16 aprile 1987 Bova di Reggio (RC). Paolo Ficara, 48 anni, operaio della forestale. Ucciso insieme al vero obiettivo dell’agguato.

Paolo Ficara fu ucciso a Bova di Reggio (RC) il 16 aprile del 1987.
Sono gli anni in cui la Calabria è insanguinata da guerre intestine tra diversi clan per la spartizione del territorio. Paolo Ficara, 48 anni, operaio della forestale, aveva accettato un passaggio in auto dal vero obiettivo dei killers, Salvatore Morabito.

Fonte:  vivi.libera.it

 

 

 

Fonte: archiviolastampa.it
Articolo del 17 aprile 1987
GIORNATA DI KILLER. CINQUE DELITTI A REGGIO CALABRIA
Gli uccisi erano tutti operai forestali. «Regolamento» di sangue tra i superstiti d’una banda di rapitori?

REGGIO CALABRIA — Cinque persone uccise in 24 ore in agguati della ‘ndrangheta. La guerra tra le cosche ha insanguinato ieri la Calabria, facendo salire a 48 i morti ammazzati nella regione dall’inizio dell’anno.

I killer mafiosi hanno colpito a poche ore di distanza nei centri di Bova, Africo e Gioia Tauro (tutti in provincia di Reggio Calabria).

Ma ecco la terribile sequenza di questo «giorno di fuoco». I primi due uccisi erano padre e figlio, Domenico ed Antonio Morabito, rispettivamente di 52 e 26 anni. Sono stati colpiti a morte dai sicari, poco dopo le 16.30 di ieri, in un agguato nel centro di Africo una cittadina della Locride ad ottanta chilometri dal capoluogo.

Nella sparatoria è rimasto ferito Pasquale Favasuli, 5O anni, ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Locri e piantonato, a titolo precauzionale, dai carabinieri. Secondo le prime ricostruzioni, Domenico ed Antonio Morabito e Pasquale Favasuli, tutti operai forestali, erano scesi da un furgone col quale avevano fatto rientro ad Africo Nuovo dal cantiere nel quale stavano lavorando da alcuni mesi. Obiettivo principale dell’agguato era Antonio Morabito, che è stato raggiunto da alcuni colpi di fucile al torace e poi «finito» con un colpo al volto. Domenico Morabito è stato colpito alla fronte.

Sul posto dell’agguato mortale accorreva subito 11 procuratore della Repubblica del tribunale di Locri, Carlo Macrì, per coordinare le indagini, ma ieri sera arrivava la notizia di un nuovo duplice omicidio avvenuto a Bova, un comune a pochi chilometri da Africo, e sicuramente collegato alla morte dei due Morabito.

Altri due operai della forestale, Salvatore Morabito, 70 anni, e Paolo Ficara, 48 anni, erano caduti in un agguato teso loro nella frazione «Campi» di Bova. I due fatti avrebbero avuto origine dalla «guerra» che si è scatenata da tempo fra i superstiti della banda che il 25 gennaio del 1983 sequestrò a Brancaleone (Reggio Calabria) la farmacista Concetta Infantino, liberata una ventina di giorni dopo senza pagamento di riscatto. Della banda che rapì la farmacista avrebbe fatto anche parte Salvatore Morabito.

Morabito e Ficara erano appena saliti su una Volkswagen «Golf» di proprietà del primo. Il fatto è accaduto lungo una strada in costruzione che collega gli abitati di Bova e di Africo Vecchio, l’antico nucleo di Africo, oggi quasi disabitato dopo il trasferimento della popolazione nella zona nuova del paese. Contro Morabito e Ficara alcune persone, almeno due, hanno sparato alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni. La morte dei due è stata istantanea. Paolo Ficara, secondo le prime indagini, era incensurato.

Il quinto omicidio, infine, è stato compiuto a Gioia Tauro (Reggio Calabria) dove, ieri mattina, è stato ucciso a colpi di pistola Arcangelo D’agostino, 42 anni. L’uomo era da alcuni mesi agli arresti domiciliari per scontare una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti: La persona che ha sparato contro D’Agostino, che non è stata identificata, ha suonato prima all’abitazione del pregiudicato nel quartiere «Corea» di Gioia Tauro ed ha poi sparato alcuni colpi di pistola nel momento in cui il pregiudicato ha aperto la porta. Lo sparatore ha anche ferito leggermente due vicine di casa di D’Agostino, Carmela Fonte, 56 anni, e Marcella Foti, 21 anni. L’uccisione di D’Agostino non è da collegare, per gli Inquirenti, agli altri 4 omicidi.