16 Febbraio 1916 Giorgio Gennaro, Sacerdote, ucciso nella borgata palermitana di Ciaculli

Giorgio Gennaro è stato assassinato nel 1916 sotto decreto di due membri dell’”Alta maffia dei Ciaculli”: Salvatore e Giuseppe Greco perché era considerato colpevole di aver denunciato pubblicamente l’ingerenza della mafia riguardo l’amministrazione delle rendite ecclesiastiche.

 

 

Fonte: stampacritica.org
Articolo del 28 febbraio 2017
Don Giorgio Gennaro: il prete che osò sfidare la Mafia
di Ludovica Morico

Sono passati ben 101 anni da quel giorno, il 16 Febbraio 1916.

Don Giorgio Gennaro è un semplice sacerdote della borgata palermitana di Ciaculli. Purtroppo non è solo questo: è anche uno dei primi sacerdoti ad essere stato ucciso dalla Mafia.

In quegli anni, la Mafia di Ciaculli prendeva forma sotto il controllo della famiglia Greco: saranno proprio due persone provenienti da quella famiglia, infatti, ad uccidere il sacerdote. Ma perché?

Don Giorgio, a quanto pare, durante una delle tante omelie domenicali, avrebbe denunciato l’intromissione dell’organizzazione malavitosa nell’amministrazione delle rendite ecclesiastiche: un attacco diretto, quindi, a questa famiglia, di fronte a tutti.

Purtroppo, quella denuncia in pubblico, a don Giorgio, è costata la vita.

Si sa che da sempre i mafiosi si professano dei grandi credenti cristiani cattolici: l’attacco del sacerdote proprio in un luogo come la chiesa, stranamente venerato dalla Mafia, ha assunto un peso per loro imperdonabile.

Bisognerà, però, aspettare quasi 100 anni da quel maledetto giorno prima che la chiesa prenda le dovute distanze dalla Mafia come da ogni altra organizzazione criminale: per la prima volta, nel 2014, un papa, Papa Francesco, ha esplicitamente scomunicato tutti quelli che ne fanno parte.

Ricordiamo Don Giorgio Gennaro ed il suo coraggio perché, sebbene sia stato uno dei primi sacerdoti uccisi dalla Mafia, mai nessuno lo ricorda. Dobbiamo ricordarlo invece, e dobbiamo trasmettere il suo coraggio ai giovani ed a chi non trova il coraggio di opporsi al sistema marcio della malavita, ma si piega.

 

 

 

Per un approfondimento:

Chiesa, mondo cattolico e mafia

di Umberto Santino

 

 

 

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