11 Giugno 2004 San Paolo Belsito (NA). Ucciso Francesco Graziano, 32 anni, insieme allo Zio Antonio, per vendetta nei confronti di parenti coinvolti in una faida. Uccisi per il loro cognome.

Francesco Graziano viene ucciso a San Paolo Belsito, vicino Napoli, insieme allo zio Antonio Graziano, con il quale gestiva alcuni supermercati nella provincia di Avellino, l’11 giugno del 2004.
I due Graziano non avevano precedenti penali, ma erano imparentati con l’omonima famiglia camorristica di Quindici.
Secondo gli inquirenti, Francesco e suo zio Antonio sono stati uccisi perché considerati “bersagli” facili, molto più avvicinabili rispetto ai vertici della famiglia.
La storia di Francesco è ricordata nel ” Dizionario enciclopedico delle mafie in Italia” edito da Castelvecchi nel 2013. (Fond. Pol.i.s.)

 

 

Fonte: Liberanet.org

Francesco Graziano è stato ucciso all’età di 32 anni, vittima di un agguato camorristico mentre era alla guida della sua auto, insieme allo zio Antonio Graziano. È stato freddato mentre tentava la fuga a piedi, a San Paolo Belsito l’11 giugno del 2004. Secondo gli investigatori, i due sono stati ammazzati per vendicare la morte di tre donne della famiglia camorrista dei Cava, uccise alla periferia di Lauro nel maggio 2002 da un commando del quale facevano parte i vertici della famiglia Graziano.

 

 

Articolo di La Repubblica del 11 Giugno 2004
Agguato di camorra vicino Napoli – uccisi due Graziano, zio e nipote
Sono stati freddati in auto mentre si recavano al lavoro. Secondo gli investigatori colpiti perché “bersagli” facili.
Pur essendo imparentati con la famiglia camorrista in lottacon il clan Cava vivevano defilati e non erano protetti.

SAN PAOLO BELSITO (NAPOLI) – Agguato di camorra questa mattina in provincia di Napoli. Antonio Graziano, 58 anni, e il nipote Francesco, di 32, sono stati uccisi a San Paolo Belsito, un paese del Nolano, in provincia di Napoli. Freddati mentre erano in auto, diretti a Nola dove gestivano il supermercato “La Fonte”. Quando sono arrivati in via Roma sono stati avvicinati dai killer, probabilmente due a bordo di una moto di grossa cilindrata che hanno fatto fuoco. Erano le 7.15 del mattino e nessun testimone ha assistito all’agguato.

La polizia ha trovato il corpo di Antonio Graziano, dal lato di guida dell’Alfa 156 di colore grigio mentre il nipote era riverso a terra, forse colpito mentre tentava disperatamente la fuga. I due Graziano non avevano precedenti penali, ma sono imparentati con l’omonima famiglia camorristica di Quindici protagonista, negli ultimi quarant’anni, di una sanguinosa faida di camorra con il clan Cava.

Antonio Graziano era il suocero del figlio di Salvatore Luigi Graziano, detto Gigino, arrestato nei mesi scorsi con i figli Adriano e Antonio per la “strage delle donne”: due anni fa a Lauro furono massacrate mentre erano in auto, la figlia, una sorella e una nipote del capo clan, Biagio Cava. Un’altra figlia di Cava rimase paralizzata e un’altra parente gravemente ferita.

Gi inquirenti si dicono sicuri che i due sono stati uccisi perché considerati “bersagli” facili, molto più avvicinabili rispetto ai vertici della famiglia Graziano. I due pur essendo strettamente imparentati con i vertici della famiglia, vivevano in realtà defilati dal clan e non osservavano particolari misure di sicurezza per proteggere la propria incolumità. E questo sembra aver segnato il loro destino.

 

 

 

 

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