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6 Dicembre 2001 Calatabiano (CT). Ucciso Carmelo Benvegna, commerciante in pensione. Aveva denunciato e fatto arrestare alcuni estorsori ed era scampato a un agguato. PDF Stampa

Articolo della Gazzetta del Sud del 7 Dicembre 2001

Fonte:  siciliaantiusura.it

L'ombra del racket sul delitto

di Salvatore Zappulla

CALATABIANO - Lo hanno ucciso a sangue freddo, forse per vendetta. La vittima, Carmelo Benvegna, 56 anni, di Taormina, commerciante di auto in pensione, aveva denunciato in passato i suoi aguzzini che gli chiedevano il pizzo.

L'uomo è stato freddato alla periferia di Calatabiano, ieri pomeriggio, poco dopo le 15,30. All'ingresso del suo agrumeto, a ridosso della Statale 114, nei pressi dell'imbocco della Provinciale che conduce alla frazione di S. Marco.

I sicari gli hanno sparato alla tempia un unico colpo esploso da un fucile calibro 12, caricato a pallettoni. L'uomo sarebbe morto sul colpo.
Secondo le poche indiscrezioni filtrate, la vittima sarebbe stata colpita alla tempia mentre si accingeva ad aprire il cancello del suo agrumeto, dove si recava quotidianamente per andare a portare del cibo al proprio cane.

Ad avvertire le forze dell'ordine sono state alcune persone che hanno udito, poco distante da luogo in cui si trovavano, il colpo d'arma da fuoco.

Le indagini sono state affidate ai carabinieri del nucleo operativo di Giarre intervenuti per primi sul luogo del delitto insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Riposto. L'uomo era riverso a terra, poco distante il suo furgone Fiat Fiorino. Accanto al corpo il secchio che conteneva ancora il cibo per il proprio cane.

La vittima, secondo quanto hanno accertato i carabinieri di Giarre, ha avuto il tempo di aprire il catenaccio prosto all'ingresso del cancello, quando è stato raggiunto dal colpo mortale sparato da distanza ravvicinata.

A coordinare le indagini, che si annunciano complesse è il dott. Fonzo della Procura distrettuale antimafia di Catania. Carmelo Benvegna due anni fa era sfuggito per puro miracolo a un agguato avvenuto davanti alla sua concessionaria d'auto: i sicari non portarono a compimento la "missione" di morte perché l'arma s'inceppò.

Benvegna gestiva in passato a Trappitello una concessionaria d'auto. L'uomo era stato oggetto di minacce estorsive che lo avevano portato a denunciare i suoi aguzzini ai carabinieri di Taormina. I responsabili dell'estorsione legati al clan Cinturino, furono successivamente individuati e arrestati: Benvegna, che forse temeva per la propria incolumità recentemente aveva ottenuto il porto d'armi. Ma ieri, nel giorno della sua uccisione, fatalmente aveva lasciato a casa la propria arma.

 

 

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