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12 Settembre 2008 San Marcellino (CE). Uccisi Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi mentre stavano lavorando nel deposito di automezzi di proprietà del primo. PDF Stampa

Nella foto: Antonio Ciardullo    


Fonte: fondazionepolis.regione.campania.it

Breve storia dell'accaduto: 
Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi furono uccisi il 12 settembre 2008 tra il territorio di San Marcellino e Trentola Ducenta con 20 colpi di pistola. Antonio Ciardullo, di 51 anni, ed Ernesto Fabozzi, di 43 anni, entrambi di San Marcellino, stavano riparando un furgone-frigo nel deposito di automezzi situato vicino al cimitero di San Marcellino, quando si sono avvicinati i sicari che hanno esploso venti colpi di pistola calibro 9×21 uccidendo Antonio ed Ernesto all'istante. Il 23 settembre 2010 la squadra mobile di Caserta  ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti della fazione dei casalesi. Le ordinanze sono state emesse dal Tribunale di Napoli su richiesa della DDA.
Ciardullo, imprenditore nel settore dei trasporti, fu assassinato – secondo le indagini della squadra mobile – per vendetta, per avere denunciato e fatto condannare con l'accusa di estorsione, 10 anni prima, un altro esponente del clan Giuseppe Guerra.
Fabozzi, dipendente di Ciardullo, fu ucciso, invece, perchè nel momento in cui i sicari entrarono in azione si trovava con il proprio datore di lavoro. Il duplice omicidio - hanno spiegato gli investigatori - è da inquadrare nell'ambito del tentativo di Giuseppe Setola e del suo gruppo di fuoco di imporre con omicidi ed attentati, tra la primavera del 2008 -  dopo l'evasione da una clinica del nord Italia -  e gli inizi del 2009, un clima di terrore nei territori controllati dall'organizzazione capeggiata da Francesco Bidognetti.

 

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SAN MARCELLINO (Laura Ferrante) - Duplice omicidio a San Marcellino, vittima un imprenditore del luogo, titolare di un parcheggio di autotrasporti ed un operaio. Tutta la cittadina è in lutto per lassassinio dei poveri Antonio Ciardullo, 51 anni ed Ernesto Fabozzi, 46 entrambi di San Marcellino. Ieri pomeriggio una telefonata anonima è arrivata alla questura di Aversa, la quale, in modo del tutto anonimo, denunciava la presenza di due corpi senza vita ne parcheggio. Gli agenti di polizia sono immediatamente accorsi sul posto ed effettivamente sono stati rinvenuti i cadaveri dei due uomini. Il posto del ritrovamento è stato sulla strada comunale di San Marcellino che porta verso Trentola Ducenta, proprio sotto il ponte della superstrada e a pochi passi dal cimitero di Trentola Ducenta. Il Ciardullo aveva allestito il parcheggio di autotrasporto di cui era proprietario e ieri pomeriggio, si era fermato, insieme al Fabozzi, per la manutenzione ed il controllo dei camion. Erano soli nello spiazzale e i sicari hanno avuto tutto il tempo per portare a termine il loro piano criminale. Gli assassini sono entrati nel parcheggio ed hanno fatto fuoco sui due uomini che non hanno avuto scampo e sono morti sotto i numerosi colpi di pistola. Pare che i corpi erano ancora sotto il camion che stavano controllando, è proprio lì sotto che sono stati uccisi e, probabilmente i poveretti non hanno nemmeno avuto il tempo di guardare in faccia i loro assassini. Poi, i delinquenti sono scappati senza lasciare traccia. Poco dopo sul posto è arrivata lambulanza di Trentola ed Aversa, i corpi sono stati estratti dalle persone intorno a loro, ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso degli sfortunati. La notizia dellassassinio del Ciardullo e del suo operaio che stimava tanto, ha fatto in breve il giro del paese. Antonio e la sua famiglia sono commercianti nella zona e sono conosciuti come delle brave persone. Molti cittadini sono accorsi sul posto, una folla immensa che è rimasta scossa dallaccaduto. Erano in tanti e molto amareggiati, tenuti a bada dagli agenti per non invadere il luogo e fare svanire le possibili tracce. Dopo le formalità di rito i corpi dei poveretti sono stati trasportati nel reparto di medicina legale dellospedale San Sebastiano e SantAnna di Caserta in attesa di una visita autoptica disposta dal magistrato di turno alla Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il dott. Carlo fucci e il magistrato della procura di Napoli, Idris, avvertiti dalla DDA intervenuta anchessa sul posto. La polizia brancola nel buio, le ipotesi sono varie, non si esclude che lomicidio sia di matrice camorristica. E probabile che al povero Ciardullo fosse stato chiesto un esoso pizzo da pagare e che lui, quale uomo per bene e di carattere ha rifiutato. Dopo i primi avvertimenti si è passata lazione. Come dimostra il metodo usato. Tutto il paese è rimasto sconvolto per la fine di una brava persona. Ancora di più purtroppo per il povero Fabozzi, Luomo ha lasciato la famiglia, una figlia che cammina sulla sedia a rotelle, malata e che ha bisogno di cure. Lui per loro, era lunico sostegno, sia morale che economico. Ora le donne non hanno più nemmeno il denaro per le medicine. Si spera che il comune ne tenga conto e che dia un aiuto a questa sfortunata famiglia. Un barbaro omicidio, commesso da chi ha dimenticato ormai tutti i sentimenti ed ha anteposto il potere a tutti i valori umani. La folla accorsa era in lacrime, sconcerto e rabbia tra i presenti per le vittime dellagguato. Tutto il paese è accorso, curiosi ma anche a dimostrare che loro ci sono, sono con la povera gente, con quelli che vengono ammazzati ogni giorno. Un uomo che viaggiava con la propria auto sulla superstrada, ed aveva intravisto lo spettacolo che si profilava sotto di lui, si era distratto a guardare ed è andato a sbattere contro il guard raill. Per fortuna per il curioso, non si è fatto nulla, solo una ammaccatura alla macchina. I poveretti invece sono morti, e lasciano la loro famiglia nella disperazione, una città in lutto.

 

 

 

 

 

 


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