1 Settembre 1977 Rosarno (RC). Francesco Antonio Conte, 9 anni, Mario Alessio Conte e Maria Rosa Belloco: sterminata una famiglia per un contorto senso dell’onore.

Francesco Antonio Conte, 9 anni, fu ucciso insieme al papà Mario Alessio e alla mamma Maria Rosa Belloco: una famiglia sterminata per un contorto senso dell’onore. Piana di Gioia Tauro (RC) 1 settembre 1977.

La “regola” della ‘ndrangheta prevede che a custodire l’onore della famiglia debbano essere gli uomini, costi quel che costi. anche se il prezzo da pagare è la morte della propria compagna, della propria madre o sorella. E’ un prezzo che, soprattutto sulla Piana di Gioia Tauro, è stato pagato più e più volte. Sono morti così Mario Alessio Conte, Maria Rosa Belloco e il loro figlioletto Francesco Antonio Conte, di appena nove anni. Secondo la ricostruzione dei magistrati, toccava al marito lavare col sangue l’infedeltà della moglie, lui si era rifiutato di farlo, e l’intera famiglia è stata sterminata, il 1° settembre 1977. […]

Tratto dal Libro Dimenticati – Vittime della ‘ndrangheta di Danilo Chirico e Alessio Magro

Cap. VII Onore e Disonore Pag. 153

 

 

Fonte: archiviolastampa.it
Articolo del 2 settembre 1977
Padre, madre e un ragazzo trucidati mentre dormono.
di Enzo Laganà
Feroce crimine (è una faida?) in Calabria
Il delitto a colpi di pistola e pugnale – Risparmiato un bimbo di 3 anni

Reggio Calabria, 1 settembre. Massacro a Rosarno, grosso centro agricolo del Basso Tirreno, ad una settantina di chilometri da Reggio Calabria: un’intera famiglia — padre, madre e figlio — è stata trucidata nel sonno, a colpi di pistola e di coltello. Le vittime sono: il bracciante agricolo Mario Alessio Conte, 33 anni, nativo di Scalea (Cosenza); la moglie, Mariarosa Bellocco, ventisettenne, ed il figlio maggiore Francesco Alessio, di 9 anni E’ scampato alla strage il secondo figlio, Michele, di appena tre anni: il piccino è stato trovato, piangente, accanto al cadavere della mamma. Sulla culla del bambino è stato trovato un fucile da caccia con un caricatore. Probabilmente la donna ha cercato di imbracciare l’arma per opporre resistenza. Quanti erano gli assassini? Perché hanno agito? Gli interrogativi non hanno ancora trovato una risposta. Il massacro può essere opera anche di una sola persona che, dopo aver crivellato di colpi di rivoltella i tre componenti della famiglia, li ha finiti a coltellate. Ma non si esclude che il crimine sia stato compiuto da più persone.

Nell’abitazione della famiglia sterminata, gli investigatori hanno raccolto numerosi bossoli calibro 7,65. Circa il movente, carabinieri e polizia seguono piste diverse: poiché la strage non ha avuto testimoni, se non il piccolo Michele, è difficile risalire a qualche nome e quindi ricavare indicazioni sui motivi che hanno spinto l’autore — o gli autori — a questo assassinio. Si sta esaminando la possibilità di un collegamento fra la strage e un precedente fatto di sangue avvenuto circa tre anni fa a Rosarno: una sorella di Mariarosa Bellocco uccise il marito a conclusione di una lite. I giudici la condannarono a cinque anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, pena che l’omicida non ha ancora finito di espiare. Potrebbe essere, dunque, l’anello di una faida. Non si esclude tuttavia l’ipotesi di una vendetta personale: Mario Alessio Conte alternava l’attività di bracciante agricolo con quella di camionista. E’ tra le amicizie che l’uomo aveva in questo ambiente che si sta indagando.

Il triplice delitto ha suscitato emozione e sdegno: l’intero paese di Rosarno è sotto choc. L’abitazione degli Alessi si trova nel cuore del paese, nella seconda traversa della via Stazione, a due passi dallo scalo ferroviario. L’allarme è stato dato verso le sette di questa mattina da una vicina che, insospettita per avere udito durante la notte alcuni colpi d’arma da fuoco, si è avvicinata all’ingresso dopo avere notato che la porta era aperta. Appena la donna si è affacciata all’interno, le si è presentato uno spettacolo agghiacciante: i corpi straziati dei due coniugi e del piccolo Francesco giacevano sui letti. Dato l’allarme, è scattata immediatamente una vasta operazione nella zona. Il sostituto procuratore della Repubblica di Palmi, dopo le formalità di legge, ha autorizzato la rimozione del cadaveri.

 

 

Fonte:  archiviolastampa.it
Articolo del 3 settembre 1977

La famiglia sterminata a Rosarno Vendetta di parenti o di mafiosi?

Reggio Calabria, 2 settembre.

Ancora sconosciuti i responsabili del triplice omicidio di Rosarno, dove la famiglia del camionista Mario Conte Alessio è stata sterminata a colpi di pistola e di coltello, ieri notte, da tre sicari. Oltre a Conte Alessio, 33 anni, sono morti la moglie, Maria Rosa Bellocco, 27 anni, e il figlio Franco, 9 anni. Stamane nel cimitero di Rosarno, alla presenza del sostituto procuratore dottor Morici, il professor Aragona, dell’Università di Messina, ha eseguito l’autopsia.

Conte Alessio è stato colpito da due colpi di pistola e da alcune coltellate, una delle quali, all’addome, gli è stata fatale. La moglie Maria Rosa Bellocco è stata colpita da quattro proiettili e da numerose coltellate, il piccolo Mario da due proiettili, uno dei quali l’ha raggiunto alla fronte e uno al collo. Gli inquirenti, intanto, hanno ricostruito nei particolari la dinamica della strage. Verso l’una della scorsa notte, Mario Conte Alessio è stato svegliato da una lunga scampanellata fatta molto probabilmente da una persona che ben conosceva. Infatti l’uomo ha aperto l’uscio senza curarsi di mettersi i calzoni (indossava un paio di slip). Non appena lo ha avuto di fronte, lo sconosciuto ha colpito Conte Alessio con una coltellata all’addome ed è poi entrato in casa seguito a quanto pare da due complici. Alessio ha tentato di difendersi, ma è stato sopraffatto e ferito a colpi di pistola mentre si trovava nei pressi del lettino del figlio Franco. Il camionista è poi morto accanto al figlio contro il quale gli assassini hanno sparato da distanza ravvicinata.

Maria Rosa Bellocco, uditi gli spari e le grida, è riuscita ad andare in una stanza vicina e a prendere un fucile che era in un armadio, ma non ha fatto in tempo a caricarlo: quattro colpi d’arma da fuoco l’hanno raggiunta in pieno petto, uccidendola. I sicari hanno, poi, infierito sul corpo della donna a coltellate e sono quindi fuggiti lasciando la porta aperta. Le grida e gli spari sono stati uditi da alcuni vicini, tra i quali i genitori di Maria Rosa Bellocco, Michele Bellocco e Giuseppa Pirrozzo. Nessuno, però, è intervenuto, temendo per la propria incolumità. Gli stessi genitori della Bellocco, credendo che i rumori e gli spari provenissero dalla strada hanno continuato a dormire.

Cosi soltanto la mattina alle, 8 è stata scoperta la strage e i vicini si sono decisi ad avvertire i carabinieri. Sul luogo del triplice omicidio, i carabinieri hanno fatto numerosi rilievi: tra l’altro sono state trovate alcune impronte di scarpe con suola di gomma. Le ipotesi sul movente della strage sono due: vendetta familiare o vendetta maturata nell’ambiente della mafia. Per quanto riguarda la prima ipotesi, la vendetta verrebbe innestata su un episodio avve nuto tre anni fa quando una sorella di Maria Rosa Bellocco, Anna Maria, 22 anni, uccise a colpi di pistola il marito Rocco Morabito mentre stava facendosi la barba nel bagno L’uxoricida fu condannata sei anni. Un fratello della donna, Gregorio Bellocco, arrestato dai carabinieri, fu prosciolto in istruttoria. L’altra pista seguita da polizia e carabinieri è quella della vendetta mafiosa nei riguardi di Alessio Conte per una sua possibile partecipazione a qualche episodio di mafia conclusosi con un fatto di sangue. Sullo svolgimento delle indagini gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo. (ANSA)

 

 

Fonte:  archiviolastampa.it
Articolo del 3 dicembre 1977

Arrestati i parenti della donna Lo strage di Rosarno per “motivi d’onore”.

Rosarno, 2 dicembre.

Colpo di scena delle indagini per la strage di Rosarno (Reggio Calabria), dove, la notte del primo settembre scorso, sono stati trucidati a colpi di coltello e di pistola Alessio Mario Conte, 33 anni, la moglie, Maria Rosa Bellocco, 27 anni e il figlioletto, Franco, 9 anni.

Questa notte, su mandato di cattura del giudice istruttore, sono stati arrestati i parenti della moglie, ritenuti responsabili del feroce episodio di sangue. Si tratta di Michele Bellocco, 62 anni, cantoniere; Bernardo Bellocco, 22 anni, manovale, mentre un terzo, Pietro, 30 anni, muratore, è irreperibile.

Alla sconcertante conclusione, i carabinieri sono giunti dopo un lungo e minuzioso lavoro, partendo dalla constatazione che era impossibile che i familiari che abitavano al piano sottostante a quello dove si trovava la famiglia trucidata, non avessero sentito il rumore della colluttazione e degli spari.

Per quanto riguarda il movente, viene indicata la condotta poco morale di Maria Rosa Bellocco, che avrebbe provocato la reazione omicida dei familiari anche nei confronti del marito, che non l’avrebbe saputa riportare alla normalità.
(Ag. Italia)

 

 

 

 

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