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19 Settembre 1959 Palermo. Uccisa Giuseppina Savoca, 12 anni, mentre giocava per strada. PDF Stampa

Foto da C.tro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato"

Fonte stragedeglieroi.altervista.org

Aveva 12 anni. Morì colpita da un proiettile vagante nel corso di una sparatoria avvenuta la sera del 19 settembre ’59 in via Messina Marine a Palermo nella quale rimase ucciso il pregiudicato Filippo Drago, 51 anni, proprietario di una profumeria in via Maqueda e ferito leggermente suo nipote Giuseppe Gattuso di 22 anni.
Giuseppina non morì immediatamente, fu trasportata in ospedale e si spense per complicazioni polmonari tre giorni dopo il ricovero. La sua morte destò enorme impressione in città.

 

 

 

 

 

Tratto da: palermo.spazioblog.it

Realizzato il Video "Una voce dal silenzio" dagli alunni della classe IV E del liceo scientifico "E. Basile" di Palermo, guidati dalla professoressa Anna Maria Farina e da Davide Ganci. Attraverso la vicenda di Giuseppina Savoca, morta per errore a Palermo, a soli 11 anni in un agguato mafioso nel lontano 1959, gli alunni e le alunne del "Laboratorio Legalità e Ambiente" hanno voluto raccontare il loro percorso di crescita umana e culturale compiuto nel corso dell'anno scolastico 2004/2005.

 

Tratto da: http://www.provincia.pistoia.it/pdf/90comunicati.pdf

I giovani palermitani hanno vinto la rassegna sulla cittadinanza agita o negata del Campus di Montecatini 2005 con un video “Una voce dal silenzio” che racconta la storia di Giuseppina Savoca, una bimba uccisa a Palermo nel 1959, per errore, in un agguato mafioso.

.... Il video si è rivelato di elevata qualità sia per le tecniche utilizzate che per i contenuti, veramente profondi e significativi, che ha espresso.

 

 

Articolo da L'Unità del 18 Settembre 1959

UN MORTO E DUE FERITI PER UN ATTENTATO

Sparatoria all'americana alla periferia di Palermo
Nel conflitto coinvolta una bambina di 12 anni


PALERMO, 17 - Un morto e 2 feriti sono il bilancio di una drammatica sparatoria all'americana avvenuta stasera a qualche decina di metri dalla fermata dell'autobus n. 25 nella borgata di Romagnolo.
Poco prima delle 21 scendeva da quell'autobus il cinquantenne Filippo Drago, gestore di una profumeria in v. Maqueda, insieme con due nipoti: Michele Gattuso di 22 anni e Salvatore Spanò di 29 anni. I tre erano appena scesi insieme con altri passeggeri dall'automezzo e stavano dirigendosi presso l'abitazione del profumiere sita al fondo Spano, quando da una 1100 che si trovava ferma nei pressi col motore acceso, venivano sparate diverse fucilate contro il gruppetto. Le secche esplosioni gettavano il panico tra i passanti ed in tutta la zona: il Drago, benché già ferito, estraeva la pistola di cui era armato e sparava a sua volta. Poi si dava alla fuga e, sempre bersagliato dai colpi dei suoi avversari, cercava di trovare scampo nella canonica della chiesa di S.S. Bosco. Ma sulla scalinata altri colpi lo abbattevano.
Frattanto nella sparatoria erano rimasti feriti anche uno dei nipoti del Drago, Michele Gattuso, raggiunto da 3 colpi di arma da fuoco, ed un innocente
bambina, Giuseppina Savoca di 12 anni, che, nel momento del feroce agguato, si trovava davanti all'abitazione della propria nonna.
Compiuto il misfatto, i gangsters abbandonavano la zona a tutta velocità. Il Drago, ormai moribondo, veniva raccolto e trasportato all'ospedale di Villa Sofia, dove è deceduto. Suo nipote e la piccola Savoca, che è stata ferita al collo, sono stati medicati e giudicati guaribili in una decina di giorni ciascuno.
I primi particolari che si sono appresi sulla figura dell'ucciso fanno ritenere che egli appartenesse al mondo di oscuri affari dove la concorrenza e la tutela dei propri interessi sfociano quasi sempre in tremende catene di vendetta. Il Drago era stato fermato a suo tempo dalla polizia nel corso delle indagini svolte a proposito di una sparatoria avvenuta lo scorso anno a Bologna tra commercianti meridionali e durante la quale trovò la morte un palermitano, certo
Bonura. Ma, con ogni probabilità. il movente della premeditata esecuzione di questa sera si ricollega ad un episodio assai più recente. Si vuole, infatti, che la polizia fosse in procinto di fermare il Drago indiziato quale mandante di un attentato teso tre sere fa in via Lancia di Brolo contro l'ebanista Vincenzo Manescalco,. ferito a colpi di mitra da criminali motorizzati.
Si ritiene comunque che gli avversari del commerciante Drago abbiano voluto sottrarre la loro vittima al normale corso della giustizia.

 

 

 

 

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