28 agosto 2006 Urano Mella (BS). Ucciso Luca Cottarelli, 17 anni, insieme al padre e alla madre. Il padre era implicato in un giro di fatture false.

Foto da livesicilia.it

Luca Cottarelli aveva solo 17 anni quando fu ucciso insieme al padre, Angelo, e alla madre, Marzenne Topr, la sera del 28 agosto del 2006. La strage della famiglia Cottarelli avvenne nella loro casa a Urago Mella, in provincia di Brescia. Una discussione, degenerata nel triplice omicidio tra Angelo, coinvolto in un giro di false fatture ai danni dello Stato e della Regione Sicilia e i suoi soci in affari. Una strage commissionata e compiuta dalla mafia del Trapanese.
Fonte: vivi.libera.it

 

 

Fonte: livesicilia.it
Articolo del 25 giugno 2013
Delitto Cottarelli, ergastolo per i cugini Vito e Salvatore Marino
di Vito Manca
La corte d’Assise d’appello di Milano ha ritenuto i cugini di Paceco colpevoli del triplice omicidio avvenuto nel 2006 a Brescia: morirono l’imprenditore Angelo Cottarelli, la sua compagna Marzenne Topar e il figlio Luca.

MILANO – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha condannato i cugini Vito e Salvatore Marino alla pena dell’ergastolo per il triplice omicidio dell’imprenditore Angelo Cottarelli, della sua compagna Marzenne Topar ed il figlio Luca, assassinati il 28 agosto del 2006 a Brescia. I giudici hanno disposto, contestualmente, l’arresto dei due imputati se non già detenuti per altra causa. Vito Marino, presente in aula, è stato ammanettato e condotto in carcere. La sentenza arriva dopo un lungo iter processuale con ripetuti colpi di scena. Assolti in primo grado, i due cugini di Paceco erano stati condannati in appello alla pena dell’ergastolo ma la Corte di Cassazione aveva annullato il verdetto disponendo la celebrazione di un nuovo processo. Ora la nuova condanna.

 

 

Fonte:  brescia.corriere.it
Articolo del 21 marzo 2017
Tra le vittime di mafia Luca Cottarelli Lo zio: «Cosa nostra qui non c’entra»

di Lilina Golia
Inserito nell’elenco anche il sedicenne ucciso con i genitori il 28 agosto 2006: sarà ricordato tra le 943 vittime innocenti di mafia in piazza Loggia, nella cerimonia promossa da Libera e Avviso Pubblico, con il sostegno di Comune e Provincia di Brescia.

Luca Cottarelli fu ucciso senza pietà quando aveva 16 anni. Era la mattina del 28 agosto del 2006. Morì con papà Angelo e mamma Marzenna Topor. Uccisi, nella loro villetta di Urago Mella, a colpi di pistola ( una calibro 22 che si era inceppata più volte, avevano ricostruito gli investigatori) e poi sgozzati con l’intento di simulare una rapina violenta. Luca Cottarelli sarà ricordato questa mattina fra le 943 vittime innocenti di mafia, i cui nomi saranno letti uno per uno in piazza Loggia, nella cerimonia promossa da Libera e Avviso Pubblico, con il sostegno di Comune e Provincia di Brescia.

Lo zio Mario: ««Nessuno ci ha informati di questa cerimonia»

«Nessuno ci ha informati di questa cerimonia, ma mi sembra assurdo che Luca venga ricordato in un contesto del genere perché non è stato un omicidio di mafia. È stato un assassinio maturato nell’ambito di affari fatti con le persone sbagliate». A parlare è Mario Cottarelli, fratello di Angelo e zio di Luca. «Sono stati uccisi da due bestie feroci per cose che non avevano a che fare con la mafia». Autori dell’efferato delitto i cugini Vito e Salvatore Marino (tre condanne all’ergastolo nei diversi gradi di giudizio per questo eccidio, in attesa del pronunciamento della Cassazione sull’ultima sentenza) che risultano latitanti, forse «rifugiati in Venezuela», aveva ipotizzato un mese fa Dino Grusovin, che il 28 agosto di 11 anni fa era nella villetta di via Zuaboni e che ora è in carcere a Monza per scontare la condanna a 20 anni di carcere per concorso anomalo nell’omicidio. «Nessuno ha mai negato che Angelo con la sua società producesse fatture false, ma non aveva contatti con la mafia. Con i Marino aveva rapporti finanziari. Quelli erano con l’acqua alla gola, avevano bisogno di soldi e sapevano che Angelo aveva sempre contanti in casa. Hanno tentato un’estorsione. Qualcosa è andato storto ed è finita come è finita. Angelo aveva un affetto smisurato per suo figlio non avrebbe mai permesso a nessuno di torcergli un capello. Lì è successo l’imprevisto». Questa è la convinzione di Mario Cottarelli che traccia il suo personale e affettuoso ricordo di Luca, «un ragazzo intelligente, sapeva farsi volere bene. Quando è nato i miei figli erano già grandi e lui era il piccolo di casa e lo coccolavamo tutti». Il tempo attenua il dolore, ma la ferita resta sempre aperta. «Ho pensato tante cose in questi anni, anche alla pena di morte per i loro assassini. Ma, a parte che Luca, Angelo e Marzenna non torneranno più, meglio che i Marino, che secondo me saranno presi presto, restino in un carcere italiano per 40 o anche 50 anni a soffrire per quello che hanno fatto».

 

 

Fonte:  milano.repubblica.it
Articolo del 5 ottobre 2017
Brescia, strage in villa: Cassazione conferma l’ergastolo per Vito Marino ma lui è irreperibile
Il fatto risale al 28 agosto 2006 quando venne sterminata la famiglia Cottarelli, marito, moglie e figlio di 17 anni. I due cugini trapanesi, Vito e Salvatore Marino sono irreperibili da un anno

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per Vito Marino per la strage della famiglia Cottarelli – marito, moglie e figlio 17enne – sterminata in una villetta a Urago Mella, in provincia di Brescia il 28 agosto 2006.

Contestualmente la Suprema Corte ha annullato la condanna all’ergastolo per il cugino di Vito Marino, Salvatore, rinviando gli atti in Corte d’appello dove di fatto la vicenda approda per la quarta volta, dopo i tre processi di secondo grado precedenti di cui uno celebrato a Brescia e due a Milano. I cugini trapanesi Vito e Salvatore Marino risultano però irreperibili da un anno, da prima dell’ultima sentenza d’appello.

Agghiacciante la scena del delitto. Marzenne Topar, 41 anni, di origine polacca, e il figlio Luca di 17 anni, vennero trovati seduti su un divanetto nella taverna della villa, le mani strette da fascette per elettricisti, i pigiami intrisi di sangue. Angelo Cottarelli, 56 anni, era ancora agonizzante, riverso sul pavimento all’ingresso della taverna; respirava a malapena. Il sangue gli colava nella gola e gli strozzava le parole. E’ morto anche lui, poco dopo, all’ospedale civile di Brescia, senza dire chi l’ha ucciso. Secondo le prime ricostruzioni però sarebbe stato lo stesso Cottarelli ad aprire ai suoi assassini.

“Abbiamo metà verità anche se speravo di scrivere la parola fine su questa storia dopo undici anni”. Così Mario Cottarelli, fratello di una delle tre vittime, commenta la sentenza della Cassazione che ha condannato all’ ergastolo Vito Marino e annullato la condanna per il cugino Salvatore in merito alla strage della famiglia Cottarelli.

“Se i giudici di Cassazione fossero stati convinti dell’ innocenza di Salvatore Marino avrebbero annullato l’ergastolo senza rinviare gli atti per un nuovo processo d’appello che chissà quando inizierà”. “Anche gli ultimi anni di vita che mi restano – aggiunge Mario Cottarelli – li passerò ad aspettare giustizia per mio fratello e la sua famiglia”.

 

Per non dimenticare Luca Cottarelli
Liceo statale Galileo Galilei – Pubblicato il 17 mar 2018

Gli studenti della 3H e della 3N del liceo Galilei di Caravaggio ricordano Luca Cottarelli, ucciso a 17 anni insieme al padre, Angelo, e alla madre, Marzenne Topr, la sera del 28 agosto del 2006 a Urago Mella, in provincia di Brescia. La strage della famiglia Cottarelli fu commissionata e compiuta dalla mafia trapanese.

Il video è stato girato durante la serata “Per non dimenticare… Gelsomina Verde, Luca Cottarelli, Annalisa Durante, Luigi Sica. Letture, documenti, testimonianze, immagini di quattro giovani vite spezzate dalla violenza delle mafie”, svoltasi mercoledì 14 marzo 2018 nella chiesa di San Bernardino a Caravaggio.

 

 

 

Fonte:  bresciaoggi.it
Articolo del 26 settembre 2018
Strage Cottarelli, processo rinviato «ragioni d’ufficio»
Le righe, nella notifica, sono poche, anzi pochissime. Gli anni, invece, sono già 12. Per una vicenda giudiziaria non è certamente poco. Soprattutto se si considera che ci si apprestava a celebrare il quarto processo d’appello.

OGGI, DAVANTI AI GIUDICI della corte d’assise d’appello di Milano si sarebbe dovuto presentare Salvatore Marino, coinvolto con il cugino Vito Marino nella vicenda giudiziaria della strage della famiglia Cottarelli. Il 28 agosto 2006, nella villetta di Urago Mella in cui vivevano vennero uccisi Angelo Cottarelli, sua moglie Marzenne e il figlio Luca. La condanna nei confronti di Vito Marino, dopo la pronuncia della Cassazione del 5 ottobre scorso è diventata definitiva. Vito Marino è attualmente latitante. Il nuovo processo d’appello – il quarto, appunto, per Salvatore Marino – era fissato per oggi Milano. Ma tutto è stato rinviato a data da destinarsi per ragioni d’ufficio. La cancelleria, ieri interpellata in merito, ha spiegato che «ci sono da fissare altri processi con detenuti», che rispetto a imputati in stato di libertà, come Salvatore Marino, hanno la priorità. Per questo bisognerà attendere ancora. Ma l’attesa è pesante per chi chiede giustizia per la famiglia Cottarelli. Ai processi, in questi lunghi anni, era sempre stato presente Mario Cottarelli, fratello di Angelo: è scomparso nell’aprile scorso, senza che la vicenda giudiziaria approdasse a una conclusione. Ma, certamente, la situazione è pesante anche per Salvatore Marino che si presenta per la quarta volta davanti ai giudici di secondo grado, dopo l’assoluzione in primo e le successive tre sentenze della Cassazione.

NEL CASO non sono coinvolti solo i due cugini trapanesi, ma anche Dino Grusovin. Dopo l’assoluzione in primo grado al termine del processo con rito abbreviato, è stato condannato a 20 gradi in appello e la condanna è diventata definitiva. Vito e Salvatore Marino, invece, erano stati assolti al termine del processo in dibattimento, nel 2008. Poi la condanna all’ergastolo, in appello a Brescia, seguita dal nuovo processo disposto dalla Cassazione. Il secondo appello, a Milano si è concluso con la nuova condanna al carcere a vita. Ma anche in questo caso la Cassazione ha annullato disponendo un nuovo processo. Ed è arrivato il terzo ergastolo. Nel terzo grado di giudizio è diventata definitiva la condanna per Vito Marino, mentre per Salvatore è stato diposto un nuovo processo. Quando, non è dato sapere. Certamente, non oggi. M.P.

 

 

 

Fonte:  bresciaoggi.it
Articolo del 8 marzo 2019
Strage Cottarelli, l’udienza rinviata per «vizio di notifica»
di Mario Pari

Ancora un rinvio. Il quarto processo d’appello per la strage della famiglia Cottarelli, avvenuta il 28 agosto 2006, nella villetta di Urago Mella in cui la famiglia viveva, era stato fissato per ieri. Imputato, Salvatore Marino che con il cugino Vito è coinvolto nella vicenda giudiziaria. Vito Marino è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per la morte di Angelo Cottarelli, sua moglie Marzenne e il figlio Luca. Dopo un periodo di latitanza Vito Marino è stato rintracciato e arrestato in un ovile nelle campagne in provincia di Trapani nell’ottobre scorso. LA TERZA CONDANNA all’ergastolo inflitta a Salvatore Marino è stata invece annullata, come le precedenti, e quindi l’unica sentenza nei suoi confronti è quella d’assoluzione, pronunciata dalla corte d’assise di Brescia. L’inizio del quarto processo in secondo grado contro di lui era stato fissato per il 25 settembre scorso. Venne rinviato a data da destinarsi «per ragioni d’ufficio». La cancelleria, interpellata in merito, aveva spiegato che c’erano «da fissare altri processi con detenuti», che rispetto a imputati in libertà, come Salvatore Marino, hanno la priorità». La nuova data è stata quindi individuata nella giornata di ieri. Ma il processo è stato rinviato al 16 aprile prossimo per un vizio di notifica. La data di ieri era stata notificata solo a uno dei legali di Salvatore Marino, l’avvocato Giovanni Palermo, ieri sostituito dal collega Giacomo Nodari. Il processo quindi inizierà, di fatto, il 16 aprile e potrebbe concludersi nella medesima giornata. Ma con ogni probabilità non è destinato a rappresentare l’epilogo giudiziario di una vicenda terribile che risale ormai a quasi 13 anni fa. Ci sarà, sia in caso di assoluzione che di condanna, un ricorso in Cassazione. Quindi, un altro processo. L’assoluzione in primo grado dei due cugini trapanesi risale al settembre 2008. Poi, sempre a Brescia, la prima condanna in appello annullata in seguito dalla Cassazione. Il secondo processo d’appello è stato celebrato a Milano: stesso esito del primo, ergastolo e successivo annullamento in Cassazione. Quindi il terzo processo e la terza condanna all’ergastolo. In questo caso la Suprema Corte ha annullato la condanna solamente nei confronti di Salvatore Marino mentre è diventata definitiva quella nei confronti di Vito Marino. Definitivi anche i 20 anni inflitti a Dino Grusovin che è stato processato con rito abbreviato e in primo grado era stato assolto. Il 16 aprile quindi si tornerà in aula a Milano per il quarto appello in 13 anni.