24 maggio 2014 Palermo. Daniele Discrede, commerciante di 42 anni, viene ucciso, dopo la chiusura, davanti al suo supermercato. Testimone la figlia di otto anni. Vittima probabilmente di una rapina.

Daniele Discrede, commerciante di 42 anni, viene ucciso la sera del 24 maggio del 2014 davanti alla figlia di otto anni, dopo la chiusura del supermercato di cui era diventato socio; precedentemente ne era proprietario ma, per debiti, ne aveva ceduto le quote ad altri due soci.
Da un video di sorveglianza si vede il commerciante che arriva a bordo della moto. Vede la figlia, in ostaggio dei rapinatori e si scaglia contro uno di loro. Il bandito spara. Lui cade a terra. Nel frattempo arriva un altro rapinatore armato. Daniele per proteggere la figlia alza un braccio. Ha il tempo di raccontare ai poliziotti che il commando era composto da tre persone e che si sono portati via 4.500 euro. Da allora la famiglia non ha smesso di chiedere giustizia ma gli assassini non sono stati ancora individuati.

 

 

 

Fonte:  palermotoday.it
Articolo del 25 maggio 2014
L’omicidio di via Roccazzo: la polizia non esclude alcuna pista
A fomentare i dubbi su un possibile regolamento di conti i sette colpi sparati ieri sera alla vittima, Daniele Discrede, 42 anni. L’uomo è stato freddato forse in seguito ad una reazione per proteggere la figlia di 8 anni rimasta illesa.

È stata una notte di sconvolgimento e dolore in via Roccazzo. Daniele Discrede, commerciante scrupoloso di 42 anni è stato freddato davanti agli occhi della figlia per una reazione contro chi gliel’aveva strappata dalle braccia nel bel mezzo di una rapina finita in tragedia. Ieri sera sono stati tre i malviventi incappucciati, armati di pistola che lo hanno accerchiato con l’obiettivo di portar via il borsello con gli incassi degli ultimi giorni, 4500 euro.

Erano le 22,30 circa e Discrede aveva appena chiuso il negozio “New cash & carry” di via Roccazzo, un ingrosso di alimentari da poco rinominato “L’isola del risparmio” e si trovava ormai vicino alla sua moto quando i ladri lo hanno bloccato. A quel punto i malviventi gli avrebbero strappato dalle braccia la figlia e, forse per una sua reazione a questo, l’uomo è stato colpito da 7 colpi di pistola al petto. Ed è proprio questo elemento che non fa escludere agli uomini della squadra mobile alcuna pista, neanche quella di un regolamento di conti. I ladri sono poi fuggiti a bordo di una vettura di colore scuro, forse una Citroen. Maggiori informazioni potranno essere ricavate dalle immagini delle telecamere di sicurezza, ora sequestrate dalle forze dell’ordine. La piccola di 8 anni è rimasta illesa ma si trova ora sotto shock ed è stata affidata ad una psicologa. Anche il suo racconto sarà fondamentale per la ricostruzione dei fatti. L’uomo soccorso dal 118 è morto poco dopo essere arrivato all’ospedale Civico.

 

 

 

Fonte:  palermo.repubblica.it
Articolo del 29 maggio 2014
Al Cep i funerali del commerciante ucciso, in lacrime la figlia di 8 anni testimone del delitto
di Romina Marceca
La cerimonia nella chiesa San Giovanni Apostolo. La bambina ha saputo solo da poche ore della morte del papà. Le indagini si concentrano sul video di un minuto che ha ripreso le sequenze dell’omicidio. Riprende quota l’ipotesi della rapina

La bambina ha saputo e adesso non vuole lasciare il suo papà nel giorno dell’ultimo saluto. Sono appena iniziati i funerali di Daniele Discrede nella chiesa San Giovanni Apostolo al Cep, il rione in cui era nato il commerciante ucciso a colpi di pistola sabato scorso da un commando di tre uomini. Accanto alla bara ricoperta di fiori e con la maglia della squadra di calcetto nella quale giocava con gli amici ogni fine settimana, c’è la bambina di 8 anni seduta su una sedia. Accanto a lei la sorella maggiore.

“Questa è una morte del peccato. Chi ha armato la mano omicida? La disperazione e il denaro. Solo la confessione può salvare questi uomini. Altrimenti anche per loro arriverà la morte”, ha tuonato il parroco nell’omelia. “Chi vive in Cristo – ha aggiunto – non celebra oggi la fine di un’esistenza. Stiamo celebrando la Pasqua che è di Gesù, il passaggio del nostro fratello Daniele. La soglia che non doveva passare ora”.

Intanto le indagini si concentrano sul video girato dalle telecamere del supermercato “L’Isola del risparmio” in via Roccazzo dove lavorava Discrede. Un minuto di registrazione che filma le sequenze della morte del commerciante. La polizia è riuscita a decriptare le immagini e adesso, secondo gli investigatori, riprende quota la pista della rapina finita nel sangue. Daniele Discrede sarebbe stato ucciso perché ha tentato di investire con la sua moto uno dei tre banditi che avevano fatto irruzione nel piazzale della ditta di via Roccazzo. Il tentativo di travolgere quell’uomo incappucciato che gli aveva puntato contro una pistola, gli è costato la vita. Discrede, si vede dalle immagini, avrebbe avuto quella reazione quando ha visto che un secondo malvivente ha bloccato la sua bambina che si trovava a pochi centimetri da lui.

Ma ecco cosa hanno filmato le telecamere. Sono le dieci di sera di sabato scorso. Daniele Discrede lascia l’ufficio della ditta ed arriva sul piazzale che si trova al di qua del cancello che delimita la zona dove sorgono i capannoni della “Isola del risparmio”. Sale a bordo della sua moto Bmw, posteggiata davanti al cartellone pubblicitario della società. Nello stesso istante, la figlia di 8 anni apre il cancello per consentire al padre l’uscita con la moto. È in questo momento che la Citroen scura dei banditi fa irruzione nel piazzale. La macchina si ferma a metà tra il cancello e il piazzale in modo da bloccare l’uscita a Discrede e alla figlia. Due compo- nenti del commando scendono dall’auto. Uno dei due blocca la bambina. L’altro punta la pistola, una calibro 9, verso Discrede. Di certo ci sono anche state delle frasi concitate tra i due banditi e Discrede. Il commerciante, che avrebbe compiuto 42 anni il 2 giugno, però, non ferma la sua marcia e tenta di travolgere l’uomo con la pistola.

Un tentativo disperato, forse dettato dalla paura che accadesse qualcosa alla figlia. Un’azione pianificata in pochi secondi e che ha avuto un esito tragico. Discrede cerca a tutta velocità di travolgere il malvivente, l’uomo reagisce sparando i primi tre colpi. Uno colpisce il parafango della moto, un altro centra il braccio sinistro di Discrede. Il commerciante sbanda e cade con la moto. Il bandito con la pistola si avvicina e spara altri tre colpi mentre la vittima cerca di rialzarsi. Discrede è ormai in fin di vita e sono trascorse da appena un minuto le 22. I due assassini lasciano la bambina, raccolgono il borsello con dentro 4.500 euro in contanti, l’incasso degli ultimi giorni della ditta. Salgono in auto, dove li aspetta il terzo complice, e fuggono via. Imboccano via Roccazzo in direzione di Bellolampo e lì, pochi minuti dopo, bruciano l’auto che avevano rubato qualche settimana prima. Sul piazza- le, intanto, la figlia di Discrede si avvicina al padre e comincia ad urlare. Subito dopo arrivano i primi residenti a soccorrere il ferito. Attorno alla ditta c’erano altre telecamere e rimangono alcune zone d’ombra nell’intera dinamica.

Intanto, ieri, alla medicina legale dell’ospedale Policlinico è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Discrede. L’esame ha confermato che i proiettili che hanno colpito il commerciante sono stati quattro: due al braccio sinistro e due all’addome. Le indagini della squadra mobile, coordinate dal sostituto procuratore Ennio Petrigni, continuano comunque anche sulla pista dei numerosi debiti che negli anni aveva accumulato Discrede. Nelle ultime ore sono stati sentiti i conoscenti della vittima e anche altri commercianti che hanno avuto rapporti con Discrede. Sei mesi fa la “New Cash and Carry” della famiglia del commerciante è stata ceduta, proprio per i debiti, ad altri due soci che avevano cambiato il nome della ditta. Discrede era un semplice impiegato.

 

 

 

Daniele Discrede – Foto da    ilsicilia.it

Fonte:  ilsicilia.it
Articolo del 17 maggio 2017
Tre anni fa l’omicidio di Daniele Discrede. “Non esistono gli omicidi di serie b”
di Simone Giuffrida

Non esistono omicidi di serie a o di serie b, questo è certo. L’omicidio di Daniele Discrede, avvenuto il 24 maggio del 2014, non ha ancora colpevoli. “Rompiamo il silenzio”, è questo il motivo principale delle manifestazioni in commemorazione del terzo anniversario dell’omicidio, avvenuto durante un tentativo cruento di rapina terminato nel peggiore dei modi, organizzate dal comitato spontaneo “Una luce per Daniele – Verità e Giustizia”.

“Rompiamo il silenzio” è riferito, essenzialmente, alla richiesta di archiviazione del caso da parte della Procura della Repubblica di Palermo, poiché dopo due anni di indagini gli inquirenti ed i magistrati palermitani, non sono riusciti a trovare il bandolo giusto per individuare i responsabili dell’efferato delitto, avvenuto peraltro davanti la figlia di Daniele Discrede, che all’epoca dei fatti aveva otto anni. Sette i colpi di pistola sparati per freddare il commerciante.

La richiesta di archiviazione è stata opposta dalla famiglia di Daniele Discrede, tramite l’Avvocato Antonino Gattuso, che così si esprime sulla vicenda: “La mia sensazione è che le forze dell’ordine e la magistratura abbiano senz’altro lavorato per scoprire la verità, ma dagli atti a nostra disposizione si rileva che non ci sia stato il classico colpo di reni che permette di raggiungere un risultato pieno. Purtroppo pare vero che a Palermo ci siano delitti di serie A, riferiti a mafia ed estorsioni, e delitti di serie B, tutti gli altri. L’omicidio di Daniele facilmente è stato classificato tra i secondi. Pensiamo di avere individuato alcuni spunti di approfondimento investigativo necessari, in relazione ai quali abbiamo presentato l’opposizione alla richiesta di archiviazione, nella speranza di poter contribuire ad aprire uno squarcio nel muro di silenzio ed omertà su quanto tragicamente accaduto a Daniele Discrede.”

“Rompiamo il silenzio” è riferito al generale disinteresse del quartiere di Passo di Rigano e della città tutta, che in tre anni non ha saputo fornire una minima informazione per potersi mettere sulle tracce degli assassini, nonostante, la famiglia di Daniele Discrede, si aspettasse un tangibile aiuto in tal senso, anche in forma anonima, facendone richiesta attraverso i mezzi di informazione e con la partecipazione a trasmissioni televisive nazionali.

“La scomparsa di Daniele – dice il fratello Vito – oltre a rappresentare una tragedia per la mia famiglia, è una forma di violenza inaccettabile per il vivere civile di questa città, visto che mio fratello è stato ucciso al termine di una giornata di lavoro, nella propria attività. Noi abbiamo il dovere di continuare a stimolare la coscienza dei palermitani, perché non ci si può sempre voltare dall’altra parte e perché un fatto del genere può capitare a chiunque, vista anche l’escalation dei fatti di micro criminalità da cui è stata afflitta Palermo, negli ultimi tempi.”

“Immediatamente dopo il delitto ci siamo messi a disposizione delle forze dell’ordine, continua Vito Discrede, e della magistratura per aiutarli a districare questa intricata matassa ma abbiamo avuto la sensazione che la stessa disponibilità non fosse nelle corde di chi istituzionalmente doveva indagare, non trattandosi di un omicidio né di mafia né di racket. Abbiamo interloquito pure con il Presidente della Repubblica Mattarella, evidenziando che entrambi avevamo perso un fratello per mano criminale. Ma tutto questo sino ad oggi non ha portato a nulla, anzi….”.

Il ricordo di Daniele Discrede avverrà attraverso le seguenti manifestazioni:

–Sabato 20 Maggio, dalle 09 alle 13, presso il Centro Sportivo Sole Club, si svolgerà un torneo di calcio a 5, che vedrà la partecipazione di sei squadre formate interamente da amici di infanzia e di gioventù di Daniele Discrede, la cui passione per il calcio lo ha portato anche a giocare in serie prestigiose;

–Mercoledì 24 Maggio, alle ore 18 presso la chiesa di San Giovanni Apostolo, in via Filippo Paladini al CEP, si terrà una messa di suffragio in favore del commerciante ucciso;

–Mercoledì 24 Maggio, alle ore 20 dalla chiesa di Piazza Passo di Rigano, sino a via Roccazzo 92, luogo dell’omicidio di Daniele Discrede, si snoderà la consueta fiaccolata, che metaforicamente vuole squarciare l’oscurità su questo delitto rimasto ancora impunito. Quest’anno parteciperanno amichevolmente al ricordo di Daniele, il Gospel Project Choir di Palermo, assieme a Salvo Piparo e Sergio Gargano, che si esibiranno al termine della fiaccolata.

 

 

 

Fonte:  livesicilia.it
Articolo del 22 gennaio 2018
L’ultima difesa, la figlia, lo sparo
Così è morto Daniele Discrede

PALERMO – Daniele Discrede alza il braccio. È il disperato tentativo di salvare se stesso, di difendere la figlia che assiste all’omicidio del padre. Un gesto istintivo di protezione, o forse per implorare pietà. Una mano non può fermare il piombo delle pistole. Il suo cadavere resta sull’asfalto nel piazzale davanti al supermercato di via Roccazzo. Così muore un uomo di 42 anni.

Gli assassini non sono stati individuati. Dopo oltre tre anni di indagini senza esito la Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione. I parenti di Discrede si sono opposti e adesso spetta al giudice per le indagini preliminari Marcella Ferarra decidere se chiudere il caso senza colpevoli oppure ordinare nuovi accertamenti. I parenti sono certi che ci siano ancora delle strade da battere. Le hanno messe nero su bianco nell’atto di opposizione firmato dall’avvocato Antonino Gattuso.

Sono tre i temi centrali. Secondo i familiari, bisogna confrontare la rapina al supermercato con tutte le altre su cui hanno indagato finora non solo i poliziotti, ma pure i carabinieri. Comprese quelle messe a segno a raffica per rubare carichi di sigarette che hanno condotto gli investigatori fino al rione Zen. Il popolare rione palermitano potrebbe essere stata, infatti, la direzione di fuga dei rapinatori. Poche ore dopo l’omicidio a Torretta, uno dei primi paesi della provincia di Palermo, viene ritrovata una Citroen C4 distrutta dalle fiamme. La macchina era stata rubata otto mesi prima a Terrasini. È la stessa auto usata dai rapinatori? I poliziotti hanno scoperto che la Citroen alle 21.53 della sera del delitto è transitata sotto il ponte di viale Michelangelo-Viale Lazio in direzione Trapani, e due minuti in quello di via Belgio. Le tracce si perdono all’imbocco dell’autostrada per Mazara del Vallo. Tommaso Natale, Zen o Sferracavallo sono le possibile direzioni di fuga. Da qui verso Torretta, dove la macchina viene bruciata.

Secondo punto: le immagini delle telecamere del supermercato consentono, secondo l’avvocato Gattuso, grazie a sofisticati programmi, di misurare i tratti antropometrici dei rapinatori-assassini. Si potrebbe partire dalle misurazioni per confrontare i dati investigativi con quelli di altre rapine.

Terzo punto: il possibile ruolo di un basista. I rapinatori sapevano che avrebbero trovato Discrede al supermercato, conoscevano i suoi spostamenti e sapevano che addosso aveva del denaro. Non è tutto: ci sono strane telefonate e presenze, anche sul luogo del delitto, di ex dipendenti del supermercato che meritano un approfondimento. Ci sono i margini per continuare a indagare. Ne sono convinti i parenti di Discrede. L’ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari.

Nel frattempo le immagini raccontano che a Palermo si può venire ammazzati al culmine di una rapina. Il 24 maggio di quattro anni fa i poliziotti corrono al supermercato “L’isola del risparmio” di via Roccazzo. Daniele Discrede è per terra in una pozza di sangue. Ha la forza di dire che “erano tre, tutti e tre con tre pistole, avevano una Citroen, di colore grigio, si sono portati il borsello con l’incasso… 4.500 euro… mi hanno sparato”. Discrede morirà 43 minuti dopo all’ospedale Civico. La sequenza è un viaggio nell’orrore umano. I rapinatori arrivano pochi secondi prima delle 21:45. La macchina entra nel piazzale, mentre la figlia di Discrede aspetta il padre che sta prendendo la moto. Quando il titolare del supermercato vede che uno dei rapinatori tiene in ostaggio la bimba gli si lancia contro con la motocicletta. Viene colpito una prima volta. Cade per terra. Nel frattempo arriva il terzo rapinatore che era rimasto fuori dal cancello. Anche lui è armato e spara contro Daniele Discrede. Il suo braccio alzato non ferma il piombo. Gli sparano altre volte e gli portano via il borsello con i soldi. La cronaca si ferma qui. Cosa sia accaduto dopo è facilmente immaginale, ma doveroso tacerlo.

 

 

 

Fonte:  lasicilia.it
Articolo del 22 gennaio 2018
Così Daniele Discrede è morto sotto gli occhi della figlia
I familiari del commerciante ucciso nel 2014 a Palermo hanno consegnato alla stampa il video del delitto opponendosi all’archiviazione. Tre banditi, fuggiti poi con il bottino, avevano preso in ostaggio la figlia

Palermo – Chiedono giustizia i familiari di Daniele Discrede, il commerciante ucciso la sera del 24 maggio del 2014. Non vogliono che si chiuda il caso senza colpevoli. E così a pochi giorni dalla decisione del gip consegnano agli organi di stampa il video dell’omicidio del loro caro. Si vede il commerciante che arriva a bordo della moto. Vede la figlia, in ostaggio dei rapinatori e si scaglia contro uno di loro. Il bandito spara. Lui cade a terra. Nel frattempo arriva un altro rapinatore armato. Daniele per proteggere la figlia alza un braccio. Resta per terra a 42 anni. Ha il tempo di raccontare ai poliziotti che il commando era composto da tre persone e che si sono portati via 4500 euro. Da allora la famiglia non ha smesso di chiedere giustizia. Gli assassini non sono stati individuati. Dopo oltre tre anni di indagini senza esito la Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione. I parenti di Discrede si sono opposti e adesso spetta al giudice per le indagini preliminari Marcella Ferrara decidere se chiudere il caso.

Ad assistere la famiglia l’avvocato Antonino Gattuso. «Non smetteremo mai di ricercare la verità sulla morte di mio fratello – dice Vito Discrede – Noi chiediamo di proseguire nelle indagini per risalire a chi ha ucciso in modo barbaro mio fratello». La famiglia attraverso il legale ha presentato un atto di opposizione nel quale sono stati individuati diversi aspetti di incompletezza delle indagini che potrebbero dare una seria svolta alla individuazione dei responsabili. Quattro i punti sottolineati dalla famiglia. Si chiede di confrontare la rapina al supermercato con tutte le altre su cui hanno indagato polizia e carabinieri. L’auto della rapina fu rubata otto mesi prima a Terrasini. Un’auto uguale è stata ritrovata a Torretta poche ore dopo l’omicidio. È la stessa auto usata dai rapinatori? Secondo l’avvocato Gattuso, grazie a sofisticati programmi, di misurare i tratti antropometrici dei rapinatori. La famiglia ha chiesto di indagare sui dipendenti e su qualcuno che era stato licenziato per un furto da Daniele e su strane telefonate che sono arrivate poco dopo il delitto.

 

 

Daniele Discrede – Foto da palermotoday.it

Fonte: palermotoday.it
Articolo del 21 maggio 2020
“Un Fiore per Dani”, a sei anni dall’omicidio le iniziative per ricordare Daniele Discrede

“Un Fiore per Dani”, è questo il titolo delle iniziative per la commemorazione del commerciante Daniele Discrede, morto il 24 maggio 2014 durante un tentativo di rapina, organizzate dal comitato spontaneo “Verità e Giustizia per Daniele Discrede”:

“Vuole essere – dicono gli organizzatori – un’ulteriore testimonianza di impegno da parte della famiglia e della comunità affettiva che ha circondato d’affetto Daniele Discrede, specialmente quest’anno caratterizzato dalla pandemia che ci ha isolati nelle nostre case e che non consentirà le numerose manifestazioni degli anni passati. Non poteva accadere che le limitazioni impedissero di ricordare Daniele ed il suo sacrificio e le circostanze hanno benevolmente voluto, che proprio a ridosso della data dell’omicidio, si allentassero le restrizioni sanitarie di questi mesi e si consentisse così se pur in forma protetta, di ritrovarsi agli amici più cari, ai parenti e a quanti gli hanno voluto bene, in via Roccazzo 92 e deporre un fiore sul luogo dove quella maledetta sera di sei anni fa, Daniele Discrede è caduto”.

“È come se Daniele volesse accanto a sé nella prima domenica di libertà gli affetti più cari – proseguono gli organizzatori – per un ritorno alla normalità ed alla vita, Lui che la vita l’ha amata tanto, da sacrificarla per la figlia e per il proprio lavoro. Chi credeva che questa situazione sanitaria contingente spegnesse la fiaccola del ricordo e della sete di verità e giustizia, sarà clamorosamente smentito, quando domenica 24 maggio 2020, in via Roccazzo 92, sede dell’attività già gestita da Daniele, dalle 18 alle 20, i parenti e gli amici si ritroveranno con un fiore in mano da deporre, rispettando tutte le norme sulla sicurezza sanitaria e reciteranno una preghiera di suffragio in memoria del lavoratore caduto. Naturalmente sarà anche un momento di riflessione sul lavoro sin qui svolto dalla Procura della Repubblica di Palermo, che, anziché degli assassini e dei colpevoli, in sei anni ha trovato solo il modo di chiedere per ben due volte l’archiviazione del caso, a cui la famiglia Discrede si è opposta ed alla ripresa delle attività legali, si dovrebbe conoscere l’esito della seconda opposizione, anche alla luce di nuove indagini esperite”.

Gli organizzatori delle celebrazioni sottolinean,o con un velo di amarezza, inoltre, traspare in quanti sono coinvolti in questa dolorosa vicenda, nel constatare che nonostante il tempo passato, dal quartiere e dalla città, nessun aiuto è arrivato per agevolare le indagini, nemmeno in forma anonima, come se il ricordo dell’omicidio di Daniele Discrede dovesse essere fagocitato dall’oblio, come spesso accade in questa martoriata città. Tutte le altre manifestazioni che ogni anno sono servite a celebrare il ricordo di Daniele, dal coinvolgimento delle scuole, ai tornei sportivi, alle rappresentazioni teatrali, si svolgeranno non appena l’emergenza pandemia sarà terminata del tutto e gli spazi potranno essere frequentati con normalità. Non mancherà, invece, sabato 23 maggio, alle 18, presso la chiesa di San Giovanni Apostolo, in via Filippo Paladini al Cep, la messa di suffragio in favore del commerciante ucciso”.