VittimeMafia.it

25 Ottobre 1976 Milano. Rapito Mario Ceschina, imprenditore di 65 anni. Di lui si sono ritrovate solo alcune banconote provenienti dal riscatto. PDF Stampa

Tratto dal libro Dimenticati - Vittime della 'ndrangheta - di Danilo Chirico e Alessio Magro

Cap IV Aspromonte solo andata - Pag. 80

Il 25 ottobre del '76 finisce in mano all'Anonima Mario Ceschina. L'imprenditore milanese ha sessantotto anni. Dopo i primi contatti, la famiglia riesce a pagare un riscatto di 400 milioni, nonostante il congelamento di un fondo bancario di un miliardo da parte della magistratura. Ma presto i sequestratori cessano le comunicazioni. E di Ceschina non si sa più nulla. Unica notizia: il ritrovamento di alcune banconote del riscatto, riciclate inseme ai fondi provenienti da altri rapimenti. Ma l'istruttoria, che ha riguardato personaggi calabresi e siciliani, si è conclusa in un nulla di fatto.

 

 

Articolo da La Stampa del 2 Dicembre 1976

Chiesti tre miliardi per il re della garza

di Gino Mazzoldi

Chiesti tre miliardi per il re della garza Inizialmente i banditi ne volevano 30 Mario Ceschina ha 65 anni e i familiari dicono "che è all'estero per affari"

Milano, 1 dicembre. Uno dei più grossi industriali milanesi, Mario Ceschina, 65 anni, via Eustacchi 20, noto come il «re della garza», è stato rapito più di un mese fa, e per il suo rilascio sarebbe stato chiesto un riscatto record di 30 miliardi sceso poi a 3 miliardi: la notizia, che è smentita dai congiunti, i quali sostengono che lo scomparso si trova all'estero per affari, ha trovato, oggi, conferma presso il sostituto procuratore della Repubblica, dottor Ferdinando Pomarici, che ha adottato la linea dura nei sequestri di persona a scopo di estorsione, cercando di costringere i parenti dei rapiti a non pagare alcun riscatto. _ «La notizia — ha detto il magistrato — non avrebbe dovuto essere divulgata in quanto non esiste alcuna denuncia da parte dei familiari di Mario Ceschina. Ora che è di dominio pubblico ha notevolmente danneggiato le mie indagini e cercherò di stabilire da chi e il motivo per cui è stata propalata ». Si è appreso che il magistrato interrogherà nei prossimi giorni i familiari del rapito nei confronti dei quali non è ravvisabile alcun reato. «Soltanto se si rifiutassero dì fornirmi tutte le indicazioni in loro possesso o se si mostrassero reticenti, si potrebbe configurare il reato di favoreggiamento». Sono stati disposti anche accertamenti in tutte le banche sia per stabilire se siano già state prelevate somme di denaro, sia per impedire futuri pagamenti. Secondo quanto si è appreso, Mario Ceschina sarebbe stato rapito sotto casa la sera tra il 20 e il 21 ottobre scorso. E' stata la convivente, Eleonora Molinari, 60 anni, ad avvertire i fratelli dello scomparso. Dante e Renzo Ceschina, che avrebbero concordemente deciso di non lasciare trapelare nulla per attendere eventuali contatti coi rapitori. Infatti, dopo qualche giorno, sarebbe giunta la prima richiesta: 30 miliardi in banconote da 50 e 100 mila lire. I congiunti di Mario Ceschina hanno fatto sapere che non sarebbero mai riusciti a raccogliere una simile somma in quanto il loro patrimonio è in gran parte costituito da immobili di non facile vendita in questo momento. Sembra comunque che i familiari di Mario Ceschina siano riusciti a far scendere la cifra sui 3 miliardi, tenendo contatto coi malviventi solo attraverso inserzioni apparse sui giornali e che nessuno poteva capire. In questi ultimi giorni le trattative pare abbiano avuto una battuta d'arresto che ha messo in allarme i parenti dello scomparso che avrebbero fatto pubblicare questo annuncio su un giornale milanese: «Ti prego torna subito: il gatto sta morendo». Malgrado il silenzio imposto a tutto l'entourage dei Ceschina, qualcuno ha tuttavia ritenuto opportuno avvertire la magistratura e quindi la polizia. Così, anche se con molti giorni di ritardo, le indagini sono immediatamente scattate. Mantenendo il riserbo più assoluto, il sostituto procuratore di turno si è recato presso le abitazioni di Dante e Renzo Ceschina per cercare di sapere tutti i particolari della vicenda. Per tutta risposta, però, i familiari di Mario Ceschina, come si è detto, hanno sostenuto la tesi che il loro congiunto era assente perché in viaggio d'affari all'estero. Figlio di un ricco proprietario terriero (che aveva investito parte dei suoi averi in immobili, in un'azienda di prodotti sanitari e in una casa editrice piuttosto famosa), Mario Ceschina ha ereditato otto anni fa assieme ai fratelli Dante e Renzo un ingente patrimonio. Nel 1970 il Comune di Milano ha accertato per Mario Ceschina un imponibile di 250 milioni.

 

 

 

Share/Save/Bookmark
 

Menu

Sei  : Home Vittime 25 Ottobre 1976 Milano. Rapito Mario Ceschina, imprenditore di 65 anni. Di lui si sono ritrovate solo alcune banconote provenienti dal riscatto.