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5 Giugno 1981 Napoli. Ucciso Agostino Battagli, appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia PDF Stampa

 

Foto e Fonte:  polizia-penitenziaria.it

Agostino Battagli - Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Portici (NA) il 18 ottobre 1945 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.

Il 5 giugno 1981 intento nell’acquisto di merce all’interno di un esercizio commerciale della città, veniva attinto mortalmente da alcuni colpi di arma da fuoco, sparati da tre giovani che irrompevano con violenza nel negozio.

Agostino Battagli è stato riconosciuto “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell’Interno.

 

 

 

Tratto da un articolo da L'Unità del 6 Giugno 1981


Bande e camorra scatenate a Napoli

[...]
Ma qual è la traccia che può spiegare l'uccisione della guardia carceraria?  Agostino Battagli, 36 anni, era sceso di casa qualche minuto prima
delle otto. Aveva fatto il turno di notte, ma si era ugualmente svegliato presto per andare a comprare il latte per le sue due bambine. E' entrato
nella latteria; e dietro di lui i suoi killer. Si è voltato, ne ha riconosciuto uno, lo ha salutato affabilmente «Gaetano, e tu che ci fai da queste parti? ». L'altro ha estratto la pistola, gliel'ha puntata al capo ed ha fatto fuoco. Agostino Battagli è morto senza sapere il perchè, stringendo ancora in mano i
soldi per comprare il latte ai suoi bambini.
Nel carcere di Poggioreale c'è chi piange, gli agenti amici della vittima sono demoralizzati. C'è molta tensione.
« Qua ci stanno venti detenuti per cella, la legge spesso la fanno loro, hanno le loro norme. Puoi infrangerle - senza saperlo. Qua dentro una parola sbagliata diventa uno "sgarro" e sgarrare vuol dire morire».
Dentro il carcere comandano i clan; fuori dal carcere la malavita combatte per ogni metro quadro di citta, per ogni fonte di reddito che ne valga la pena. Persino i morti diventano motivo di guadagno, come il racket del caro estinto. l delitto di Casoria di ieri è l'ennesimo di una faida che dura da anni: sì fronteggiano due famiglie per il controllo delle imprese di pompe funebri. Ogni tre o quattro mesi un'uccisione, un avvertimento, una gambizzazione. L'ultima tre mesi fa: colpi la famiglia Esposito. Ieri  è toccato alla famiglia Castaldo.
La polizia è in difficolta, non ci sono neanche gli uomini necessari per correre appresso alle mille attività ed ai mille traffici della camorra organizzata e della malavita «comune». Il morbo della violenza si espande, si rafforza. I poteri dello stato, lenti, impacciati o indifferenti, sembrano alle corde.

 

 

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