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14 Novembre 1979 Milano. Rapito Cesare Pedesini, 57 anni, grossista di prodotti petroliferi. Il suo corpo non sarà mai ritrovato. PDF Stampa

Tratto dal libro "Dimenticati - Vittime della 'ndrangheta" di Danilo Chirico e Alessio Magroù

Cap. IV  Aspromonte solo andata  pag. 80

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Quel 14 novembre '79, Cesare Pedesini è al lavoro nell'azienda di cui è titolare, la "Pedesini fratelli - nafta, gasolio, riscaldamento" di Milano. Tre banditi armati fanno irruzione negli uffici della ditta e prelevano l'imprenditore, poi fuggono a bordo di un'auto guidata da un complice. Verranno fermati dei pregiudicati calabresi, ma le indagini non porteranno a nulla. Inutile dirlo, di Pedesini non si riuscirà a recuperare nemmeno il corpo.

 

 

 

Articolo su La Stampa del 15 Novembre 1979

Appello della moglie su La Stampa del 24 Dicembre 1979

 

 

 

Articolo del 6 Marzo 1985 da  ricerca.repubblica.it

EROINA CON I SOLDI DEI SEQUESTRI

NAPOLI - (e.c.) Compravano in Turchia grossi quantitativi di droga, con denaro sporco proveniente da sequestri di persona, e la spacciavano nelle regioni dell' Italia meridionale. Il vasto traffico era organizzato da una banda che agiva a livello internazionale da almeno due anni e che i carabinieri del gruppo Napoli I hanno sgominato dopo sei mesi di indagini. La droga, in prevalenza eroina, veniva portata a Napoli da tredici corrieri che si servivano di aerei di linea, navi passeggeri e automobili, passando per la Grecia e la Jugoslavia. Dal capoluogo campano, diventato un attivo centro di smistamento, la droga veniva poi portata in molte città meridionali. Cervello dell' organizzazione era il pregiudicato Domenico Terracciano con il quale agivano corrieri e basisti che sono stati arrestati dai carabinieri durante un' operazione sviluppatasi tra Napoli, Mondragone, Roma e Cassino. Un giro di miliardi in cui erano coinvolti diversi personaggi insospettabili: l' armatore greco Gargarakis Pireydon di 38 anni, proprietario di una nave, due commercianti di Cassino, Gennaro Criscitello di 37 anni e Roberto Gallozzi di 45, una casalinga e un meccanico. Il capo della banda possedeva una villa a Pescopagano. Qui, durante il blitz, i carabinieri hanno sequestrato tre pistole, munizioni, ordigni esplosivi, attrezzature per la confezione delle dosi di droga come bilance di precisione e buste. In un nascondiglio sono stati trovati 234 milioni di lire italiane e 10 mila marchi tedeschi. Gran parte di questo denaro proveniva da sequestri di persona compiuti nell' Italia settentrionale: quello del Pellicciaio di Pavia Giuliano Ravizza, di Cesare Pedesini avvenuto a Milano nel novembre ' 79; quello di Osvaldo Ferretti a Pisoia nel febbraio ' 82 e quello di Giorgina Susini compiuto nell' 81 nel capoluogo lombardo. Secondo gli inquirenti questo denaro era destinato all' acquisto di eroina da un grosso produttore turco che è stato identificato, con l' aiuto della Dea americana e di altri uffici narcotici internazionali, per Emur Alì Diarbarkir. A suo carico è stato emesso un mandato di cattura internazionale. Il nome del fornitore di droga turco è stato trovato scritto sul taccuino di un pregiudicato.

 

 

 

 

 

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