21 Aprile 1990 Caraffa (CZ), ucciso Antonio Bubba Bello, impiegato nella Regione e candidato DC alle elezioni.

Potrebbe trovarsi in una delle tante pratiche che quotidianamente passavano per la sua scrivania la chiave dell’agguato ad Antonio Bubba Bello, 53 anni, l’esponente democristiano (era candidato al rinnovo del Consiglio comunale di Caraffa, Catanzaro) ucciso a colpi di lupara il 21 Aprile del 1990 mentre stava tornando a casa dopo aver accompagnato alla stazione il figlio Giovanni.
Antonio Bubba Bello era il funzionario addetto al protocollo della presidenza della giunta regionale. Era l’uomo che valutava le priorità, prendeva atto delle motivazioni e numerava le delibere che dovevano giungere all’attenzione dell’esecutivo regionale e che, dopo le decisioni della giunta, venivano trasmesse all’organismo di controllo. Decine di delibere, molte riguardanti settori delicatissimi della vita dell’ente e con implicazioni di carattere economico molto rilevanti. (Tratto da La Stampa del 24/04/90)

 

 

Articolo da La Stampa del 24.04.1990 n. 93 Pag. 10

Assassinato dal racket degli appalti il candidato DC

CATANZARO. Potrebbe trovarsi in una delle tante pratiche che quotidianamente passavano per la sua scrivania la chiave dell’agguato ad Antonio Bubba Bello, 53 anni, l’esponente democristiano (era candidato al rinnovo del Consiglio comunale di Caraffa) ucciso a colpi di lupara sabato notte mentre stava tornando a casa dopo aver accompagnato alla stazione il figlio Giovanni. Bubba Bello era il funzionario addetto al protocollo della presidenza della giunta regionale. Era l’uomo che valutava le priorità, prendeva atto delle motivazioni e numerava le delibere che dovevano giungere all’attenzione dell’esecutivo regionale e che, dopo le decisioni della giunta, venivano trasmesse all’organismo di controllo. Decine di delibere, molte riguardanti settori delicatissimi della vita dell’ente e con implicazioni di carattere economico molto rilevanti. Ieri sera, davanti a migliaia di persone, si sono svolti a Caraffa i funerali dell’uomo politico. [d. m.]

 

 

Fonte: archivio.unita.news
Articolo del 23 aprile 1990
È la 33ª vittima dell’anno
A Caraffa di Catanzaro: candidato democristiano ucciso in un agguato

CATANZARO.  Si segue anche la pista politica nelle indagini avviate dai carabinieri di Catanzaro    sull’uccisione di Antonio Bubba Bello, di 53 anni, impiegato della Regione Calabria e candidato per la DC nelle prossime elezioni amministrative, ucciso nella tarda serata di sabato a Caraffa di Catanzaro, ad una trentina di chilometri dal capoluogo.

Bubba Bello, dal 1980 al 1985, era stato, sempre per la DC, vicesindaco di Caraffa. Nel 1985 si era ritirato dall’attività politica. Nei mesi scorsi, la decisione di ricandidarsi per il rinnovo del consiglio comunale.

Bubba Bello, alla Regione, era impiegato presso la segreteria della presidenza della giunta. Gli investigatori lo descrivono come una persona tranquilla e pacifica, mai coinvolto in vicende di corruzione politica o di criminalità organizzata. Attualmente era presidente della proloco di Caraffa. Albanese di origine, aveva più volte promosso iniziative per la riscoperta della cultura «arbëreshë».

L’agguato contro Bubba Bello è stato compiuto mentre l’impiegato rientrava a casa in automobile (una Volkswagen «Jetta») dopo avere accompagnato uno dei figli, che studia nell’università di Siena, nella stazione di Catanzaro lido. Due persone, armate di fucili caricati a pallettoni, hanno atteso l’ex vicesindaco di Caraffa all’altezza di una curva a circa 300 metri dal centro abitato.

Il cadavere di Bubba Bello è stato trovato, pochi minuti dopo l’agguato, da un brigadiere dei carabinieri.

I carabinieri, nell’ambito delle indagini sull’omicidio, stanno svolgendo accertamenti anche nell’ufficio di Bubba Bello nella presidenza della giunta regionale esaminando gli incartamenti affidati all’impiegato ucciso. Bubba Bello lavorava nella segreteria della presidenza da circa 15 anni.

Con l’omicidio di sabato sera salgono a 33 le persone uccise nel corso di quest’anno in provincia di Catanzaro.

 

 

 

Tratto da Dimenticati – vittime della n’drangheta di Danilo Chirico e Alessio Magro

Pag. 302

[…]

Le indagini sono complicate, non ci sono piste privilegiate, si guarda in tutte le direzioni. Arrivano in paese il Ministro Riccardo Misasi e il presidente del consiglio regionale Anton Giulio Galati. Esprimono la loro preoccupazione agli abitanti di Caraffa e la loro solidarietà ai familiari di Bubba. Per il 25 aprile viene convocata una grande manifestazione per commemorare il candidato democristiano. Arriva anche il segretario nazionale della DC Arnaldo Forlani. Rivolgendosi alla giunta municipale, dice che “di fronte ai gravi episodi di criminalità avvenuti negli ultimi tempi in Calabria e in Campania tutti devono rendersi conto che un eccesso di garantismo nel nostro sistema giuridico non serve. Certo, siamo la patria del diritto e non vogliamo venir meno alle giuste esigenze di garantismo che devono caratterizzare il nostro sistema giuridico. ma bisogna che questo non vada a discapito della risolutezza, della precisione e della severità delle pene”. Ribadisce che la lotta alla criminalità organizzata “è al centro del nostro impegno”, sottolineando che “le poolemiche che si sono sviluppate in questi giorni sulla risposta dello Stato contro la mafia sono del tutto artificiose e immotivate. La mia risolutezza su questo specifico argomento non è un fatto isolato”.

[…]

 

 

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