13 Febbraio 1947 Leonardo Salvia (Partinico) – Nunzio Sansone (Villabate)

Nunzio Sansone è stato ucciso il 13 febbraio 1947 a Villabate i provincia di Palermo, era un militante comunista impegnato nella lotta per la riforma agraria, lo steso giorno a Partinico (PA) e stato ucciso Leonardo Salvia, anch’egli impegnato nelle lotte contadine.
Fonte: familiarivittimedimafia.com


Non avendo alcuna storia da raccontare, per Leonardo Salvia e Nunzio Sansone, vogliamo ricordarli con una poesia:

Fonte:  centroimpastato.it

Umberto Santino

Ricordati di ricordare

coloro che caddero
 
lottando per costruire
 
un’altra storia
 
e un’altra terra
 
ricordali uno per uno
 
perché il silenzio
 
non chiuda per sempre
 
la bocca dei morti
 
e dove non è arrivata la giustizia
 
arrivi la memoria
 
e sia più forte
 
della polvere
 
e della complicità
 
Ricordati di ricordare
 
l’inverno dei Fasci
 
quando i figli dei contadini del Nord
 
spararono sui contadini del Sud
 
e i mafiosi aprivano il fuoco
 
sapendo di essere
 
i cecchini dello Stato
 
Ricordati di Emanuele
 
che fu accoltellato
 
dai sicari degli speculatori
 
e del trionfo degli assassini
 
nella città cannibale
 
Ricordati di ricordare
 
il sangue versato sulla terra
 
e le file lunghe degli emigranti
 
che portarono la Sicilia
 
sulle piazze del mondo
 
a svendersi
 
come merce a buon mercato
 
Ricordati di Luciano
 
Lorenzo Bernardino
 
Nicolò Giovanni
 
Sebastiano
 
Andrea Nunzio
 
Agostino Gaetano
 
Accursio
 
Giuseppe Vincenzo
 
Epifanio Placido
 
(e del bambino Giuseppe
 
che vide l’assassinio di Rizzotto
 
e il medico-capomafia Navarra
 
cancellò per sempre
 
la verità dei suoi occhi)
 
Calogero Filippo Carmelo
 
e di tutti gli altri
 
che hanno perduto
 
vita e nome
 
Ricordati di Margherita
 
Vincenzina Castrense
 
Filippo Francesco
 
Giorgio Giovanni Giuseppe
 
Serafino Vito
 
che confusero il loro sangue
 
con le ginestre
 
che sbocciavano
 
nel mattino di maggio
 
Ricordati di Salvatore
 
che morì abbracciato alla terra
 
della madre Francesca
 
che chiedeva giustizia
 
e trovò lo scherno degli assassini
 
Ricordati di Peppino
 
che infranse i comandamenti dei padri
 
sbeffeggiò il potere
 
ed esplose sui binari
 
Ricordati di Pio e Rosario
 
che erano comunisti
 
e lottavano contro la mafia
 
e per la pace
 
Ricordati di Pasquale
 
Piersanti Giuseppe
 
che cercarono di spezzare
 
il patto con il delitto
 
Ricordati di Mario
 
Pippo Mauro Beppe
 
che vedevano e parlavano
 
mentre gli altri tacevano
 
e non guardavano
 
Ricordati di Graziella
 
che ancora si chiede perché
 
della sua vita rubata
 
Ricordati di Claudio
 
che giocava con i suoi undici anni
 
e incontrò la morte
 
a un angolo di strada
 
Ricordati di Barbara
 
Giuseppe e Salvatore
 
che svanirono
 
nel lampo di Pizzolungo
 
Ricordati di Giuseppe
 
che sognava di volare
 
sul cavallo dell’alba
 
e trovò la notte
 
nelle mani del boia
 
Ricordati
 
di Mario Silvio Calogero
 
Pasquale Eugenio Mario Giorgio
 
di Filadelfio
 
di Boris
 
di Cesare e Lenin
 
di Domenico Giovanni Salvatore
 
di Emanuele
 
di Gaetano
 
di Vito
 
di Luigi Silvano Salvatore Giuseppe
 
di Carlo Alberto Emanuela Domenico
 
di Calogero
 
di Giangiacomo
 
di Mario Giuseppe Pietro
 
di Rocco Mario Salvatore Filippo
 
di Beppe
 
di Ninni e Roberto
 
di Natale
 
di Antonino e Stefano
 
di Ida e Antonino
 
e del loro figlio non nato
 
di Rosario e Giuliano
 
di Giovanni Francesca Antonio Rocco Vito
 
di Paolo Agostino Claudio Emanuela Vincenzo Walter
 
di Giuseppe
 
che servivano lo Stato
 
e trovarono la morte in agguato
 
e la solitudine alle spalle
 
Ricordati di Biagio e Giuditta
 
che attendono ancora la vita
 
al capolinea della morte
 
Ricordati di Libero
 
che non volle piegarsi
 
mentre la città era ai piedi
 
degli estorsori
 
di Pietro Giovanni
 
Gaetano Paolo e Giuseppe
 
che seppero dire di no
 
Ricordati del medico Paolo
 
che non volle attestare il falso
 
di Giovanni che denunciò
 
gli ordinari misfatti
 
sulle scrivanie della regione
 
Ricordati di Rita
 
che non volle più vivere
 
perché avevano ucciso
 
la speranza
 
Ricordati di Giorgio
 
di Costantino
 
di Stefano
 
di Pino
 
preti di un Cristo quotidiano
 
fratello degli ultimi
 
crocifisso dai potenti
 
Ricordati di Giuseppe
 
di Domenico
 
di Filippo
 
sangue ancora vivo
 
nomi che dobbiamo ancora aggiungere
 
al nostro rosario di morti
 
Ricordati di ricordare
 
i nomi delle vittime
 
e i nomi dei carnefici
 
(i notissimi ignoti
 
di ieri e di oggi)
 
perché tutte le vittime
 
siano strappate alla morte
 
per dimenticanza
 
e i carnefici sappiano
 
che non finiremo mai
 
di condannarli
 
anche se hanno avuto
 
mille assoluzioni
 
Ricordati di ricordare
 
le impunità
 
le protezioni
 
le complicità
 
gli interessi
 
che hanno fatto
 
di una banda di assassini
 
i soci del capitale
 
e i gemelli dello Stato
 
Ricordati di ricordare
 
ora che le bombe degli attentatori
 
scuotono le città
 
che vogliono affrancarsi
 
e sui teleschermi della seconda repubblica
 
si intrecciano i segnali
 
delle nuove alleanze
 
Ricordati di ricordare
 
quanto più difficile è il cammino
 
e la meta più lontana
 
perché
 
le mani dei vivi
 
e le mani dei morti
 
aprono la strada
 
 
 
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *