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19 Marzo 1987 Reggio Calabria. Rosario Bonfiglio, Agente della Polizia di Stato, ucciso mentre era a far acquisti con la moglie. PDF Stampa

Foto e Nota da  cadutipolizia.it

Venne assassinato il 19 Marzo in una gioielleria del centro di Reggio Calabria, dove si era recato insieme alla moglie, in attesa di un figlio, ed a alcuni amici per alcuni acquisti.

Quando entrarono nel negozio vi trovarono due giovani banditi  che stavano compiendo una rapina all'interno. Uno di questi reagì sparando contro l'agente scelto Bonfiglio, uccidendolo prima che questi potesse tentare una qualsiasi reazione.

Gli assassini vennero arrestati nel 1993, in seguito alle dichiarazioni di un “collaboratore di giustizia” auto-accusatosi del delitto. Il complice  era un agente corrotto della Polizia di Stato.

 

 

 

 

Tratto dal libro DIMENTICATI Vittime della 'ndrangheta di Danilo Chirico e Alessio Magro

Capitolo IX Il senso della divisa

E' la festa del papà e il venticinquenne messinese Rosario Bonfiglio sicuramente sta fantasticando. Passeggia su Corso Garibaldi a Reggio Calabria, il salotto buono della città dello Stretto, e tra una chiacchiera e una vetrina pensa tra sé e sé che quello è l'ultimo 19 marzo che non festeggia. Perché sua moglie, Anna Meluso, di origini casertane, che gli cammina a fianco, è incinta di nove mesi. Forse pensa che quando nascerà suo figlio lo porterà con lui all'aeroporto di Reggio Calabria, dove è in servizio come poliziotto addetto al reparto voli. Insieme a loro una coppia di amici, Claudio Ceccarelli e sua moglie. Sono le sette di sera e i Bonfiglio e i Ceccarelli si avvicinano alla vetrina della gioielleria di Gregorio Merenda, in una traversa di Corso Garibaldi. Una fatalità che costerà cara. Bonfiglio vede da dietro i vetri che dentro sta succedendo qualcosa che non va. Si avvicina. Non appena è sulla porta vede due rapinatori. Hanno il volto scoperto. Si scambiano uno sguardo, come se si conoscessero. Rosario prova a intervenire, chiede di mantenere la calma, invita i rapinatori ad abbassare le armi. Non serve a nulla. Uno dei due rapinatori non ha pazienza e non apprezza. Gli spara contro due colpi di pistola che lo colpiscono al torace e alla testa. Cade a terra. Viene soccorso subito e portato in ospedale, ma muore nel giro di pochi minuti: Rosario non conoscerà mai suo figlio, non festeggerà mai la festa del papà. Anna vede tutto, le sembra di impazzire. Viene ricoverata anche lei sotto choc. Non sa ancora che Rosario è morto. Al reparto di ginecologia cercano di salvare la vita al bambino che è soggetto a uno stress inaudito.

[...]

Il caso non è ancora chiuso.

 

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