15 Giugno 1876 Bagheria (PA). Ucciso Giuseppe Aguglia, caporale guardie campestri, che si opponeva apertamente alla mafia della zona.

15 giugno 1876. A Bagheria (Palermo) viene ucciso il caporale delle guardie campestri Giuseppe Aguglia che si opponeva apertamente alla mafia della zona.

Fonte Centro Impastato.it

 

 

Tratto dal libro: La mafia nell’opinione pubblica di F. Brancato. Cit.  Pag. 126

Nota a Pag. 105 del libro “Il nome e la cosa: quando la mafia non si chiamava mafia” di Giovanni Tessitore

Purtroppo, in quegli anni, anche se non mancò qualche coraggioso che si assumesse fino in fondo le sue responsabilità, il potere giurisdizionale non fu spesso all’altezza della situazione, o perché troppo sensibile alle pressioni esterne o perché troppo condizionato dai ceti dominanti e dalla stessa mafia. Ad esempio: nel novembre del 1874, a Bagheria, vennero esplosi colpi di arma da fuoco contro il cancelliere della locale pretura, Gaspare Attardi, deciso oppositore della mafia del paese: nell’episodio, rimase ucciso il figlio Emanuele di 11 anni.

Sempre a Bagheria, il 15 giugno 1876, venne assassinato, per le medesime ragioni, il caporale delle guardie campestri Giuseppe Aguglia (U. Santino, sicilia 102 caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, Palermo 1995, p.15). Il prefetto Rasponi, successore del Medici, avvertì la necessità di un taglio con il passato e invitò coloro che avrebbero dovuto interpretare ed applicare la legge ad essere esempio di virtù e coraggio civile “che non tollera transazione alcuna con gli uomini del delitto e coi nemici naturali della umana società”; ma poi, in maniera alquanto contraddittoria volle fortemente come questore il Biundi – da taluni indicato come intimo amico del capomafia dei Colli, Salvatore Licata – funzionario che ritornò a teorizzare la deleteria necessità di servirsi della mafia per combattere il brigantaggio che rendeva insicuri gli scambi e gli spostamenti tra il capoluogo ed il suo entroterra (O. Cancila, Palermo, cit. pag. 109).

 

 

Fonte:  bagherianews.com

“Aguglia Giuseppe era caporale delle guardie campestri di Bagheria. … Ligio al suo dovere… con zelo si prestava a favorire le autorità e la forza pubblica, fornendo tutte quelle notizie che potevano interessare la giustizia. …Trovandosi l’infelice Aguglia a passeggiare con la moglie per una via di Bagheria da uno sconosciuto fu ucciso con una pistolettata al cuore”. (9)
L’uomo morì la sera del 15 giugno 1876; pare che, sconvolto dai misfatti compiuti dalla mafia, dicesse di volersi adoperare per un’opera di risanamento morale di Bagheria.

[…]

Responsabile di quella violenza fu ritenuta una associazione di malfattori che era chiamata dei Fratuzzi, considerata filiazione diretta di analoga associazione nata negli stessi anni a Monreale, detta degli Stoppaglieri.

(9) Antonino Cutrera, La mafia e i mafiosi, origini e manifestazioni, Alberto Reber, Palermo 1900, pp.147-148
archive.org>…>American Libraries

 

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