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6 Dicembre 2004 Casavatore (NA). Ucciso Dario Scherillo, 26 anni, vittima Innocente della Criminalità. PDF Stampa

Foto e citazione dal Gruppo Facebook "Dario Scherillo 26 anni Vittima Innocente della Criminalità"

 

"Morti per errore”, si usa dire. Persone che si sono trovate “nel
luogo sbagliato nel momento sbagliato”. Come fosse una fatalità.
Ma responsabile di quelle morti non è il destino, è la mano e la
mente criminale che rende il territorio teatro di guerra e di
omicidi. Responsabile è la camorra che non rispetta la vita umana.
Responsabile è la logica disumana degli interessi criminali che non
si fermano davanti a nulla.C’è solo un sistema criminale e spietato da combattere.

Combattere, cioè battere insieme, imparando a essere
solidali e uniti, costruendo reti di comunicazione e di iniziativa.

 

 

Fonte: fondazionepolis.regione.campania.it

Breve storia dell'accaduto:
Lo hanno raggiunto mentre era in sella alla sua moto, una "Honda", e gli hanno esploso contro alcuni colpi d'arma da fuoco. Dario Scherillo, 26 anni, incensurato, è stramazzato al suolo privo di sensi ed è morto dopo pochi minuti.
Il delitto è avvenuto  poco dopo le 20:30 del 6 dicembre a Casavatore, un comune del napoletano confinante con il quartiere Secondigliano, dove da alcune settimane si stava consumando una sanguinaria guerra di camorra per il controllo del mercato della droga il cui bilancio, ad allora, contava ben 23 vittime.
Scherillo è stato ucciso in via Segrè con diversi colpi d'arma da fuoco. Gli assassini che, secondo una prima ricostruzione erano in sella ad uno scooter, si sono allontanati precipitosamente.
L'amministrazione comunale di Casavatore (Napoli) ha dedicato la sala consiliare alla memoria del giovane Dario Scherillo.
Nel 2007 è stata costituita l'associazione "Dario Scherillo - la solidarietà è vita", voluta fortemente dai suoi familiari e promossa e cofinanziata dall'assessorato alla sicurezza delle città della Regione Campania, nell'ambito del progetto "Mai più vittime".
È stato inoltre promosso dall'assessorato alla Cultura e al Dialogo per la legalità del comune di Casavatore un premio giornalistico dedicato alla memoria del giovane Dario.

 

 

">Video Youtube

Dario Scherillo

 

 

Gruppo su Facebook

Dario Scherillo 26 anni Vittima Innocente della Criminalità

 

 

 

 

 

Articolo del 9 Dicembre 2004 da ricerca.repubblica.it

L' ultimo morto della camorra vittima di un errore dei sicari

di Irene De Arcangelis

NAPOLI - Il ragazzo per bene e il camorrista sono vicini di casa e hanno lo stesso motorino. Marca, modello, anche il colore. Il bravo ragazzo viene ammazzato al posto del delinquente, un pregiudicato appartenente al gruppo degli "Spagnoli", i nemici del boss latitante Paolo Di Lauro. è stato ucciso per errore Dario Scherillo, 26 anni, un lavoro e una famiglia onesta alle spalle. Bersaglio di un agguato nel buio della sera inoltrata, quando i sicari hanno pensato di colpire l' obiettivo guardando lo scooter lungo la strada di periferia deserta. è quanto emerge dalle indagini dei carabinieri sull' ultimo omicidio della faida a Napoli Nord, che dall' inizio dell' anno ha fatto trentuno morti ammazzati. Dario Scherillo, la trentunesima vittima, non aveva nulla a che fare con boss, affari loschi e droga. Ma la tragica fine del ragazzo, avvenuta lunedì sera, non è l' unica novità che arriva il giorno dopo il maxi blitz a Scampìa con cinquantuno arresti e quattordici latitanti. Perché quando gli oltre mille uomini delle forze dell' ordine hanno allentato la presa sui quartieri di Napoli Nord, martedì sera, puntuale è stato appiccato il dodicesimo incendio doloso della faida. Le fiamme hanno distrutto la porta d' ingresso e parte della casa di Massimiliano Cafasso, uno degli scissionisti arrestati. Cafasso viveva nell' appartamento di rione Monterosa con la madre Michelina Gerbasio che però, hanno scoperto gli investigatori intervenuti dopo l' incendio, è scomparsa da una settimana. La conferma che il blitz dell' Antimafia non ha affatto sradicato la camorra. Mentre continua la caccia ai quattordici latitanti - tra cui l' erede del boss Ciruzzo 'o milionario, Cosimo Di Lauro - si attendono i cinquantuno interrogatori davanti ai giudici per le indagini preliminari fissati per oggi. Quattro gip terranno le udienze cui parteciperanno i quattro pm della Dda titolari dell' inchiesta. Un appuntamento giudiziario che solleva la polemica. Alleanza nazionale avvisa i giudici: «Non scarcerate i boss». Ribatte Linda D' Ancona, neo presidente della sezione napoletana dell' Associazione nazionale magistrati. «I giudici devono lavorare serenamente. Le critiche sono una indebita pressione». Vanno intanto avanti le indagini sull' omicidio di Dario Scherillo. I carabinieri stanno cercando di ricostruire abitudini e percorsi del pregiudicato che avrebbe dovuto essere ucciso al posto di Dario. Hanno già setacciato ogni aspetto della vita di Dario e della sua famiglia, trovando la triste conferma che l' assassinio è stato un tragico sbaglio. La famiglia di Dario, nelle ore successive all' omicidio, aveva gridato l' innocenza del ragazzo e la sua estraneità ai fatti di camorra. Ora i risultati delle indagini tendono a coincidere con le dichiarazioni dei familiari. Dario, figlio di un funzionario della Motorizzazione civile, aveva dovuto abbandonare il suo sogno di indossare una divisa, servire lo Stato e non certo la camorra. Questo perché, a causa di un incidente stradale che gli danneggiato la colonna vertebrale, era stato esonerato dal servizio di leva. Fidanzato da otto anni, il desiderio di costruire una famiglia, da due mesi aveva aperto una agenzia di pratiche automobilistiche. Martedì sera stava tornando a casa dopo il lavoro in sella al suo Honda Sh grigio. Stesso modello dell' obiettivo dei killer.

 

 

Articolo del 4 Dicembre 2008 da ricerca.repubblica.it

Scherillo di casavatore un altro morto innocente

di Luigi Merola

La criminalità tiene sempre in ostaggio diverse fette della città di Napoli e della sua provincia. è successo ancora, a Casalnuovo, un Comune sorto e cresciuto sull' abusivismo e su continue illegalità che sono sotto gli occhi di tutti. è un pugno nello stomaco sapere che un uomo di 62 anni, grande lavoratore, Raffaele Manna, è stato ammazzato barbaramente, perché ha reagito a una rapina fatta nel suo negozio di articoli fitosanitari. Una rapina da 200 euro: tanto vale una vita umana? E la gente che vive sul territorio sa solo dire senza ribellarsi: "Siamo costretti a barricarci nelle case". Ma questa non è vita, questa situazione non è più accettabile. La gente, ma specie i nostri studenti, devono svegliarsi e gridare la loro rabbia, altrimenti saremo costretti a registrare altro sangue innocente. Quanto altro sangue dobbiamo versare per liberaci dal cancro della criminalità piccola e grande? Quante altre persone innocenti dovranno morire? Ora pare che le forze dell' ordine siano sulle tracce dei banditi: uno è già stato arrestato, e saranno di sicuro presi tutti. Ma per quanto tempo resteranno dentro? Chi si preoccuperà di togliere manovalanza alla criminalità organizzata? Ha fatto bene il presidente Napolitano, accolto da industriali e operai, a visitare le eccellenze del nostro territorio campano, in maniera particolare Pomigliano d' Arco, con la visita all' Elasis del gruppo Fiat e all' hangar dell' Alenia. Ma questa potenzialità enorme della nostra regione è schiacciata dalla camorra, dalla cattiva politica e aggiungerei anche dalla cattiva amministrazione della giustizia. Fino a quando dobbiamo aspettare per il riscatto del territorio? Domani ricorderemo a quattro anni dalla morte un altro giovane innocente, Dario Scherillo, ucciso per errore dalla camorra nel comune di Casavatore, a seguito della faida esplosa in quel periodo tra Di Lauro e gli scissionisti. Per ricordare questo ragazzo, che aveva solo 26 anni, l' Amministrazione comunale e l' associazione anticamorra a lui intitolata, hanno promosso, per domani alle 10, una manifestazione commemorativa. Sarà anche l' occasione per presentare il libro "Qualcun altro bussò alla porta~ Storia di Dario Scherillo e di altre vittime innocenti della criminalità", a cura di Paolo Miggiano e Anna Russo. Ci sarò pure io, ma dirò che le manifestazioni non bastano più. Occorre concretamente l' impegno quotidiano contro la criminalità organizzata che toglie la vita e distrugge il futuro dei nostri figli. Ci vuole più consapevolezza, ma pure tanto impegno concreto. A gennaio anche nel casertano ci organizzeremo con altri amici che credono nella nostra fondazione per costituire cooperative agricole, in un terreno confiscato che dovrebbe esserci affidato dalla prefettura di Caserta. Bisogna passare dalle parole ai fatti. Lo dico ai politici ma anche a tante associazioni che vogliono lottare per un territorio libero. Saremo liberi se tutti saranno accompagnati a liberarsi dalla camorra avendo però una proposta di lavoro onesto.

 

 

Articolo del 6 Dicembre 2011 da raffaelesardo.blogspot.com

DARIO SCHERILLO. UN PREMIO GIORNALISTICO PER RICORDARLO A SETTE ANNI DALLA SUA UCCISIONE

di Raffaele Sardo

Aveva appena lasciato l’Autoscuola che gestiva insieme a i suoi fratelli. Dario Scherillo, 26 anni, un ragazzo solare,  verso le 20 del 6 dicembre del 2004 era salito sul motorino per andare ad incontrare una persona che  frequentava la scuola guida.  Quella sera, però, non sapeva che il motorino lo avrebbe portato ad un altro appuntamento, quello con la morte. Nella vicina Secondigliano, era in atto la faida tra gli uomini del boss Paolo Di Lauro, detto "Ciruzzo 'o milionario” e la cosiddetta “ala scissionista”. Si ammazzavano per il controllo del mercato della droga. Dario incontra il ragazzo che cercava a Casavatore, in via Segrè. Si ferma col suo motorino e cominciano a parlare. Dopo qualche minuto arrivano due persone in moto, con i volti coperti da caschi. Sparano alle spalle di Dario. Senza un motivo. Lo scambiano per un’altra persona. Dario muore in pochi minuti. I familiari lo sapranno da due agenti della polizia che si recheranno a casa per perquisire l’abitazione. Insomma l’ennesima vittima innocente scambiata per un affiliato al clan. Per ricordare Dario Scherillo l’amministrazione Comunale di Casavatore promuove per oggi 6 dicembre, per il terzo anno consecutivo, il premio giornalistico dedicato al ragazzo ucciso dalla camorra.

 

 

 

">Video Youtube

Vittime di camorra - Intervista Pasquale Scherillo

 

 

 

 

">Video Youtube

Segue intervista.

 

 

 

Video RaiTv

Pasquale Scherillo: mio fratello assassinato a 26 anni

 

 

 

 

 

 

 

 


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