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Libri
"Sola con te in un futuro aprile" di Margherita Asta e Michela Gargiulo PDF Stampa

 

Fonte ibs.it


Il 2 aprile del 1985 Margherita ha soltanto dieci anni. La sua casa di Pizzolungo, a Trapani, al mattino è invasa dalla confusione allegra di Salvatore e Giuseppe, i suoi fratelli, gemelli di sei anni. Non vogliono saperne di vestirsi e Margherita non vuole fare tardi a scuola. Chiede un passaggio a una vicina. I gemelli usciranno con l’utilitaria della mamma Barbara. Nello stesso istante due macchine della scorta vanno a prendere un magistrato. Si chiama Carlo Palermo e viene da Trento, dove ha indagato su un traffico di morfina proveniente dalla Turchia. Un fiume di droga che serve a finanziare altri traffici, armi soprattutto, e che produce altri soldi, che si intrecciano col giro delle tangenti della politica. Quando Palermo arriva a sfiorare Craxi la sua indagine arriva al capolinea. Da Trento, il giudice si fa trasferire a Trapani, dove la morfina turca viene raffinata in eroina. Per continuare a indagare su mafia, massoneria e politica. Sul lungomare di Pizzolungo le auto della scorta sfrecciano, non possono rallentare e quella utilitaria con una donna e due bambini seduti dietro va troppo piano. La sorpassano. Parcheggiata sul ciglio della strada c’è una golf con venti chili di tritolo nel bagagliaio. Qualcuno preme il tasto di un telecomando. È l’inferno. Carlo Palermo viene sbalzato fuori, è sotto choc ma si salva. Di Barbara Asta e dei piccoli Giuseppe e Salvatore restano solo frammenti.

 

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"Testimoni di giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie" di Paolo De Chiara PDF Stampa

Fonte: giulioperroneditore.com

In un Paese ben lontano dall’aver sconfitto le mafie esistono ancora cittadini che hanno il coraggio di diffondere la voce della legalità e credono che denunciare sia segno di civiltà e premessa di libertà. sono i testimoni di giustizia, figura introdotta legalmente nel 2001 per permetterne una coerente giurisdizione e soprattutto per differenziarne la natura e la disciplina rispetto ai collaboratori di giustizia, meglio noti come “pentiti”.
Il testimone di giustizia sceglie, per dovere civico, di non abbassare la testa di fronte alle prepotenze, è un testimone oculare, un imprenditore piegato dagli estorsori o, in alcuni casi, un cittadino che rivendica la propria onestà pur appartenendo a contesti mafiosi, come Lea Garofalo e Maria concetta cacciola.

Lo stato opera un’azione di ascolto e utilizzo delle informazioni fornite dai testimoni di giustizia e garantisce loro misure speciali di protezione: allontanamento dal paese di origine, trasferimento in località protette, identità false e sussidi che dovrebbero assicurare una vita dignitosa. Ma molti testimoni lamentano l’inadeguatezza di queste misure, il peggioramento del loro tenore di vita e l’abbandono in cui versano. isolati, privi di un sostegno psicologico adeguato, costantemente alle prese con i limiti dei servizi assistenziali e sanitari, e con i problemi legati ai numerosi trasferimenti: solitudine, spaesamento, distacco dagli affetti e impossibilità di trovare un lavoro.

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Piersanti Mattarella - Da solo contro la mafia - di Giovanni Grasso PDF Stampa

 

Articolo del 4 Giugno 2014 da  avvenire.it

La politica onesta, un libro ricorda Mattarella

di Maurizio Carucci

Morire a 44 anni per difendere la propria idea di politica onesta e a servizio dei cittadini. Dal 1980 a oggi il ricordo di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia, rivive nei tanti politici vecchi e nuovi che affollano la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, per la presentazione della nuova biografia sull'esponente della Dc.

Giovanni Grasso, giornalista di Avvenire, per realizzare il suo Piersanti Mattarella - Da solo contro la mafia ( Edizioni San Paolo, pagine 197, euro 14) ha avuto accesso all’archivio di famiglia appena riordinato e può così offrire un quadro più completo di Mattarella politico e cristiano. In questo modo si rappresenta tutta la parabola politica di Mattarella come consequenziale al suo impegno civile e politico che parte dall’Azione Cattolica e che ad essa sarà sempre ispirato. Grasso dimostra inoltre alcune stranezze nella ricostruzione ufficiale dell’omicidio, suggerendo un coinvolgimento non solo della mafia, ma anche del terrorismo nero. Si tratta delle tesi sostenute oggi dalla famiglia Mattarella.

 

 

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Una toga amara - Giangiacomo Ciaccio Montalto la tenacia e la solitudine di un magistrato scomodo di Salvatore Mugno PDF Stampa

Di Girolamo Editore


Giangiacomo Ciaccio Montalto, sostituto procuratore presso il Tribunale di Trapani a partire dal 1971, fu tra i primi magistrati a cadere sotto i colpi della feroce mafia dei 'Corleonesi'. Un giudice schivo e intelligente, colto e coraggioso, che operò a Trapani in un contesto difficile, dove non mancavano figure di magistrati abulici e opachi. Un magistrato che aveva condotto inchieste clamorose e che, soprattutto, era considerato la 'memoria storica' degli uffici giudiziari trapanesi. Fu assassinato il 25 gennaio del 1983 davanti alla sua casa di Valderice, a tarda notte, nell'indifferenza e nel silenzio del vicinato.


«Sul manifesto che annuncia la morte del sostituto procuratore, il sindaco di Trapani Erasmo Garuccio non scrive la parola mafia. Semplicemente perché, a suo avviso, la mafia a Trapani non c'è, non può esserci. Questa era Trapani, questa era la Sicilia in cui ha vissuto Ciaccio Montalto» (dalla prefazione di Umberto Santino).

 


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Al di là della neve. Storie di Scampia - Rosario Esposito La Rossa PDF Stampa

Recensione del 2 Ottobre 2013 da  sololibri.net

Al di là della neve. Storie di Scampia - Rosario Esposito La Rossa

di  Gabriella Monaco

"Avevi ventidue anni ed eri la centoquattordicesima vittima di camorra dall’inizio dell’anno."

Non giunge neanche a metà del libro il primo pugno allo stomaco. Un brivido che corre lungo la schiena per quelle parole troppo forti, troppo dure o, forse, semplicemente troppo vere. Rosario Esposito La Rossa cresce a Scampia, tra "questi ghetti che intrappolano e marchiano", in quel luogo che sembra ormai dimenticato, cancellato, abbandonato a se stesso, un luogo, nella provincia di Napoli.

"Napoli, la città sotto assedio militare e, nonostante ciò, la città con il maggior numero di morti ammazzati l’anno".

Il libro è dedicato ad Antonio Landieri, vittima di camorra e cugino dell’autore, ucciso il sei novembre del 2004. Ed eccoli qui, quei ventisette brevi racconti ambientati tra le vele, la ciampa, le case, ventisette storie in cui i protagonisti sono bambini, che di bambino hanno solo il sorriso, e adolescenti come Luca a cui "piacevano le scorciatoie, poca fatica e tanti soldi". Una parola dietro l’altra, un brivido, una lacrima e poi quella rabbia, che fuoriesce da un inutile tentativo di resistere, perché "narrare è resistere" Joao Guimaraes Rosa. Ma quella rabbia forse non è inutile, quella rabbia, forse, è l’unico mezzo, ancora capace di non arrendersi, di farci restare aggrappati ai sogni, quei sogni che nessuno mai, potrà portarci via. E poi suoni, spari, mitragliette, la vita di tutti i giorni per chi, pur non avendolo scelto, ama ancora quel luogo che brucia.

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