VittimeMafia.it

30 Agosto 1951 Delianuova e Piani di Carmelia (RC). Uccisi Antonio Sanginiti, maresciallo dei carabinieri, e Francesco Papalia, un pastore, per vendetta. PDF Stampa

Tratto dal libro Fratelli di Sangue di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso pag. 169

Anche Delianuova, agli inizi degli anni Cinquanta, fu al centro di una tragica vicenda di violenza. All'alba del 3 Luglio 1951 in un conflitto a fuoco con i carabinieri vennero uccisi due giovani del luogo, Gianni Macrì, latitante, e un suo amico, Leo Palumbo. Poco meno di due mesi dopo, Angelo Macrì, un boscaiolo incensurato di 20 anni, fratello di una delle vittime, sfogava la sua vendetta contro il maresciallo Antonio Sanginiti, comandante della locale stazione. Poi andava ad ammazzare sui piani di Carmelia il pastore Francesco Papalia, l'uomo che avrebbe indicato ai carabinieri il nascondiglio del fratello. Angelo Macrì verrà arrestato il 9 febbraio 1956 a Buffalo, negli Stati Uniti, dove era emigrato illegalemnte e dove si faceva chiamare Domenico ferrara.

 

 

Tratto dal libro Dimenticati - Vittime della 'ndrangheta di Danilo Chirico e Alessio Magro pag. 201

[...] La mattina di sabato 30 agosto (Antonio Sanginiti) si alza di buon'ora e va in piazza, si siede a uno dei tavolini del caffè Loria, che sta a due passi dall'ufficio postale e chiacchiera con alcuni amici. Intorno alle dieci qualcuno nota l'arrivo di un giovane. si chiama Angelo Macrì, ha ventitre anni e tutti in paese lo conoscono come il classico bravo ragazzo. Da qualche tempo Angelo ha una strana luce negli occhi. Il suo sguardo è cambiato da quando, pochi mesi addietro, il maresciallo Sanginiti ha arrestato i suoi fratelli Rocco e Giuseppe. Sorpattutto da quando, appena poche settimane prima, l'altro fratello, Giovanni,  è rimasto ucciso durante un conflitto a fuoco con i carabinieri. Quella mattina Angelo è nervoso e glielo si legge in volto. Arriva in piazza e poi torna verso casa. Si rifà vedere in piazza verso le undici ed entra nell'ufficio postale. Poi, con un movimento repentino, esce dal cancello e si dirige verso il bar. Impugna una pistola, tende il braccio dritto davanti a sé e lo punta verso il suo obiettivo. Prende la mira. Spara. Il maresciallo Sanginiti si accascia a terra e muore.

Angelo Macrì non si scompone e non perde la calma. Si guarda attorno e coglie la paura nello sguardo delle persone. Poi si volta e a passo spedito va verso la periferia del paese, si nasconde nelle campagne. E fa perdere le sue tracce in pochi minuti. Ma non basta. Poco dopo va verso Carmelia, la zona nota in tutta la Calabria per i pini secolari e i castagni. Lì c'è la casa di Francesco Papalia, un pastore. Arrivato, chiede notizie al figlio. Il ragazzo, inconsapevole di quanto sta succedendo, gli indica la strada: mio padre è in contrada Mastrogianni. Lì in pieno bosco è stato allestito un punto di ristoro per i pellegrini che "scalano" a piedi la montagna diretti verso il santuario della Madonna di Polsi, nel cuore dell'Aspromonte, dove per la festa che si celebra proprio nei primi giorni di settembre arrivano migliaia di persone da tutta la provincia di Reggio Calabria.

Angelo Macrì arriva in pochi minuti, trova Francesco Papalia seduto davanti a una tavola imbandita. Con lui ci sono alcuni amici e un gruppo di pellegrini. Papalia invita il giovane a sedersi, a bere e mangiare qualcosa. Macrì rifiuta l'invito. Chiede solo un bicchiere d'acqua. Poi gli dice: "Non ho fretta, posso attendere per regolare quel conto". In quel momento Papalia capisce tutto. Gli si gela il sangue, realizza che Macrì non è lì per caso. Un movimento fulmineo. Il giovane estrae la pistola e spara sette colpi a bruciapelo. Per il pastore non c'è scampo.

[...]

 

Share/Save/Bookmark
 

Menu

Sei  : Home Vittime 30 Agosto 1951 Delianuova e Piani di Carmelia (RC). Uccisi Antonio Sanginiti, maresciallo dei carabinieri, e Francesco Papalia, un pastore, per vendetta.