure sognato di reagire, ma nemmeno di scappare, quando insieme agli altri e' stato aggredito, adesso e' attaccato a una macchina nel reparto di rianimazione di un ospedale napoletano: il suo cuore continua a battere, ma i medici non sperano piu'.

Clinicamente morto, fanno sapere dal Cardarelli, e solo i genitori, i quattro fratelli e gli altri parenti continuano a pregare Dio che accada qualcosa, che Davide abbia un sussulto di vita mentre invece si sta spegnendo ogni attimo di piu' . Pensare che era uscito solo per festeggiare, venerdi' sera. Insieme con i compagni di scuola dell' ultimo anno, Luca Gentile, Michele Palladino e Luca Candidorio, quelli con i quali aveva diviso l' ansia per l' esame. Adesso che era andata bene per tutti si poteva festeggiare. Una pizza, una birra, e poi quattro chiacchiere nei giardini in piazza a Massa di Somma, un paese minuscolo ai piedi del Vesuvio. A mezzanotte la festa e' finita. E' finita quando sono arrivati quegli altri quattro. Quasi la stessa eta' : altri modi di festeggiare, pero' . La loro serata, per funzionare, non aveva bisogno di pizza e birra e due risate. Meglio un paio di scooter e un po' di soldi rubati ai primi che capitavano. Sono capitati Davide e i suoi amici. Sara' durato tutto pochi minuti. Proprio Davide e' riuscito quasi ad evitare le botte indietreggiando di qualche passo. Pensava che a lui fosse andata meglio che agli altri, ma non voleva scappare. Anzi, si e' fatto avanti quando ha visto che nella confusione le chiavi del ciclomotore erano cadute: si e' piegato, ha avuto il tempo di raccoglierle e subito uno dei rapinatori, proprio quello che gli avrebbe sparato, gliele ha strappate dalle mani. Ecco perche' Davide pensava che fosse finita davvero. Lui continuava a tenere gli occhi fissi negli occhi dell' altro, ma era la paura a impedirgli di cambiare espressione. L' altro non lo ha capito. E dopo essere salito sul "Si' " e aver dato il primo colpo di gas per andarsene si e' fermato. E' tornato da Davide e ha sparato per ucciderlo. Gli altri tre ragazzi lo hanno visto fare quel gesto con freddezza. Prima nessuno del gruppetto si era reso conto di quello che stava per accadere: non potevano immaginare che dopo aver posato i soldi e gli orologi e la Vespa e il motorino, dovessero consegnare anche la vita di uno di loro. Perche' anche Luca, Michele e l' altro Luca pensavano che fosse finita davvero. E invece sta finendo Davide: diciannove anni e nemmeno uno scooter tutto suo da difendere.

 

IL PADRE E IL FRATELLO: "Devono trovare gli assassini e arrestarli"

SAN GIORGIO A CREMANO (Napoli) . Nella bacheca dell' istituto professionale Casanova da domani mattina saranno affissi i quadri con i risultati degli esami di maturita'. Ci sara' anche il nome di Davide Sannino, e accanto il voto con il quale si era guadagnato il titolo di odontotecnico. Non ci sara' lui, a gioire per quel diploma sul quale aveva puntato per cercare di evitare un futuro da disoccupato. Ma lo sapeva, Davide, di avercela fatta. Per questo l'altra sera era andato con gli amici a festeggiare. E' stata l' ultima volta che suo padre lo ha visto. Antonio Sannino vive facendo il bidello, e con lo stipendio da statale ha tirato su i suoi cinque figli. Ora ha gli occhi gonfi per le lacrime e la notte trascorsa insonne davanti a quel box del reparto di rianimazione del Cardarelli dove una macchina tiene in vita suo figlio. I parenti lo hanno convinto a tornare per qualche ora a casa, ma di provare a riposare non se la sente proprio. Parla di Davide, e ne parla al passato. "Era felice. Soddisfatto per come erano andati gli esami. Sapeva di essere stato promosso, e anche gli altri amici erano certi che tutto fosse andato bene. Per questo avevano deciso di uscire a festeggiare anche se ancora non c' erano i risultati ufficiali". Antonio Sannino riesce a mantenere una compostezza di cui pochi, nelle sue condizioni, sarebbero capaci. E continua a raccontare: "Tra non molto Davide sarebbe dovuto partire per il servizio militare, e aveva fatto domanda per farlo nei carabinieri. Lo avevano anche chiamato per le selezioni: lo avrebbero preso, perche' lui era perfetto". Ed era anche pieno di iniziative. Aveva studiato per diventare odontotecnico, ma la sua grande passione era un' altra: il pianoforte. Ed era riuscito a non abbandonarla mai, quella passione. Anzi, aveva continuato a studiare da solo, e proprio quest' anno si era presentato al conservatorio per dare gli esami da privatista: promosso". "Perche' lui era un ragazzo d' oro . racconta Geremia, uno dei suoi fratelli .. E lo hanno ucciso cosi' , senza un motivo. Ma ora devono trovare gli assassini, li devono arrestare". Vivono indirettamente il dramma anche i familiari degli altri ragazzi. Ciro Palladino, impiegato all' ospedale di Torre del Greco, e' stato svegliato questa notte dal figlio Michele, che era con Davide: "I banditi si sono trovati di fronte quattro bravissimi ragazzi, per questo non si sono fermati". Lo sanno, nella famiglia Sannino, che soltanto un miracolo potrebbe restituir loro Davide. E pero' hanno anche la forza di pensare a quello che potrebbero fare quando la macchina sara' stata spenta. Sono persone molto religiose, e anche il ragazzo lo era: i parenti potrebbero decidere di donarne gli organi. "Si' , ci ho pensato . spiega il padre .. Ma dobbiamo parlarne in famiglia: prima di prendere una iniziativa voglio che anche gli altri miei figli siano d' accordo".

Bufi Fulvio

 

 

Articolo di La Repubblica del 25 Luglio 1996

L' ULTIMO ADDIO A DAVIDE

SAN GIORGIO A CREMANO - Come per Massimo Troisi. Dopo l' indimenticabile addio all' attore due anni fa, ieri quasi tutto il paese di San Giorgio a Cremano è sceso in strada per salutare Davide Sannino, lo studente di diciannove anni ucciso da un rapinatore-boia solo per aver osato guardarlo negli occhi mentre lui razziava i motorini e picchiava gli amici. Ieri, prima nella sua città natale e poi nella chiesa evangelica di Portici, l' hanno salutato in cinquemila. Con canti, applausi e un solo fascio di roselline bianche. Con il drappo bianco sorretto dai compagni dell' Istituto Ispia "Sei sempre con noi" e l' abbraccio di tutta la comunità. Una commozione enorme, ma dentro una compostezza esemplare, esempio dato per primi dai familiari, come il padre Antonio, bidello cinquantenne, la mamma Gelsomina, i fratelli Simona, Geremia, Jonathan. Alla presenza di una folta schiera di autorità, tra cui prefetto, questore vicario, comandante provinciale dell' Arma e sindaci di quasi tutto l' hinterland vesuviano, il presidente nazionale delle Associazioni di Dio, pastore Francesco Toppi, ha chiesto la "consolazione di Dio per i genitori e i fratelli di Davide" e chiesto "cristiana comprensione anche per la famiglia di quello sventurato, che non possiede neanche il bene della speranza". - c s

 


Fonte: dallascuola.direscuola.it/giornale_studenti

Davide Sannino: vittima di Camorra

La tragica storia di un giovane studente ucciso senza motivo nel 1996. Gli alunni della scuola a lui intitolata lo ricordano e analizzano l'assurdita ferocia della camorra.

L’altra settimana sono andato sul sito della mia scuola ed ho letto la storia di Davide Sannino. Alla fine, non lo so nemmeno io cosa è successo, mi sono messo a piangere. Ho pianto perché in quel momento ho ricordato la storia di un mio amico albanese morto per la stessa causa di Davide Sannino. Quello che odio di più  di tutta questa camorra sono i morti innocenti.

"Perché non vi uccidete tra voi e lasciate stare la gente che non c’entra niente con voi?!"

"A uccidere una persona non è tanto difficile, perché anch’io posso uccidere un domani".

"Se tu togli la vita a una persona innocente, nel tuo cuore non provi niente?".

Questa è la domanda che vorrei fare ai camorristi.

Quello che penso io è: se un giorno un nostro fratello si trova nella stessa situazione di Davide, cosa faremmo? Io personalmente prenderei tutti i camorristi e li butterei all’inferno, nell’inferno più profondo, da dove non possano tornare più indietro.

Ma per fare questo non dobbiamo essere uno o due di noi, ma il doppio della camorra.

Se non li fermiamo adesso non potremo più fermarli perché questi “esseri non viventi” (questo è il nome adatto a questa gente, io così li chiamerei) continueranno all’infinito a uccidere e uccidere gente che non c’entra niente con la malavita.

“Non siete nati per vivere come gli animali, ma per seguire la virtù”. Questa è una frase di Dante Alighieri e per me è una grande frase. Il significato di questa frase è che noi non siamo nati per vivere come gli animali, ma la camorra sì, perché per me i camorristi sono come gli animali, anzi peggio.

L’animale almeno è intelligente, invece la camorra è…, non so trovare le parole per dare significato alla camorra! Quello che noi potremmo fare per i morti di camorra è una sola cosa: ricordarli.

Dare importanza ai morti è  come se fossero ancora vivi e fossero dietro di noi a proteggerci da questa malavita.

Preni Damiano III A OPEL
IPIA "Sannino Petriccione"


Davide Sannino. Ecco uno dei nomi che mi viene in mente quando si parla di vittime della malavita. La storia di Davide mi ha rattristato molto e lascia pensare chiunque ne venga a conoscenza.

Da quanto mi è stato raccontato, Davide era un ragazzo voluto bene da tutti quelli che lo conoscevano; lo affascinava molto la musica e la poesia. Dopo la sua tragica morte la nostra scuola, intitolata a lui, ha pubblicato tutte le poesie che Davide ci ha lasciato.

Era il 1996. Davide era fuori una pizzeria, in compagnia degli amici di scuola, per festeggiare insieme i risultati degli esami e il diploma appena conseguito. Si avvicinano due su una moto che si impossessano del ciclomotore di un amico di Davide che non oppone resistenza. I ragazzi ormai rassegnati parlavano dell’accaduto tra di loro ma si accorgono che i malviventi ritornano indietro e uno dei due punta un arma da fuoco alla tempia di Davide, mettendo fine alla sua esistenza, colpevole forse di averli guardati negli occhi.

La sua storia è ricordata ancora da tutti noi giovani che frequentiamo la scuola a lui dedicata. A quei tempi questa triste storia lasciò l’amaro in bocca a tutti. Non si è mai riusciti a capire cosa passò nella mente dell’assassino che fortunatamente fu arrestato. Ma la vita umana non può essere risarcita da nessuna condanna.

E’ per questo motivo che dobbiamo ricordare i morti della malavita e far in modo che non ce ne siano altri.

La mia città purtroppo è entrata in un’ottica sbagliata, credendo che indossando ogni giorno i “paraocchi” si possa vivere tranquillamente. Non è così, anzi è peggio, siamo ormai diventato un popolo passivo incapace di reagire e sempre più in regresso.

Dobbiamo infatti ringraziare i camorristi se siamo un popolo con alto tasso di disoccupazione; nessuno più investe nel meridione per paura di essere intimiditi con minacce o addirittura linciati se non si vuol pagare il pizzo. Il pizzo è una cosa ineccepibile: noi sudiamo di fatica, noi facciamo sacrifici e i camorristi prendono i nostri soldi senza compiere alcuna mansione!

I commercianti hanno paura dei camorristi perché sanno che sono disposti a tutto per i soldi, quindi cedono alle intimidazioni e pagano il pizzo e per rientrare nei badget alzano i prezzi dei loro prodotti a discapito dei clienti. Molti uomini hanno perso la vita per ribellarsi a questo sistema malavitoso e, quello che più mi rattrista è che a morire sono state anche persone innocenti che hanno avuto solo la colpa di trovarsi nel momento sbagliato al posto sbagliato.

Innocenti è la parola più limpida che si addice a queste persone che svolgevano le proprie attività senza sapere che da lì a poco li avrebbero uccisi per sbaglio. Ma il mio pensiero va anche ai membri delle istituzioni statali che hanno affrontato questa malattia (che può assumere tanti nomi, ma che noi chiameremo “malavita”), cercando di far cambiare qualcosa, di smuovere gli animi di tutti noi e di reagire contro questo “cancro” della società.

Tutte le vittime innocenti ci devono far riflettere e devono dare la scossa ad ognuno di noi per far rispettare la legalità ed educare i nostri figli inculcandogli i veri valori della vita.

Vincenzo Ricigliano IIIA Opel
IPIA "Sannino Petriccione"

 

Share/Save/Bookmark
 

Menu

Sei  : Home Vittime 20 Luglio 1996 San Giorgio a Cremano (NA). Ucciso Davide Sannino, 19 anni, il giorno del suo diploma, per uno sguardo.