20 Aprile 2004 Reggio Emilia. Stefano Biondi, 27 Anni, Agente Scelto della Polizia Stradale di Modena Nord, travolto intenzionalmente da un’auto di trafficanti di droga.

Foto : cadutipolizia.it

Stefano Biondi, venne ucciso il 20 Aprile sull’Autostrada nei pressi di Reggio Emilia, travolto da una autovettura con a bordo due trafficanti di droga che avevano rapinato un carico di cocaina ad una donna corriere della droga, nei pressi di Lodi.

Un automobilista in transito aveva assistito alla scena ed immediatamente avvisò la Polizia Stradale che cercò di bloccare i due.

Stefano Biondi, capo equipaggio di una pattuglia della Stradale, stava smontando dal servizio quando apprese via radio dell’inseguimento in corso sull’autostrada A1. Si recò anche lui all’inseguimento dell’autovettura, una Porsche, riuscendo a bloccarla. L’agente scelto Biondi scese dall’autovettura di pattuglia, pistola in pugno, cercando di bloccare i criminali, ma il guidatore dell’autovettura ripartì a fortissima velocità investendo intenzionalmente il poliziotto e scagliandone il corpo a quaranta  metri di distanza. L’ auto degli assassini si schiantò contro il guard-rail e i due trafficanti tentarono la fuga a piedi nel parcheggio di una ditta di trasporti accanto all’autostrada, dove vennero infine arrestati.

In entrambi i processi il guidatore dell’autovettura venne condannato all’ergastolo mentre il complice ricevette 14 anni di carcere.
fonte: cadutipolizia.it

 

 

 

Fonte: ricerca.repubblica.it
Articolo del 21 aprile 2004
Poliziotto insegue due rapinatori lo travolgono con una Porsche
di Jenner Meletti

REGGIO EMILIA – è sceso dall’auto, pistola alla mano. Per fare vedere che non stava scherzando, e che nessuno poteva permettersi di tamponare un’auto della Stradale sperando di farla franca, ha sparato un colpo in aria. Ma dentro l’auto, una Porsche rubata a Milano, non c’ erano dei ladri ma degli assassini. Quello al volante ha messo la prima marcia ed è partito a razzo, puntando la macchina come fosse un’arma, ed ha falciato il poliziotto. è morto così, ieri poco prima del tramonto, l’agente della Stradale Stefano Biondi, 28 anni appena, da nove in servizio sull’ A1, distaccamento di Modena Nord. è stato ammazzato a poche decine di metri dal casello di Reggio Emilia, ed i suoi assassini sono stati catturati: sarebbero due italiani (forse rom), almeno uno dei quali ferito in conflitto a fuoco con gli agenti. C’è rabbia e tristezza, fra gli uomini in divisa. «Se spariamo contro un furgone che cerca di uccidere uno dei nostri – dice un agente della questura – veniamo messi sotto inchiesta, come è avvenuto ieri a Vicenza: la nostra carriera, e soprattutto la nostra vita, sono rovinate. Se non spariamo, ecco cosa succede». Un lenzuolo copre il corpo dell’agente scelto Stefano Biondi, che abitava ancora con i genitori a Cervia, e aveva chiesto il trasferimento più vicino a casa, a Cesena. La dinamica dell’omicidio ancora non è chiara. C’ è chi sostiene che l’agente Biondi non abbia sparato in aria, ma direttamente contro la Porche, contro due uomini che avevano già puntato le loro armi, e sia stato travolto dall’ uomo alla guida, rimasto illeso. «Abbiamo capito subito – dicono in questura a Reggio Emilia – che quelli che la Stradale cercava in autostrada non erano solo ladri di auto. La Porsche era stata rapinata vicino a Milano, armi alla mano». E poi, quando già le pattuglie della Stradale di Parma e di Modena erano in caccia, l’altro allarme. «Poco dopo Parma, verso Reggio, quelli della Porsche hanno speronato una pattuglia che cercava di fermarli. Sono davvero pericolosi». Per questo, al casello autostradale di Reggio Emilia, sono arrivate le pattuglie delle volanti e dei carabinieri. L’ auto dei banditi, dopo avere ucciso l’agente scelto, ha cercato di uscire al casello di Reggio. Ma si è bloccata a metà della rampa di uscita: ad aspettarla c’ erano già due o tre pattuglie e altre sirene stavano arrivando. I due banditi sono scesi dalla vettura ed hanno scavalcato la rete di recinzione, entrando nel cortile della Transcoop, una cooperativa di trasporti. Anche qui due versioni. «Uno dei banditi è stato catturato subito perché era ferito alla pancia, forse dallo stesso agente Stefano Biondi». «No, è stato ferito in un conflitto a fuoco con la polizia, che ha sparato perché lui non gettava la pistola». Uno dei banditi, comunque, viene catturato subito e portato all’ ospedale. In serata viene operato: non sarebbe in pericolo di vita. L’ altro, nella gran confusione del momento, e nell’ agitazione provocata dalla notizia della morte dell’agente, riesce a nascondersi proprio a pochi metri dai poliziotti e dai carabinieri, sotto un’automobile. Viene trovato venti minuti dopo, quando sul posto ci sono già anche i primi cronisti, e gli uomini in divisa sparano ancora in aria, per fargli capire che non scherzano. Il compagno di pattuglia dell’agente ucciso fa per avventarsi contro di lui, ma i suoi colleghi lo bloccano e lo portano via. A sera, il bandito viene portato in carcere e il magistrato inizia ad interrogarlo. Senza dubbio ordinerà l’autopsia sul povero agente e le perizie balistiche. Ma il compito più duro spetta al comandante della Stradale di Cesena. Viene mandato a Cervia per dire ai genitori di Stefano Biondi che loro figlio, orgoglioso di essere agente scelto della Stradale, non tornerà più a casa.

 

 

 

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