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2 Settembre 2001 Casoria (NA) Ucciso Stefano Ciaramella, 16 anni, per aver cercato di difendere la sua ragazza e il suo vecchio motorino. PDF Stampa

Foto da: Un nome, una storia - Libera

Articolo di La Repubblica del 4 Settembre 2001

Difende la fidanzatina, ucciso

di Ginatomaso De Matteis

CASORIA - Ha difeso la sua ragazza, e il suo vecchio Piaggio Hexagon. Lo hanno ucciso senza pietà, per la sua faccia pulita e perché aveva alzato la testa. Perché li ha inseguiti quando ha visto la sua fidanzatina con la camicia strappata, strattonata violentemente per una borsetta con poche lire. Così è morto Stefano Ciaramella, studente di ragioneria, 17 anni a dicembre. E' caduto in un vicolo di Casoria, un budello isolato, senza uscita e senza luci, nella notte di domenica, a un centinaio di metri dalla compagnia dei carabinieri e a 500 dalla sua villetta, nel corso principale, via Principe di Piemonte. Una reazione concitata, un gesto di ribellione che gli è costato la vita. Perché i balordi che assediano la cittadina a Nord di Napoli non perdonano. E uccidono: cani sciolti, predoni, balordi che ti «puniscono» anche quando pretendono un paio di scarpe «Nike». Ora gli investigatori li stanno cercando. Posti di blocco, perquisizioni: una caccia senza sosta. I carabinieri della compagnia di Casoria sono partiti dal racconto di D., 14 anni, la sua fidanzatina, per ricostruire la dinamica di un altro tentativo di rapina finito nel sangue: il quinto dall' inizio dell' anno a Napoli e provincia. Sono le 23 e 20 di domenica. I due ragazzi si appartano in un luogo buio, cercano intimità. Sono a bordo del vecchio ciclomotore di Stefano. Forse non sanno neppure che, poche ore prima, le bande che assediano Casoria hanno portato a termine già quattro rapine. Obiettivo: i motorini.

Si fermano lì, in via Padova: una stradina a rischio, certo. Ma in genere ci sono tante coppiette. Giovanissime. Si avvicinano i rapinatori. Sono in quattro, a bordo di due scooter. Giovanissimi anche loro, secondo le prime testimonianze. Sono tutti a viso scoperto e non impugnano armi. Minacciano: «Dacci il motorino, dateci i soldi». All' inizio è proprio il Piaggio Hexegon nel loro mirino, ma Stefano li fa desistere. E allora puntano su D.: le fanno delle advances pesanti, allungano perfino le mani. Le strappano la camicia color cachi e le portano via la borsetta. Fuggono. Stefano non ci vede più, scatta la sua reazione, d' impeto. Li insegue per pochi metri e si aggrappa a uno di loro. C' è una breve colluttazione: uno dei rapinatori tira fuori un coltello e vibra un solo colpo, al cuore. Stefano cade a terra, tra le mani della ragazza che urla disperata: «L' hanno ucciso, l' hanno ucciso». Arrivano dei passanti, è una coppia a soccorrere il diciassettenne. Ma la corsa in ospedale è inutile. Stefano ha perso molto sangue, per lui la coltellata sferrata all' aorta è fatale. Lì, in via Padova, si svolge il pellegrinaggio di amici e parenti. Un anonimo cittadino ha lasciato accanto al luogo dell' omicidio delle orchidee e un biglietto vergato a mano: un amaro ricordo per chi «aveva tanta voglia di vivere, di amare e di crescere». E un monito per chi ha ucciso: «Per loro nessuna pietà, nessun perdono. Solo indifferenza per chi ha nell' anima disprezzo per il prossimo e semina morte». Casoria, 110 mila abitanti, è sotto choc. E sotto assedio. Per chi ogni giorno è nel mirino di balordi e sbandati, la morte di un innocente fa urlare di rabbia. Gli amici in coro ricordano Stefano, la sua generosità: «Non avrebbe fatto male a nessuno, nemmeno a loro, i malviventi. Non ha difeso certo il suo motorino. La sua ragazza, piuttosto». Perchè di ciclomotori al fratello Salvatore ne hanno portato via quattro, nel giro di poco tempo. E proprio per Salvatore, uno dei cinque fratelli Ciaramella, Stefano era tornato dalle vacanze: si era sposato sabato. Domenica sera tutta la famiglia festeggiava nella tenuta di Rialto. Una famiglia perbene, i Ciaramella, imprenditori, concessionari dell' Alfa Romeo e proprietari di un distributore di benzina. «Non andar via ti prego», gli aveva detto il padre Mauro. «Resta con noi». Ora, straziato, non chiede altro che di avere «presto il corpo di Stefano. Niente di più, lasciateci nel nostro dolore». Lo chiede pure lo zio, Pasquale, titolare fino a poco tempo di un albergo a Casavatore. Chiuso, perché assediato dalla delinquenza: «I piccoli balordi, quelli sì che fanno paura con le loro facce spaventate e le mani che tremano».

 

 

 

Articolo del 6 Settembre 2001 di  rainews24.rai.it

Quattro arresti per omicidio del 17enne Stefano Ciaramella

Quattro giovani, accusati di aver ucciso domenica notte con una coltellata Stefano Ciaramella, il ragazzo di 17 anni di Casoria, sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Napoli.

Verso mezzanotte, mentre era con la ragazza, il giovane era stato avvicinato da alcuni balordi a bordo di due scooter, che gli avevano intimato di consegnare soldi e motorino. Alla reazione di Stefano, uno dei rapinatori lo aveva colpito con una coltellata al cuore.

Un episodio di cronaca che ha suscitato un'ondata di solidarietà con la famiglia della vittima e con quella della ragazza che ha assistito all'omicidio, che - sotto choc per l'accaduto - è stata subito trasportata dai genitori in un luogo sicuro. È lei che può identificare gli assassini di Stefano.

 

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