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23 Febbraio 2012 Gioia Tauro (RC). Scompare Fabrizio Pioli, elettrauto di 38 anni. «Morire per un incomprensibile "senso dell'onore" tradito da Facebook». PDF Stampa

Foto e Articolo del 26 Febbraio 2012 da  scirocconews.it

Si cerca ancora il cadavere di Fabrizio Pioli, a Rosarno (Rc): l’avrebbe ucciso il fratello di Simona, la ragazza conosciuta in Facebook

Lo cercavano da giovedì scorso, da quando ne era stata denunciata la scomparsa. I carabinieri stavano indagando per una scomparsa "strana” sin dal primo momento. Morire per un incomprensibile "senso dell'onore" tradito da Facebook. Nel 2012

Sarebbe partita alle 17:30 di ieri pomeriggio, domenica 26 febbraio, sulla SS18 in prossimità del Centro Viasat a Gioia Tauro (Rc), la fiaccolata per Fabrizio Pioli, elettrauto di 38 anni, scomparso giovedì scorso dopo essersi recato a Melicucco.
L’invito alla fiaccolata era chiaro: “tutte le persone sono invitate ad intervenire per dimostrare che talvolta il silenzio, come quello di una pacifica manifestazione, può essere una forza e non un segno di debolezza. Una fiaccola per accendere la speranza di rivedere presto Fabrizio”.

Niente fiaccolata, invece. Non è ancora ufficiale, la morte, ma è data per certa in molti ambienti. I carabinieri domenica mattina hanno fermato Domenico Napoli, 22 anni, di Melicucco, fratello di Simona, la ragazza con la quale Pioli si era visto prima di scomparire, e sono andati alla ricerca del padre, Antonio. Nel provvedimento, emesso dalla Procura di Palmi, si ipotizzano i reati di omicidio e occultamento di cadavere.

Poche ore dopo, nel pomeriggio di domenica, la notizia della confessione di Domenico Napoli e quella, ancora non confermata ufficialmente, del ritrovamento del cadavere, nelle campagne di Rosarno (Rc). Che per un po’ ha fatto il giro del territorio.

A denunciare la scomparsa di Fabrizio Pioli è stato, giovedì 23 febbraio, il padre, Antonio.
L’uomo ha riferito ai carabinieri di Gioia Tauro che il figlio si era allontanato a bordo della sua auto, una Mini Cooper One di colore nero con il tettuccio bianco riferendo che l’uomo si era recato a Melicucco per incontrare una ragazza. Le ricerche, subito avviate, non hanno dato esito ed i carabinieri hanno informato la Procura.
L’attività di indagine, nel corso della quale sono state sentite diverse persone, e con l’ausilio di intercettazioni, ha portato all’individuazione di Antonio e Domenico Napoli, nei cui confronti la Procura ha emesso il provvedimento di fermo.


La sintesi [di Alessandro Sgherri]

Lo cercavano da giovedì scorso, da quando ne era stata denunciata la scomparsa. Ma nel riserbo, i carabinieri stavano anche indagando per una scomparsa apparsa, ai loro occhi, “strana” sin dal primo momento. Ed è così che oggi è stato emesso, dalla Procura della Repubblica di Palmi, un provvedimento di fermo per due persone accusate dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di Fabrizio Pioli, elettrauto di 38 anni, di Gioia Tauro.
La sua colpa, secondo la ricostruzione degli investigatori, avere allacciato una relazione con una giovane donna sposata conosciuta su facebook. E sarebbe proprio nel malcelato “senso dell’onore” del padre e del fratello di lei il motivo dell’omicidio su cui carabinieri e Procura non sembrano avere dubbi. Per questo la Procura ha emesso il provvedimento di fermo nei confronti dei due uomini, Antonio e Domenico Napoli, di 53 e 22 anni, di Melicucco, centro non distante da Gioia Tauro.
Solo Domenico, però, è stato rintracciato ed arrestato dai carabinieri. Il padre è invece irreperibile e viene ricercato attivamente su tutto il territorio della piana di Gioia Tauro.
Così come viene cercato il cadavere di Pioli.
Sulla vicenda e sugli elementi raccolti contro padre e figlio, Procura e carabinieri mantengono uno stretto riserbo.
Tuttavia gli investigatori sembrano certi del risultato del loro lavoro, fatto di intercettazioni e di interrogatori.
Tra le persone sentite anche la ragazza che per ultima ha visto vivo Fabrizio Pioli. Era stato il padre dell’elettrauto, giovedì scorso, a dire ai carabinieri che il figlio si era allontanato da casa a bordo della sua auto Mini One per andare a trovare una giovane a Melicucco. Da quel momento di Pioli si è persa ogni traccia.
E così i carabinieri hanno cominciato a sentire amici e conoscenti dello scomparso e la stessa ragazza. Quello che ha detto la giovane (ha 24 anni) è stato vagliato, al pari delle dichiarazioni degli altri testi, e approfondito. E dagli accertamenti sono venuti fuori i nomi dei due uomini.
Antonio Napoli in passato è stato coinvolto e poi prosciolto nell’inchiesta Piano Verde condotta contro le cosche della ‘ndrangheta della zona. Inoltre è sorvegliato speciale di ps. E da oggi su di lui e su suo figlio pende un’accusa ben più pesante: omicidio.

 

Articolo del 27 Aprile 2012 da gossipetv.com

Quarto Grado, 27 aprile 2012, Fabrizio Pioli: “Io sono una morta che cammina”, la commovente lettera di Simona Napoli


A Quarto Grado di ieri, 27 aprile 2012, il caso di Fabrizio Pioli scomparso da Melicucco il 23 febbraio scorso dopo essere uscito dalla casa di Simona Napoli ( sua fidanzata) ed essere stato aggredito dal padre e dal fratello della ragazza.

In trasmissione è stata letta una commovente lettera di Simona a Quarto Grado nella quale la ragazza si scaglia contro l’ignoranza e l’omertà della sua terra. Di Fabrizio Pioli non ci sono più tracce da quel 23 febbraio 2012: un mese dopo fu ritrovata l’auto del ragazzo bruciata. Quel maledetto 23 febbraio 2012 fu Simona Napoli a dare l’allarme per salvare il ragazzo. Fu lei a denunciare suo padre e suo fratello ed adesso vive protetta insieme a suo figlio di 4 anni.

A Quarto Grado la commovente lettera di Simona Napoli:

“Io amavo Fabrizio e ho e voglio chiarire alcune cose:
1) Non è vero che Fabrizio non sapesse nulla della mia vita privata. Aveva 14 anni più di me ed era consapevole. Fabrizio sapeva quello che faceva
2) Non sono stata io a chiamare a casa mia Fabrizio. Lui è voluto venire perché stavo male ed avevo la febbre”.

Una risposta alle accuse della gente di Melicucco che, dice Simona Napoli, (compagna di Fabrizio Pioli): “Non fanno altro che sparlare perché non hanno nulla da fare”. La ragazza era infatti già sposata con un altro uomo ma in via di separazione: da qualche mese frequentava Fabrizio Pioli.

La lettera esclusiva inviata a Quarto Grado da una località protetta, assume toni anche drammatici quando Simona Napoli spiega quella che è diventata la sua vita:

“Io sono una morta che cammina perché, prima o poi, in Calabria il coraggio si paga con il sangue. Io quel giorno ho perso tutto.”

Adesso con questa commovente lettera a Quarto Grado, Simona Napoli dice di volere giustizia per Fabrizio Pioli. Di voler sapere dov’è Fabrizio.

Ricordiamo che in carcere, indagato per omicidio ed occultamento di cadavere c’è il fratello della ragazza, Domenico Napoli, mentre il padre Antonio Napoli (noto esponente della ndrangheta) risulta tutt’ora latitante.

Ormai anche il Procuratore Capo di Palmi, Giuseppe Creazzo, intervistato da una giornalista di Quarto Grado ha fatto capire che ben poche sono le speranze di ritrovare Fabrizio Pioli vivo. Purtroppo al momento si sta cercando il suo corpo.

 

 

Articolo del 8 Maggio 2012 da ilquotidianoweb.it

Per la scomparsa Fabrizio Pioli
Fermato Francesco Napoli

Le indagini sulla scomparsa di Fabrizio Pioli segnano un nuovo tassello messo a segno dagli inquirenti con il fermo di una terza persona le cui generalità saranno rese note nel corso delle prossime ore. Principali indaziati sono Domenico e Antonio Napoli

GIOIA TAURO (RC) - Un fermo di indiziato di delitto è stato eseguito dai Carabinieri nell’ambito delle indagini sull'omicidio di Fabrizio Pioli, l’elettrauto 38enne di Gioia Tauro scomparso dallo scorso 23 febbraio. Si tratta di Francesco Napoli, di 32 anni, nipote del latitante Antonio Napoli. Nei confronti di Napoli è stato eseguito un provvedimento emesso dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo. Francesco Napoli, rintracciato dai carabinieri nella periferia di Rosarno mentre era a bordo di un’automobile insieme ad un parente, sarebbe stato, secondo l’accusa, uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Fabrizio Pioli, il cui cadavere non è mai stato trovato. La indagini hanno confermato che Pioli è stato ucciso per punirlo per la relazione che l’elettrauto aveva con la figlia di Antonio Napoli, Simona, che era sposata.  L'inchiesta ha registrato una svolta dopo la rivelazioni fatte ai magistrati della Procura di Palmi da Simona Napoli, che adesso vive in una località protetta. L’ultimo fermo segue i due eseguiti a febbraio. Pochi giorni dopo la scomparsa di Pioli, i Carabinieri fermarono Domenico Napoli, indiziato in concorso con il padre Antonio di omicidio e occultamento di cadavere. È tuttora irreperibile il padre della ragazza, Antonio, nei confronti del quale la Procura della Repubblica di Palmi aveva disposto il fermo perchè accusato anche lui della scomparsa e dell’omicidio di Pioli. Antonio Napoli è sorvegliato speciale ed in passato è stato coinvolto e poi prosciolto nell’inchiesta Piano Verde condotta contro le cosche della 'ndrangheta di Gioia Tauro. Il corpo di Pioli non è stato finora ritrovato.

 

 

 

 

Foto e Articolo del 2 Marzo 2013 da cn24.tv/news

Ritrovamento del corpo di Fabrizio Pioli: i dettagli nella conferenza stampa

Il procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, durante la conferenza stampa presso il comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, ha confermato ufficialmente la notizia già trapelata ieri sera sul ritrovamento dei resti dell'elettrauto scomparso il 23 febbraio 2012. "Ieri - ha detto il procuratore - è stato ritrovato il corpo che riteniamo quasi senza ombra di dubbio appartenere a Fabrizio Pioli".

A far ritrovare agli inquirenti il luogo di sepoltura sono state le indicazioni fornite da Antonio Napoli, 54enne, che ieri si è costituito ai Carabinieri di Melicucco dopo una latitanza di un anno. Napoli infatti era ricercato dal 25 febbraio 2012 con l'accusa, in concorso, di omicidio ai danni di Fabrizio Pioli; insieme ad altre 4 persone l’uomo è già state rinviato a giudizio per il delitto, ed il processo dinnanzi alla Corte d'Assise inizierà il prossimo 14 marzo.

Il corpo di Pioli era stato gettato in una fossa profonda due metri, e poi ricoperto di terra. Per Creazzo "trova pieno l'intercettazione ambientale effettuata la sera stessa della scomparsa di Pioli e che ci diede la quasi certezza che Pioli era morto poco dopo essere stato braccato e fermato da chi poi l'ha soppresso. Uno degli imputati, dopo le spiegazioni date al cognato che veniva da fuori, disse: “sono andati a buttarlo”.

Il procuratore, nella conferenza, ha sottolineato come “il corpo e' stato buttato dentro una fossa profonda come forse non si fa nemmeno per un animale".

L'area in cui era stato occultato il corpo di Pioli era distante non più di 500 metri dal luogo dove venne rinvenuta l'automobile incendiata della vittima. All’epoca, alle 19, dopo lunghe e faticose ore di attività, le operazioni di ricerca si sono concluse.

Il comandante della Compagnia carabinieri di Gioia Tauro, il capitano Francesco Cinnirella, dal canto suo, ha sottolineato come, per le caratteristiche antropometriche il corpo, ormai ridotto a scheletro dopo un anno di inumazione, corrisponde a quello di Pioli, inoltre e' stato rinvenuto un brandello della giacca verde indossata dalla vittima il giorno della scomparsa".

I pochissimi dubbi verranno sciolti, definitivamente, con l’esame autoptico che verrà svolto nei prossimi giorni. Solo dopo, probabilmente per la prossima settimana i familiari di Pioli potranno celebrarne il funerale.

Intanto, nella stessa mattinata di oggi Napoli era dinnanzi al gip per l'interrogatorio di garanzia. Napoli non ha spiegato ai carabinieri il motivo che l'ha indotto a consegnarsi alla giustizia dopo un anno di latitanza. Per il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Lorenzo Falferi, presente anch’esso alla conferenza, a contribuire è stata anche la pressione investigativa sul suo conto.

Nessuna dichiarazione da parte dell’uomo arrestato, invece, è arrivata sul sul movente del delitto, che per gli investigatori e' da ricercare in una relazione extraconiugale che Pioli intratteneva con la figlia sposata di Napoli

 

 

Articolo del 3 Marzo 2013 da laprimapagina.it

Gioia Tauro, Antonio Napoli unico responsabile dell’omicidio di Fabrizio Pioli

Il giallo della Piana di Gioia Tauro si è concluso con il ritrovamento del corpo dell’elettrauto gioiese. Ma gli interrogativi sono tanti e a chiarirli ora sarà il processo al via a Palmi il 14 marzo prossimo. La svolta è arrivata con la decisione del latitante Antonio Napoli di costituirsi venerdì scorso e di indicare il luogo della sepoltura di Fabrizio Pioli. L’uomo, rinchiuso nella casa circondariale di Palmi, è stato interrogato sabato dal Gip del Tribunale di Palmi Paolo Ramondino. E’ lui il principale indiziato dell’omicidio. E’ lui che ha riferito agli inquirenti il luogo di sepoltura. Antonio Napoli era ricercato dal 25 febbraio 2012 con l’accusa, in concorso, di omicidio ai danni di Fabrizio Pioli. L’uomo e altre quattro persone, tre dei quali congiunti, sono già state rinviate a giudizio per il delitto. Il processo dinnanzi alla Corte d’Assise inizierà il prossimo 14 marzo.

Il primo interrogativo riguarda il motivo per cui Napoli ha deciso di porre fine alla sua lunga latitanza. “Di certo – ha assicurato il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Lorenzo Falferi – la pressione investigativa sul suo conto non è mai venuta meno in questi mesi. Negli ultimi dieci giorni sono state eseguiti sei servizi specifici nella Piana con perquisizione e cinturazione della zona”. Da chiarire anche se ci sono stati e chi sono stati i favoreggiatori della latitanza dell’uomo, il quale in questi dodici mesi avrà avuto bisogno di aiuto.

E poi un nuovo scenario. Nell’interrogatorio davanti al Gip, presente il Pm Giulia Pantano e assistito dai suoi legali di fiducia Marcella Belcastro e Angelo Sorace, Antonio Napoli avrebbe confessato di essere l’autore dell’assassinio e avrebbe anche aggiunto di avere compiuto tutto da solo. Avrebbe anche aggiunto di avere ucciso Pioli con un ferro o un bastone trovati sul posto. Affermazioni, queste, che dovranno essere provate nel processo che a breve comincerà davanti alla Corte di Assise di Palmi.

Intanto il sindaco e l’amministrazione comunale proclameranno il lutto cittadino in occasione dei funerali di Fabrizio Pioli, vittima di lupara bianca, che ha pagato con la vita la sua relazione extraconiugale con Simona Napoli, più giovane di lui, sposata e madre di un bambino. Ad annunciare il lutto cittadino il sindaco Renato Bellofiore per “manifestare in modo tangibile e solenne il dolore per la morte di Fabrizio che ha profondamente colpito la nostra Comunità e testimoniare una forte vicinanza e sostegno al dolore che sta vivendo la famiglia Pioli. Invito i commercianti del centro ed i titolari dei negozi aperti lungo il percorso del corteo funebre ad esprimere la loro partecipazione mediante la sospensione dell’attività e tutti i cittadini ad essere vicini al dolore della famiglia Pioli così gravemente colpita”.

Non mancherà indubbiamente la partecipazione anche da Melicucco, centro dove abita la famiglia Napoli, parimenti colpito dalla terribile vicenda.

 

Articolo del 22 Marzo 2013 da approdonews.it

In migliaia ai funerali di Fabrizio Pioli
Si sono svolti nella chiesa di  San Francesco da Paola a Gioia Tauro

Tredici mesi dopo la scomparsa di Fabrizio Pioli, oggi, alle 15,30 si sono svolti nella chiesa di San Francesco da Paola di Gioia Tauro,  i funerali del giovane elettrauto, ucciso come un animale, da Antonio Napoli con la complicità della sua famiglia. Per l’occasione, il sindaco della città Renato Bellofiore ha proclamato il lutto cittadino, mentre il suo omologo di Melicucco Francesco Nicolaci era presente con una delegazione comunale. La storia di Fabrizio ha appassionato tutto il mondo, un ragazzo ucciso, per aver amato una donna sposata e figlia di una famiglia di Melicucco in odor di ‘ndrangheta. La furia omicida, come accertato dalla Procura della Repubblica di Palmi, non lascia dubbi sulla matrice della premeditazione dell’omicidio. Le stesse perizie effettuate sul corpo del povero ragazzo non lasciano dubbi a nessuna interpretazione in senso contrario. Fabrizio e’ stato ucciso in maniera violenta, sul suo cranio le violenze ripetute, ed il corpo cosparso di benzina e poi dato alle fiamme inchiodano Antonio Napoli ed i suoi familiari. Finalmente il povero papà Antonio Pioli, può dare degna sepoltura ad un ragazzo sfortunato e la sua salma sarà accanto alla mamma Nadia.Nella chiesa di San Francesco erano presente anche il presidente della provincia Raffa, che al termine del funerale nella piazzetta adiacente alla chiesa , prendendo la parola , ha voluto ringraziare la famiglia Pioli, la città di Gioia Tauro per lacompostezza dimostrata e per la grande battaglia di civiltà nel nome di Fabrizio. Totò Castellano nel suo appassionato intervento ha rimarcato che nel nome di Fabrizio e del movimento “Io sono Fabrizio” nascerà un movimento per la rinascita della città di Gioia Tauro.

 

 

Articolo del 5 Maggio 2015 da ilquotidianoweb.it

Preso l'assassino di Fabrizio Pioli, era latitante
Francesco Napoli si nascondeva da alcuni giorni a Vibo

Francesco Napoli condannato all'ergastolo per l'omicidio di Fabrizio Pioli, giovane elettrauto di Gioia Tauro, è stato catturato dopo che lo scorso luglio si era dato alla macchia per sfuggire al carcere

di GIANLUCA PRESTIA

VIBO VALENTIA - La Guardia di Finanza ha tratto in arresto il latitante Francesco Napoli, 35enne di Melicucco condannato al carcere a vita insieme alla zio Antonio (LEGGI LA NOTIZIA DELL'ARRESTO DI ANTONIO NAPOLI), per l’omicidio di Fabrizio Pioli avvenuto il 23 febbraio 2012 perché, secondo la ricostruzione processuale, aveva intrecciato, a Melicucco, un piccolo comune della Piana di Gioia Tauro, una relazione con una donna sposata, Simona Napoli. (LEGGI I MOTIVI DELL'OMICIDIO). Il corpo del giovane elettrauto di Gioia Tauro venne trovato circa un anno dopo (LEGGI LA NOTIZIA DEL RITROVAMENTO DEL CADAVERE). Il giovane aveva fatto perdere le proprie tracce verso la fine di luglio dello scorso anno (LEGGI LA NOTIZIA DELL'INIZIO DELLA LATITANZA DI FRANCESCO NAPOLI) impedendo ai Carabinieri di eseguire l’arresto dopo il verdetto del processo di primo grado presso il Tribunale Palmi (LEGGI LA NOTIZIA SULLA SENTENZA DI PRIMO GRADO). I militari una volta arrivati presso l’abitazione del giovane per procedere al trasferimento in carcere, non hanno trovato il giovane, che presumibilmente era già irreperibile da alcuni giorni .

I Carabinieri di Melicucco, unitamente agli uomini della Compagnia di Gioia Tauro, hanno iniziato a setacciare il territorio e le zone limitrofe alla ricerca del latitante che fino a questa mattina si era sottratto alla cattura. Ma l'attività investigativa ha portato le forze dell'ordine a Vibo Valentia, nel quartiere "Cancello Rosso" dove Napoli si rifugiava pare da alcuni giorni all'interno di un appartamento.

Il blitz è scattato intorno alle 11.30 con l'arrivo in forze della Guardia di Finanza di Vibo e dei colleghi di Reggio.
Al termine del processo di primo grado a Palmi erano stati inflitti ergastoli al padre di Simona Napoli, Antonio e proprio a Francesco Napoli, cugino della donna. A diciotto anni, invece, era stato condannato, il fratello della ragazza, Domenico, mentre era stata assolta la madre di entrambi, Rosina Napoli. Assoluzione anche per Domenico Galatà accusato di favoreggiamento nei confronti di Antonio Napoli.

Il proprietario dell’immobile in cui Napoli è stato individuato è stato denunciato all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di favoreggiamento personale. Nel corso delle operazioni di perquisizione dei locali che ospitavano il latitante sono stati sequestrati oggetti pertinenti il reato. Dopo le formalità, di rito Francesco Napoli è stato trasferito alla casa circondariale di Vibo Valentia.

 

 

Articolo del 5 Ottobre 2015 da  strill.it

Omicidio Fabrizio Pioli – Due ergastoli confermati in Appello

di Angela Panzera

Colpevoli anche in Appello. La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, presieduta da Roberto Lucisano, ha confermato gli ergastoli per Antonio e Francesco Napoli, ritenuti responsabili dell’omicidio di Fabrizio Pioli. Per loro durante la propria requisitoria il pg Alberto Cianfarini chiese la conferma della condanna inflitta in primo grado. I giudici di Piazza Castello, però, non hanno accolto la richiesta di ergastolo che il  pg aveva avanzato nei confronti del figlio di Antonio Napoli, Domenico Napoli: questi – difeso dagli avvocati Francesco Albanese e Marcella Belcastro – è stato condannato a 13 anni e 4 mesi di reclusione, a fronte di una condanna a 18 anni rimediata in primo grado dalla Corte d’Assise di Palmi. Confermata l’assoluzione per Rosina Napoli, difesa dagli avvocati Angelo Sorace e Guido Contestabile. Alla luce della sentenza emessa oggi regge in toro l’impianto della Procura di Palmi, rappresentata dal pm Giulia Pantano, ora in forza alla Dda dello Stretto, che fece condannare i mandanti e gli esecutori materiali del giovane elettrauto ucciso nel 2012. Un omicidio che sarebbe stato effettuato in concorso tra Napoli, il figlio Domenico, il nipote Francesco e la moglie Rosina, quest’ultima accusata di aver di aver istigato il marito “a distanza” dopo aver scoperto la relazione tra la figlia e Fabrizio; per la donna però gli indizi in primo grado non furono sufficienti e anche in questo grado di giudizio è stata assolta dalle accuse. Anche per la Procura Generale non vi erano presenti elementi tali da dimostrare il coinvolgimento della Napoli nella vicenda. A lanciare l’allarme per la scomparsa di Pioli era stata Simona Napoli, il giorno in cui il giovane gioiese era andato a trovarla presso la propria abitazione di Melicucco. Subito dopo la scomparsa di Pioli la sua auto venne ritrovata carbonizzata; il suo corpo peró fu rinvenuto un anno dopo. Per recuperare il cadavere, sarebbe stata fondamentale la confessione di Antonio Napoli, ricercato dal 23 febbraio 2012, giorno in cui non si sono avute più notizie del ragazzo, e costituitosi poco prima del ritrovamento. Per gli inquirenti sarebbe stato Napoli, assieme ai suoi familiari, ad ammazzare Fabrizio “reo” di aver intrapreso una relazione con la figlia, Simona, sposata e mamma di un bambino. È stata Simona stessa, nell’immediatezza dei fatti, a mettere gli inquirenti sulla pista giusta. La Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, quindi, ha confermato gli ergastoli per Antonio Napoli (difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Marcella Belcastro) e Francesco Napoli (difeso dagli avvocati Giancarlo Pittelli e Guido Contestabile) già emessi in primo grado, ma mitigato la condanna per Domenico Napoli. Adesso occorrerà attendere novanta giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza di secondo grado.

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